Magazine Cultura

Intervista a Giuseppe Marco, autore di “Vite a mezz’aria”

Creato il 06 ottobre 2015 da Soleeluna
L'intervista

L’intervista

Benvenuto nel Sole e Luna Blog, Giuseppe Marco.

Ti va di presentarti ai nostri lettori? Come occupi il tempo durante il giorno? Quali sono le tue passioni?

Mi presento volentieri ai lettori. Sono Giuseppe Marco e mi definisco senza presunzione un autore a 360 gradi. Amo il mondo dei mass media e datemi in mano una penna e chi mi ferma più! Fin da piccolo la scrittura è stata la mia passione che si è poi trasformata nel mio lavoro di oggi che svolgo da quasi quindici anni. Mi sono occupato di tutto quello che ruota attorno al mondo della televisione (dall’analisi del palinsesto televisivo,  al mondo del casting, alla scrittura di programmi tv e new media) e ciò mi ha permesso di avere una preparazione completa, anche se sono dell’idea che non si finisce mai di imparare e io ogni volta mi sento un principiante che ha sete di sapere!  La maggior parte del mio tempo lo trascorro all’interno degli studi televisivi  e so sempre a che ora arrivo, ma riesco con difficoltà a prevedere l’orario di uscita. Ho la fortuna di fare un lavoro creativo e che mi appassiona, ma che non è fatto soltanto della bellezza di chi lo guarda dall’esterno. Questo lavoro lo fai soltanto se hai dentro una forte motivazione che ti rende instancabile a ritmi frenetici, a corse senza tempo e a giornate che si allungano sempre di più.

Sei qui per presentarci “Vite a mezz’aria”, un romanzo che abbiamo recensito qualche giorno fa sul nostro Blog. Vuoi spiegare cosa significa per te “vivere a mezz’aria”?

Vivere a mezz’aria è un concetto, un “modus vivendi”, una circostanza legata ai tempi che corrono. Tutti nel bene o nel male restiamo sospesi in attesa che le novità sconvolgano in positivo le nostre vite, aspettando i cambiamenti che tardano ad arrivare e sperando in un nuovo amore, un nuovo lavoro, una vita da rivivere ripartendo da zero. La società di oggi inchioda un po’ tutti (in particolare le nuove generazioni) in una eterna fase di stallo che non ci fa smuovere e che non ci fornisce nella maggior parte dei casi nessuna via di uscita. Non puoi prevedere se mai avverrà un cambiamento e quanto sia rimasta ancora la voglia di sperare, sognare, vivere. Io di natura sono un ottimista con una vena di malinconia che mi permette di rimanere sempre con i piedi per terra e sognare solo quando chiudo gli occhi e rincorro la notte.

Le tematiche affrontate nel tuo libro sono estremamente attuali. Perché hai deciso di trattarle?

Scrivere un romanzo non è come scrivere un programma televisivo. E’ un lavoro che implica la coesistenza di cuore, anima e cervello. Il frutto di quello che scrivo fa sicuramente parte di quello che osservo. Mi soffermo molto a riflettere su temi esistenziali e sul concetto di felicità che appartiene sempre meno ai giovani di oggi che non hanno più grosse aspettative sul loro futuro. A 20 anni pensi di potere conquistare il mondo, a 30 anni ti accorgi che tutti i sogni che avevi fanno i conti con la vita vera. Quello che succede in “Vite a mezz’aria” dove due generazioni si raccontano, confrontano e guardandosi negli occhi si accorgono di andare incontro agli stessi problemi. Le tematiche di cui parlo sono quelle che toccano ognuno di noi. Vite a mezz’aria è uno spaccato della realtà più vero che mai.

Cosa rappresenta Roma per i personaggi di “Vite a mezz’aria”?

Per dei ragazzi che provengono da un piccolo paese del Sud come i protagonisti di “Vite a mezz’aria”, Roma rappresenta la “grande mela”, un traguardo raggiunto e solo vivendola si accorgono che non è il grande sogno che si aspettavano. Roma è una città che non offre grandi sbocchi professionali e personali. I personaggi del romanzo vanno incontro non a caso a difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro e incertezze nel potere vivere allo scoperto le loro relazioni sentimentali omosessuali. In prima persona ho vissuto sia la Calabria (luogo da cui parte il romanzo e i suoi protagonisti) che Roma (luogo di arrivo dei personaggi) e vi assicuro che gli studenti fuori sede che arrivano nella Capitale per studiare e per sperare di realizzarsi poi non risolvono i loro problemi.

Il tuo romanzo parla anche di omosessualità. Pensi che nella nostra società sia ancora un taboo?

In Italia l’omosessualità lo è eccome un taboo! Basta leggere le tante notizie di ragazzi minorenni che non accettati dai loro genitori decidono di farla finita. Giorni fa un ragazzo omosessuale di 16 anni siciliano si è suicidato perché non si sentiva accettato dalla sua famiglia. Nel mio piccolo ho cercato di raccontare quello che spesso viene celato o che si fa finta di non vedere. Troppe volte è troppo tardi per aprire gli occhi e accorgersi che una vita non c’è più. Bisogna smetterla di continuare a puntare il dito contro due uomini o due donne che si baciano. L’amore è universale e ognuno deve essere pienamente libero di amare allo scoperto senza avere paura di essere “massacrato di botte” o di essere oggetto di atti vandalici. Viviamo teoricamente in una società civile e non possiamo ancora essere l’ultimo paese in cui ancora non sono approvare le unioni omosessuali, in cui non è consentito a una coppia gay di sposarsi o di pensare di potere allargare la famiglia adottando un bambino. Ogni volta che sembra di andare avanti ho l’impressione che si fa sempre un passo indietro.

Puoi riportarci un breve passaggio tratto dal libro?

A volte sogno che tutto torni bello come prima e che niente e nessuno possa più scalfire i nostri sogni. Riapro gli occhi e mi rendo irrimediabilmente conto che non si può tornare indietro e che mi resterà il ricordo di averti amato. L’unico biglietto che non potrà mai essere strappato. Luca non ebbe il coraggio di proferire parola. Quel dolore così grande e così vivo non gli avrebbe mai fatto trovare la forza per raccontare la sua verità. Trapelavano freddezza, imbarazzo, paura e senso di rivalsa. Niente era più come prima nelle loro vite.

Quali i tuoi progetti letterari futuri?

Mi è stato chiesto di scrivere un sequel di “Vite a mezz’aria” e inizialmente ci avevo pensato anche io. La mia penna mi ha portato invece altrove. Ho iniziato a scrivere il mio secondo romanzo e sono arrivato a buon punto e tempo permettendo spero di riuscire a portare presto a termine la mia seconda opera il cui tema è del tutto diverso dal precedente. Il denominatore comune è la determinazione nella trattazione di tematiche sempre più vicine al sociale e alla vera realtà che riguarda tutti noi.

Dove possiamo continuare a seguirti?

Per quel che riguarda la parte letteraria, potete continuare a seguirmi nella pagina Facebook di “Vite a mezz’aria” https://www.facebook.com/viteamezzaria che è diventata un punto di riferimento dove potere trovare tutti gli aggiornamenti che riguardano presentazioni, recensioni o notizie legate a tematiche attinenti al mondo di “Vite a mezz’aria”.

Grazie per essere stato ospite del nostro Blog!


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

Magazines