Impeachment collettivo

Creato il 09 gennaio 2012 da Sidast

Il termine di origine inglese “impeachment”, tradotto nella nostra lingua, dovrebbe significare “stato d’accusa” e/o “imputazione” ma è applicabile anche come formula di “dimissionamento” o “cacciata” o ancora “destituzione” nei riguardi di quei titolari di cariche pubbliche quando abbiano commesso determinati illeciti nell’esercizio delle loro funzioni e, ciò, anche a prescindere dall’eventuale rinvio a giudizio da parte della Magistratura.

Ecco, all’Ast, per esempio, lo impeachment dovrebbe essere applicato dall’Amministrazione Regionale a tutti i componenti il Consiglio di Sorveglianza (che sorveglia poco e male), a tutti i componenti il Consiglio di Gestione (che lascia parecchio a desiderare), a tutti i Dirigenti della Società (che non sanno dirigere un bel niente) e ciò a prescindere che tutti o quasi questi Signori sono stati designati (e qui ci starebbe un bel “mea culpa”) proprio dalla stessa Amministrazione (o Governo, se preferite) Regionale.

Ad onor del vero, nel recente passato, il Governo Regionale ha provato a fare qual cosina in tale direzione “licenziando” il Professore Dario Lo Bosco a favore del Dr. Vincenzo Giambrone, poi ha mandato via lo stesso Giambrone sostituendolo con un Vice Presidente della corrente politica del Governatore Lombardo, quindi ha “sospeso” il Direttore Generale Ing. Emanuele Nicolosi, poi ha rimesso in servizio il Prof. Dario Lo Bosco, infine ha “graziato” il Direttore Generale Nicolosi che ha ripreso il comando della nave portando la stessa ad un passo di un profondissimo fondale. Non ci sarebbe nulla di male se l’Amministrazione Regionale avesse spiegato i reali motivi di tali sovvenimenti tellurici e, invece, silenzio di tomba su tutte le vicende: neanche i mass media hanno spiegato i reali motivi dell’ estromissione del Prof. Dario Lo Bosco e del suo rientro alla chetichella, senza alcun clamore mediatico. Nessuno ha mai reso noti i motivi reali della sospensione del Direttore Generale né tanto meno i risultati  cui sono pervenuti gli Ispettori Regionali dopo aver indagato (non diciamo “fatto finta di…” ma, quantomeno, di averlo fatto in maniera superficiale) sulle accuse rivoltegli e che ne hanno permesso il ritorno in Azienda anche se con qualche delega in meno delle precedenti attribuitegli.

Il Governo Regionale, presieduto da Raffaele Lombardo, tace anche sulle “quote rosa” non applicate presso l’Ast spa nei due Consigli di Sorveglianza e di Gestione, tace sui nominativi e sugli emolumenti dei consulenti aziendali che non si riesce ad individuare sul sito istituzionale dell’Azienda, tace sulle assunzioni non previste dalle Leggi Regionali, tace sui concorsi truccati, tace sui “costi della politica” ma anche sui costi del “sottobosco politico”, tace sulla privatizzazione prossima ventura della Società (sulla base di quale disposizione di Legge non si è ben capito).

Ovviamente, il clan Ast, nel perseguire il turpe disegno della “privatizzazione” si è ben coperta le spalle anche in altre direzioni:  il proprio consulente Avv. Pitruzzella, ad esempio (ricordate il post l’Ast alla guida del Paese), dal Suo autorevole scanno di Presidente dell’Antitrust, invoca “liberalizzazioni” e “privatizzazioni” anche nel settore dei trasporti locali, dimenticando l’esito del recente quesito referendario ma non dimenticando i suoi amici del clan Ast di cui è sempre stato un valido esponente. La Confindustria, a sua volta, appoggia le ambizioni espansionistiche del suo grande esponente Antonello Montante, i Sindacati aziendali, a poco prezzo, si sono da diverso tempo convertiti al credo della privatizzazione e lo stesso hanno fatto, crediamo (visto che non intendono eseguire le indicazioni del Sidast), le centinaia di loro aderenti che continuano a versare un pizzo mensile ad organizzazioni che stanno lavorando sotto traccia in direzione della distruzione del loro futuro di lavoratori….

Noi del Sidast che siamo, sì, esigenti ma non esosi, ci accontenteremmo, al posto di uno impeachment collettivo, anche di qualche “dimissione volontaria” da parte di Amministratori, Gestori, Sindacalisti aziendali e l’arrivo in Azienda di un Commissario Straordinario che metta gli occhi e il naso negli affari della Società provvedendo di conseguenza.

Naturalmente, per concludere, ci ricorderemo alle prossime elezioni regionali dei comportamenti tenuti dalle varie forze politiche pro o contro i lavoratori dell’Ast, votando di conseguenza e così “dovrebbero” comportarsi i lavoratori dell’Azienda quando “rinnovano” o “mantengono” la propria delega sindacale, togliendo la fiducia a quei Sindacati (a nostro parere motivato “TUTTI”) che carpiscono la loro buona fede o approfittano delle loro paure e dirottando la loro preferenza verso il nostro Sindacato che, scusate l’immodestia, è rimasto l’unica ancora di salvezza a cui aggrapparsi…. Comunque, ognuno è libero di suicidarsi quando e come crede….

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