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IMUS: che sarà?

Da Pukos
IMUS: che sarà?

All’interno del quadro normativo della fiscalità locale è stata prevista l’introduzione di un nuovo tributo comunale: l’IMUS, acronimo di imposta municipale secondaria.

Il  D.Lgs. n. 23/11 istituisce,  dunque, dal  1°  gennaio  2014 l’imposta  municipale  secondaria, che  dovrà sostituire  tutti i tributi “minori”: non solo quelli tradizionali, come la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP), l’imposta comunale sulla pubblicità (ICP) e il diritto sulle pubbliche affissioni (DPA), ma anche i prelievi  alternativi, introdotti dal D.Lgs. 446/97, come il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP) e il canone per l’installazione di mezzi pubblicitari (CIMP).

Ma se l’entrata in vigore dell’Imu è stata addirittura anticipata, in via sperimentale, all’anno 2012, per l’imposta municipale secondaria tutto è rimasto immutato, fino all’approvazione della L. n. 147/2013, c.d. Legge di Stabilità 2014, che ha provveduto a far slittare al  2015 l’introduzione  dell’“imposta municipale secondaria”.

Fa sapere ora il Ministero dell’Economia e delle Finanze, grazie alla Risoluzione n. 1/Df del  12 gennaio 2015, che finché non verrà emanato il regolamento governativo di attuazione della disciplina generale dell’imposta municipale secondaria (c.d. IMUS), i Comuni  non  possono  istituire  autonomamente  l’IMUS con regolamento comunale.

L’art.  7  del  D.Lgs.  23/2011  sul federalismo fiscale dispone, che dal  1°  gennaio 2014,   siano   introdotte   nell’ordinamento   fiscale   «due   nuove   forme   di imposizione municipale» destinate al finanziamento dei comuni: «la prima, una imposta municipale propria; la seconda, una imposta municipale secondaria».

 Il D.Lgs. n. 23/11 istituisce, dunque, dal  1°  gennaio  2014 l’imposta municipale secondaria,   che   dovrà   sostituire   tutti   i   tributi   “minori”:   non   solo   quelli tradizionali, come:

  • la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP);
  • l’imposta comunale sulla pubblicità (ICP);
  • e il diritto sulle pubbliche affissioni (DPA),

ma anche i prelievi alternativi, introdotti dal D.Lgs. 446/97, come:

  • il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP);
  • e il canone per l’installazione di mezzi pubblicitari (CIMP).

L’intento è quello di arrivare a un tributo unico, così da semplificare la fiscalità locale.

L’imposta municipale secondaria è stata, infatti, introdotta inizialmente a partire dal 2014, e successivamente posticipata al 2015 (in base alla Legge di Stabilità 2014), al fine di assicurare il riordino e la semplificazione del regime vigente in materia di imposizione sull’occupazione di spazi pubblici.

Fa sapere ora il Ministero dell’Economia e delle Finanze, grazie alla Risoluzionen.  1/Df  del  12  gennaio  2015,  che  finché  non  verrà  emanato  il  regolamento governativo  di  attuazione  della  disciplina  generale  dell’imposta  municipale secondaria (c.d. IMUS), i Comuni  non  possono  istituire  autonomamente  l’IMUS con regolamento comunale.

  • La tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP), il canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP), l’imposta comunale sulla pubblicità (ICP) e i diritti sulle pubbliche affissioni (ICPDPA), il canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari (CIMP), dunque, continuano ad applicarsi.

L’imposta   verrà   introdotta,   quando   possibile,   con   delibera   del   consiglio comunale.  L’imposta  è  disciplinata,  infatti,  con  regolamento,  d’intesa  con  la Conferenza Stato – città e autonomie locali.

Gli enti locali, tuttavia, potranno introdurre l’imposta municipale secondaria, c.d. IMUS, solo  dopo  che  verrà  emanato  il  regolamento  governativo  previsto  dal D.Lgs. n. 23/2011, che ne detterà la disciplina generale.

La  mancata  emanazione  di  tale  regolamento,  quindi,  non   determina   la conseguente abolizione dei tributi e dei canoni, attualmente in vigore, e che la nuova imposta è destinata a rimpiazzare (tassa per l’occupazione di spazi ed aree  pubbliche TOSAP e  relativo  canone COSAP,  l’imposta  comunale  sulla pubblicità   e   i   diritti   sulle   pubbliche   affissioni ICPDPA,   il   canone   per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari CIMP).

In  assenza  di  disposizioni  normative  nazionali,  i  soli  contenuti  del  D.Lgs.  n. 23/20114 (dell’art. 11, comma 2, del decreto) non sono sufficienti a consentire all’ente  locale  l’esercizio   della   propria   potestà   regolamentare,  in  quanto mancherebbero  alcune  disposizioni  normative  fondamentali  per  la  compiuta disciplina dell’IMU.

I presupposti dell’IMUS

Costituisce  presupposto  del  tributo,  l’occupazione   dei  beni  appartenenti   al demanio  o  al  patrimonio  indisponibile  dei  Comuni,  degli  spazi  soprastanti  o sottostanti il suolo pubblico, anche a fini pubblicitari.

“È soggetto passivo il soggetto che ne effettua, appunto, l’occupazione. Se l’occupazione è effettuata con impianti pubblicitari, è obbligato in solido il soggetto che utilizza l’impianto per diffondere il messaggio pubblicitario.”

Secondo il documento del CNDCEC del 19 settembre 2011, con l’applicazione dell’IMUS  in  caso  di  occupazione   realizzata   con   impianti   pubblicitari,  è obbligato  in  solido  l’utilizzatore  dell’impianto.  Come  su  indicato,  la  base imponibile  sarà  rappresentata  dall’estensione  della  superficie  occupata, espressa in metri quadrati o lineari. Sembrerebbe  che  il  riferimento  sia  al detentore dell’impianto, più che al soggetto pubblicizzato. Questo significa che gli impianti pubblicitari che non si traducono in un’occupazione di spazi pubblici non potranno più essere soggetti a tassazione. È il caso ad esempio delle targhe o degli impianti siti su suolo privato, anche se visibili da un luogo pubblico. Ugualmente esclusi dalla futura imposta saranno le locandine e i messaggi pubblicitari posti sulle vetrine d’ingresso degli esercizi commerciali come pure i messaggi diffusi tramite veicoli privati e pubblici (taxi, autobus, eccetera).   Le   insegne   d’esercizio   potranno   essere   colpite   dall’imposta secondaria unicamente con riferimento alla proiezione a terra dell’impianto pubblicitario. Sempre come rilevato dal documento del CNDCEC, “il timore è quindi  che,  per  evitare  una  ingente  perdita  di  gettito,  le  tariffe  delle occupazioni tassabili saranno particolarmente elevate. In ogni caso, sembra difficile assicurare la parità di gettito rispetto ai tributi sostituiti”.

Come si calcola

L’imposta è determinata in base:

  • alla durata dell’occupazione;
  • all’entità dell’occupazione espressa in metri quadrati o lineari;
  • alla fissazione di tariffe differenziate in base alla tipologia e alle finalità dell’occupazione, alla zona del territorio comunale oggetto dell’occupazione ed alla classe demografica del Comune.

Esenzioni e Agevolazioni

I Comuni con proprio regolamento, possono disporre esenzioni e agevolazioni, e ulteriori  modalità  applicative  al  fine  di  consentire  una  piena  valorizzazione della sussidiarietà orizzontali.

Con riferimento a questa nuova tipologia di imposta municipale il legislatore ha ritenuto di dare più efficace attuazione al federalismo locale riconoscendo ai Comuni la facoltà di  disporre, mediante proprio regolamento da adottare ai sensi dell’art. 52 del D.Lgs. n. 446/1997, di esenzioni e agevolazioni in modo da consentire anche una più piena valorizzazione della sussidiarietà orizzontale, nonché  ulteriori  modalità  applicative  del  nuovo  tributo.  Di  conseguenza,  la facoltà  di  introdurre  agevolazioni,  nonché  ulteriori  modalità  applicative  del tributo rientra nella previsione generale del citato articolo 52, mentre l’unico ampliamento dei poteri riconosciuti ai Comuni dalla lettera f) del comma  2, dell’articolo 11, riguarda l’attribuzione ai Comuni della possibilità di disporre esenzioni.

Modalità di pagamento

La  disciplina  di  pagamento,  i  modelli  di  dichiarazione,  l’accertamento,  la riscossione coattiva, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi e il contenzioso, anche per l’imposta municipale secondaria sarà dettata in conformità con i principi previsti per l’IMU. Di conseguenza:

  • l’imposta è corrisposta con le modalità stabilite dal  Comune e comunque a partire dall’adozione dei regolamenti attuativi e non dal 1° gennaio 2015;
  • con uno  o  più  decreti  del  Ministero  dell’Economia  e  delle  Finanze, sentita l’associazione nazionale dei comuni italiani, saranno approvati i modelli   della   dichiarazione,   i   modelli   di   versamento,  nonché   di trasmissione  dei  dati  analitici  di  riscossione  ai  Comuni  e  al  sistema informativo della fiscalità.

Come di consueto attendiamo delucidazioni in merito all’incertezza e ai mille dubbi di norme scritte forse, e dico forse, da chi non ha mai lavorato sul campo.

APT per Finanza in Chiaro


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