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In Svizzera con Jean Richard e Girard Perregaux #travel

Creato il 03 gennaio 2014 da Alessandrapepe @AlessandraPepe

Il mese scorso sono stata in Svizzera per visitare la manifattura di Jean Richard e Girard Perregaux. Un’immersione in un mondo per me ancora abbastanza sconosciuto, ma di certo molto affascinante, che è quello dell’alta orologeria. Due giorni fatti di scoperte interessanti, guide e colleghi stimolanti, tanta neve e soprattutto un ennesimo bagaglio di arricchimento personale portato a casa. Mi rendo conto di averci messo molto a scrivere questo reportage, ma il tempo in dicembre è stato tiranno e sentivo di non essere a mio agio all’idea di scrivere queste righe di fretta, perché in realtà avrei voluto rifletterci con calma, come sto facendo ora, con il mio pc, da casa, e una tazza di tè che mi aspetta vicino al mouse.

Ci siamo ritrovati immersi in un presepe moderno, il paese di Chaux-Le-Fonds, un vero centro produttivo e punto di riferimento per l’orologeria europea ma non solo e la prima giornata l’abbiamo trascorsa a Villa Margherita, una delle sedi del gruppo, per scoprire da vicino i modelli di punta delle collezioni sia di Jean Richard sia di Girard Perregaux, due marchi che da un lato hanno in comune la tradizione centenaria nel mondo degli orologi, l’attenzione per la realizzazione di ogni singolo dettaglio, la cura per i materiali utilizzati (sempre di prima qualità), ma al contempo si differenziano notevolmente per carattere. Hanno una insieme di valori fatti di solidità e amore per questo settore in comune, ma si sviluppano poi su due imprinting differenti che vede Jean Richard perfettamente descritto da un claim che ho sentito ripetere più volte nei miei giorni svizzeri “NOT JUST A WATCH, BUT A STATE OF MIND”; Girard Perregaux, invece, è sinonimo di orologeria di lusso, ogni meccanismo è unico, fatto a mano, frutto di lunghissime ore di lavoro, troviamo le gemme più preziose ad adornare i quadranti e le lavorazioni più fini e complesse, qualcosa che può essere apprezzato dai veri intenditori, non si tratta di un lusso scontato, come può essere quello di altri marchi di cui non farò il nome, ma si tratta di un lusso nel significato più profondo del termine: splendore, maestosità, abbondanza di cose deliziose.

Esaminare orologi Jean Richard
Lente per esaminare meccanismo orologi
Orologio donna Girard Perregaux
Orologio donna Jean Richard con brillanti
Orologio Girard Perregaux donna con luna
Orologio Girard Perregaux quadrante rettangolare e cinturino nero
Orologio Jean Richard con cinturino arancione
Orologio Jean Richard con cinturino bianco
Orologio Jean Richard con quadrante scuro
Orologio Jean Richard con scocca dorata e cinturino in pelle coccodrillata

Il secondo giorno è iniziato all’insegna della storia con una visita al Museo Internazionale dell’Orologeria di Chaux-Le-Fonds. La prima volta per me in un museo del genere, una sensazione stranissima quella di trovarsi letteralmente immersi nello scorrere del tempo. Il tempo scandito dagli orologi (i pezzi esposti, infatti, sono tutti rigorosamente funzionanti), il tempo scandito dal percorso storico che si fa all’interno di questo enorme open space che ripercorre proprio l’evoluzione dei meccanismi e delle invenzioni che hanno portato l’uomo ad una misurazione così precisa del tempo come quella che abbiamo oggi anche su un semplice orologio da polso. Una percorso, infine, che è anche una gioia per gli occhi, grazie alle lavorazioni a mano di estrema raffinatezza presenti su alcuni pezzi, le decorazioni pittoriche in miniature, l’uso di pietre preziose che solo la nobiltà di un tempo poteva permettersi.

Interno museo dell'orologeria
Mastro al lavoro al museo dell'orologeria
Orologio antico prezioso con perle
Orologio da tasca antico e dipinto a mano

Dopo pranzo tutti sul pulmino (mentre fuori ancora nevicava) diretti alla visita in manifattura, forse la parte più emozionante e coinvolgente di questo viaggio. Dotati di camici bianchi e della consapevolezza di essere protagonisti di un’opportunità che non capita tutti i giorni abbiamo visitato le stanze dove fisicamente nascono gli orologi Jean Richard e Girard Perregaux, con una guida d’eccezione Willy Schweizer che di questa manifattura conosce ogni angolo come se fosse la sua casa. E forse un po’ lo è.

Ora, potrei mettermi qui a raccontarvi quei particolari tecnici che ho cercato io stessa di assimilare per colmare lacune di ignoranza (nel senso proprio che ha il verbo ignorare), ma mi domando quanto sarebbe produttivo dopo tutto. Credo che, quel che conta, siano i pensieri che ti rimangono in mente a posteriori dopo un’esperienza come questa, io ne ho annotati parecchi sulle Note dell’iphone, il mio blocchetto delle riflessioni 2.0.


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