Magazine

Infermiera va in maternità, assunzione annullata

Creato il 02 marzo 2015 da Cremonademocratica @paolozignani

L’infermiera, non appena ha firmato il contratto, presenta certificato di maternità e l’ospedale revoca l’assunzione. Emerge nelle motivazioni, però, un problema più generale: l’organizzazione del lavoro. Per lavorare nella sanità, a Cremona, occorre più velocità, forza ed efficienza: manca personale, bisogna correre, fare i turni anche di notte. La donna in maternità quindi non può lavorare. 

Un’infermiera viene assunta il 19 febbraio ma il contratto è revocato pochi giorni dopo, ancor prima di iniziare il lavoro il primo marzo, a una settimana dalla giornata della donna.  Il 27 febbraio infatti l’ospedale ha cancellato l’assunzione, che prevedeva una collaborazione di un anno a orario pieno, quindi con la disponibilità a effettuare turni di notte: il motivo è che la donna ha presentato certificato di maternità e quindi, fino al settimo mese d’età del neonato, non può reggere gli sforzi necessari all’assistenza di pazienti in stato d’urgenza, né esporsi a rischi d’infezione, e nemmeno essere assunta solo per l’assistenza in ambulatorio. Infatti ci sono troppe assenze in organico tra gli operatori dell’assistenza diretta, “ad oggi ben sessanta”. La dirigente delle risorse umane Maria Teresa Bulgari mette nero su bianco, quindi, un problema già segnalato più volte. Bisogna garantire il rispetto del contratto a tutti i dipendenti, quindi anche a chi fa i turni di notte, ma proprio per questo assumere diventa difficile. E poi il numero di pazienti in condizioni urgenti aumenta, perché l’ospedale per legge deve trattare i malati acuti, tant’è vero che i meno gravi vanno indirizzati in altre strutture sanitarie come esige la Regione. Non finisce qui. Un’infermiera viene esposta a radiazioni ionizzanti e al contatto diretto con materiale biologico e chimico, inoltre deve spostare dei carichi e una donna in dolce attesa non lo deve assolutamente fare. E’ stato il servizio di Medicina del Lavoro dello stesso ospedale a chiarire che la neoassunta non deve essere sottoposta a fatiche e rischi di quel genere. Pare che entrino curiosamente in contraddizione i diritti dei lavoratori e il bisogno di lavorare, ma anche da un lato la necessità dell’ospedale di assumere e dall’altro lato la vita delle famiglie. Il progresso tecnologico della sanità viene esaltato spesso, tuttavia l’antica storia continua e peggiora, perché non si può più lavorare neanche qualche mese: la maternità, dal punto di vista del diritto del lavoro, sembra diventata un problema incurabile.


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :