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Immaturi

Creato il 01 febbraio 2011 da Pythia

 

Immaturi

foto:flickr

 

L'incubo di ogni ex-studente che abbia superato la maturità si avvera: per un cavillo burocratico, ad anni di distanza, l'esame non è più valido e il malcapitato deve sostenerlo nuovamente.
Un cast a metà tra la televisione e il cinema inaspettatamente riesce a tenere in piedi il gioco fino alla fine: il film mi è piaciuto così tanto che tornerei a vederlo ancora.
Gli amici del liceo che si ritrovano dopo tanto tempo e riscoprono di essere ancora legati: nell'era di Facebook, di questo non c'è nemmeno l'ombra. Il contrario di quello che succederebbe a me, se mi trovassi nella stessa situazione.
Premessa: ho frequentato il liceo in due scuole diverse, la statale (tre anni) e la parificata (ultimi due anni con maturità). Se fosse stato per me avrei fatto direttamente una scuola completamente diversa, ma gli augusti genitori hanno deciso "Classico", e non c'è stata via di scampo.
Dei compagni di classe della statale ho due amiche non solo con la A maiuscola, ma anche con tutte le altre lettere: eravamo compagne di banco il primo anno e siamo ancora legatissime. Con il resto della classe non ho mai avuto rapporti profondi, se non con un altro paio di compagne, ma con il tempo ci siamo perse di vista. I cambiamenti tipici della crescita ci hanno rese quasi estranee e i ricordi del liceo non sono così belli da tenere in piedi l'amicizia. Escludiamo altre due o tre persone, buoni rapporti ma niente di stratosferico, e mi resta una manciata di emeriti stronzi.
Prendiamo la secchiona, per esempio. Già il primo giorno di scuola avrei dovuto capire come avrebbe buttato: ci conoscevano già dalle medie, pur non essendo della stessa scuola, e io ingenuamente confidavo in lei per sentirmi meno sola e indifesa nella nuova avventura. Brava fessa, illusa che avremmo diviso il banco, sono rimasta con un palmo di naso. Col senno di poi posso dire di essere stata fortunata, ma quel preciso momento di lei che mi volta le spalle quasi deliberatamente non me lo scordo. Vogliamo parlare dei compiti per casa che passava in brutta copia appositamente sbagliata? O quelli in classe, che non passava affatto e che se osavi chiedere aiuto ti faceva sgamare? Povera ingenua, non ha mai capito che quello che hai imparato non lo puoi perdere. Con l'arrivo di Faccialibro sembrava pretendere che fossimo grandi amiche: è pure stata qui, nell'Antro, e magari mi legge ancora. Tanto non si riconoscerà mai in quello che scrivo.
Tutto sommato, la sua richiesta di amicizia non sarebbe così fuori luogo, visto che qualcosa della mia esistenza la sa: ma gli altri, quelli che non mi hanno mai cag*ta di striscio? Per anni mi ignori e poi pretendi di chiamarti mio amico? Ecchissene che sia solo un'amicizia virtualmente dichiarata!
Sì, organizzate una bella rimpatriata: io non potrò partecipare, per quel giorno avrò un impegno improrogabile. E se per assurdo fossi costretta a presenziare, porterò la mia specialità: torta allo stramonio e succo di cicuta.
Dell'altra classe ho ricordi migliori - e l'essere passata a ricoprire il ruolo della secchiona che passa sempre i compiti e non rifiuta mai un suggerimento ha sicuramente giovato. Certo non ha aiutato il fatto che provenissimo tutti da istituti diversi e che ci fossimo inseriti in momenti successivi: mancava la coesione tipica di una classe di scuola superiore, eravamo più degli individui che si sono trovati a precorrere un tratto di strada insieme. Quello con cui ho legato più di tutti, e forse anche l'unico, è il più volte citato amico attore: ecco, se dovessimo per disgrazia ripetere l'esame di maturità, pretenderei un giusto compenso alla mia disponibilità di fornitrice di compiti. Da scema non ne ho approfittato abbastanza, e avrei anche potuto visto che l'alternativa, per lui, era arrivare a scuola impreparato.
Non sarebbe affatto come nel film, nemmeno lontanamente. O pugnali alle spalle o indifferenza totale. Bah, per fortuna certe cose succedono solo al cinema.


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