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Imu: al via il Cdm. Nel 2014 arriva la “service tax”

Creato il 28 agosto 2013 da Retrò Online Magazine @retr_online

Siamo ormai prossimi ad un accordo sul terreno Imu: in serata il governo potrebbe annunciare la cancellazione dell’Imu sulla prima casa e sugli immobili agricoli per l’intero anno solare.
Così, mentre la questione Imu sembra quasi del tutto archiviata – almeno temporaneamente – torna in auge il dilemma sull’Iva.
Il governo ha infatti bisogno di tirar su nelle casse ben 4,8 miliardi. Una cifra non certo ridicola che finirà per svuotare ulteriormente le tasche già povere degli Italiani.
Nel comparto aumenti, dunque, si vedranno ritocchi nel merito di alcolici e tabacchi, ma anche sul gioco d’azzardo. Sebbene l’Iva pare essere l’imposta più tartassata, l’Imu sulle seconde case vedrà un ennesimo aggiustamento.
L’Iva di ottobre, e dunque l’aumento di un punto percentuale, potrebbe ugualmente far capolino nella vita quotidiana degli Italiani. L’unica maniera per scongiurarla? Trovare il modo di ingrassare le casse statali di un miliardo di euro negli ultimi tre mesi dell’anno. Questi nuovi venti di riforma pare abbiano messo d’accordo i vertici del Pd, che hanno ugualmente evidenziato la priorità assoluta – in quest’ultima parte dell’anno – nei confronti della cassa integrazione in deroga agli esodati.

Imu, palazzo chigi, consiglio dei ministri

Photo credit: Simone Ramella / Foter / CC BY

I pronostici del ministro Zanonato, invece, vengono disattesi; secondo il ministro dello Sviluppo Economico, infatti, l’operazione non avrebbe determinato aumenti collaterali. L’aumento delle accise, tuttavia, non dovrebbe toccare benzina e gasolio, anche se da più parti ormai si stenta a credere a queste notizie.
A dicembre, dunque, si potrebbe non pagare l’Imu sulla prima casa, ma subire degli aumenti sui secondi immobili. Nell’ultimo incontro si è discusso anche dell’ingresso saldo nel 2014. In questo senso si è parlato del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione e di una riduzione dei costi relativi ai ministeri. Si attende allora una nuova spending review che potrebbe far tremare il Paese. Le casse hanno bisogno di denaro, e nuovi inasprimenti parrebbero alle porte.
La soluzione potrebbe essere ad un’imposta sui servizi che abbia una sostanziosa impronta federale. Un’imposta che tenga conto del rapporto fra proprietari, contribuenti e servizi erogati. Dinanzi a ciò i comuni non restano a guardare e vivono da vicino gli ultimi sviluppi sul piano dei tributi. La Tares è il cavallo di battaglia: a fine anno gli Italiani saranno chiamati a pagarla con una maggiorazione del 30 per cento ogni metro quadrato.

 

Articolo di Stefano Boscolo


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