I tweet a passo d’oca sono finiti: Twitter finalmente ha posto fine ai messaggi dei nostalgici della dittatura grigia. Così per la prima volta, su richiesta del governo tedesco, il social network americano ha posto fine alla confusione: non è segno di libertà d’opinione manifestare stima e passione per Hitler o per una forma di “governo” che nega le libertà civili. Le nuove regole di Twitter censurano i messaggi se violano le leggi locali. Quindi non va troppo esaltato il gesto del social network. E’ una forma di compromesso con i poteri esistenti negli Stati in cui il tweet è diventato uno strumento di comunicazione, informazione e anche propaganda. C’era bisogno della richiesta del governo tedesco per censurare il gruppo neonazi? La richiesta è comunque partita e ce ne possiamo rallegrare: l’account è stato eliminato. In Italia Mario Monti manco ci pensa e neofascisti e neonazisti in Italia dicono quello che vogliono permettendosi di fare prediche a chiunque. Per non parlare del Comune di Cremona che in nome della libertà d’opinione concede spazi pubblici a chi nega con la violenza ogni altra opinione ed elogia i governi che cercano di diventare dittatura, come quelli d’Ungheria e Romania.
”Non vogliamo negare i contenuti; bene avere gli strumenti per farlo in modo mirato e trasparente”, ha scritto in un tweet il rappresentate legale del social network, come riporta l’Ansa.
A noi invece va male. Sull’unico giornale cartaceo continuano a trovare “spazio aperto” tutti quanti, anche i nostalgici di Mussolini, e lo stesso direttore dileggia gli antifascisti. Bella modernità.