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Intervista a Sergio Lima, coordinatore provinciale di SEL

Creato il 20 gennaio 2011 da Waltergianno

20/01/2011

Intervista a Sergio Lima, coordinatore provinciale di SEL

 

Intervista a Sergio Lima, coordinatore provinciale di SEL


(Pubblicata anche su BlogSicilia.it) Cos’è la sinistra? Perché sta perdendo consenso? Come si sta comportando la sinistra in Sicilia? Quali sono le prospettive elettorali a Palermo?

Queste sono alcune delle domande che abbiamo posto a Sergio Lima, coordinatore della provincia di Palermo di Sinistra Ecologia e Libertà.

- La sinistra, in quanto ideologia, è in crisi di consenso. Così come la destra. I partiti delle estremità sono fuori dal Parlamento. Sono finite le ideologie?

Francamente non credo siano finite le ideologie. Pensate alla vicenda Fiat, allo scontro fra Marchionne (alfiere di un’ideologia del mercato totale) e gli operai di Mirafiori che difendono le proprie condizioni di lavoro, solo per citare un ultimo e recentissimo evento. Od ancora allo scontro, ripeto ideologico, perché rivela una visione del mondo e della società, fra la ministra Gelmini e buona parte del mondo della formazione.

E questo per restare nel contesto italiano perché se poi varchiamo i confini troviamo una sinistra forte e in salute anche nelle democrazie avanzate dell’Europa (la linke in Germania per fare un solo esempio).

Ed allora evidentemente il punto è un altro ed è molto italiano, ovvero la dismissione da parte della sinistra di una propria visione del mondo e della società, l’incapacità di indicare un modello, il ridursi sempre di più a ceto politico.

Quanto poi alla scomparsa delle “estremità” come dice Lei io non ho questa certezza. La sinistra non è più in Parlamento perché paga i suoi errori, quanto alla destra siamo sicuri che i Borghezio, i Leghisti d’assalto non si configurino come una riproposizione della peggiore destra populista, razzista, intollerante?

- Nella storia politica della Sicilia la sinistra non ha mai attecchito. L’isola è stata sempre la terra della DC, poi di Forza Italia e del Pdl. Come se lo spiega?

Da sempre sono contrario ad una lettura antropologica che fa dei Siciliani un popolo, a prescindere, moderato o in ogni caso avverso alla sinistra. Anche perché a volte la cronaca ci fa dimenticare la storia. Storia che in Sicilia significa, anche, l’occupazione delle terre che è stato un grande evento di massa e in cui le leghe, i sindacati, le forze della sinistra hanno dato un contributo fondamentale. La Sicilia è stata terra di DC ma anche la terra di Comiso e della straordinaria mobilitazione per la pace negli anni 80, di Pio La Torre e delle grandi battaglie per il Lavoro. Insomma, io andrei molto cauto nel
dire che la sinistra non ha svolto un ruolo di primo piano nella nostra regione. Nonostante la battaglia politica qui sia stata fatta soprattutto con il piombo di Portella, degli omicidi politici di Li Puma, Rizzotto, Impastato”.

- E come giudica l’azione della sinistra oggi nell’isola? È oscurata dalle forze più moderate?

“Guardi in Sicilia assistiamo ad un fenomeno assai preoccupante, non è l’oscuramento da parte delle forze moderate ma la resa di quello che, ad oggi, è il maggior partito del campo del Centro-Sinistra. L’idea portata avanti dall’On. Cracolici e da buona parte del gruppo dirigente del PD è che l’unico modo per “vincere” sia da ricercarsi nella chimica delle alleanze. L’idea di fondo, a mio giudizio, che sta muovendo l’accordo all’ARS è proprio questa: rassegnarsi a giocare sempre un ruolo da comprimari della politica pur di arrivare ad entrare nella stanza dei bottoni. Peccato che poi ci si scontri con l’impossibilità del modificare realmente le condizioni materiali dell’Isola. Cosa cambia per i giovani disoccupati se a gestire la macchina regionale è un uomo di Cuffaro, del PD o di Lombardo se poi le modalità della spesa pubblica sono le stesse? Cosa cambia ad un cittadino che ha bisogno di cure se a chiudere il presidio sanitario, faccio l’esempio di Corleone, è un assessore del PD o Tecnico? Credo poco o nulla. Ed allora il tema che andrebbe posto è un altro,ovvero è possibile, anche in Sicilia, porsi il tema dell’Alternativa ad un sistema piuttosto che ad un Governo? Noi pensiamo che sia possibile e che sia indispensabile, anche così la sinistra smette di essere, culturalmente, subalterna alle forze moderate. Che poi nella ferocia della propria azione tutto mi sembrano fuorché moderate”.

- C’è Vendola, comunque. Uno che sembra stia utilizzando le tecniche berlusconiane per rafforzare la propria immagine e portare su di sé il consenso. Può essere l’homo novus della sinistra, per un rilancio?

Mi permetto di non essere d’accordo con l’idea di un Vendola che usa tecniche berlusconiane. Anzi direi che è proprio il contrario: se il Presidente del Consiglio fa della logica del “ghe pensi mi” la sua bandiera, Vendola pone sempre al centro della sua riflessione la Partecipazione collettiva. Mi pare proprio un ragionamento diverso. Credo che più che Homo Novus Nichi sia stato capace di restituire un senso all’essere Sinistra. E buona parte dell’enorme entusiasmo, pensate alle migliaia di Palermitani che sono accorsi al rouge et noir per sentirlo, che circonda il nostro leader nazionale credo provenga proprio da questo. E poi, finalmente, siamo di fronte a un leader politico che pone questioni concrete nell’agenda politica di questo paese: la lotta alla precarietà, il lavoro, i diritti collettivi ed individuali. Proposte, quindi, e non solo propaganda. Anche da questo punto di vista la differenza fra Berlusconi e Vendola mi pare evidente“.

- E in Sicilia chi può essere il vero leader della Sinistra?

Un leader collettivo che sappia mettere al centro il tema dell’Alternativa, fatto dal movimento antimafia, dalle tante realtà associative, dal movimento contro il ponte e le trivellazioni che si vogliono fare in giro per il nostro territorio, dagli studenti, dal movimento glbtq, dai lavoratori della keller per fare degli esempi.

Certo si dovrà trovare un uomo, o una donna, che sappia incarnare il tutto ma per questo ci saranno le primarie. Dico ci saranno perché sono convinto che, nonostante tutti i tentativi che registriamo di fermarle, lo strumento della partecipazione popolare nella scelta del candidato o della candidata non possa essere un grazioso regalo delle segreterie dei partiti“.

- C’è aria di elezioni a Palermo. SEL ha un’idea della sua politica in vista delle consultazioni amministrative? Andrebbe da sola o porrebbe in essere un’alleanza col centrosinistra?

“C’è a Palermo un’aria artificialmente elettorale. Purtroppo io non credo che potremo, prima della scadenza naturale del 2012, riconsegnare un vero sindaco a Palazzo delle Aquile. Nello specifico assistiamo, assai preoccupati, a due errori speculari: il primo errore lo commette chi, come il capogruppo del PD all’ARS propone l’idea di un percorso a tappe separate che prevede prima l’individuazione di una coalizione, poi il ragionamento sul programma ed infine le primarie per scegliere un nome; il secondo errore, per l’appunto speculare al primo, è di chi pone il tema della candidatura alle primarie a “prescindere”.

Sinistra Ecologia e Libertà ritiene che, invece, i tre elementi (coalizione, programma, primarie) siano da affrontare insieme. Appunto perché le primarie non sono un televoto sulla simpatia o sul gradimento, ma un processo politico.

Quanto al resto noi siamo decisamente impegnati per ricostruire un Centrosinistra credibile e che sia capace di avanzare proposte concrete sul futuro di Palermo. Se il PD vorrà, come noi auspichiamo fortemente, essere parte trainante di questa operazione saremo felicissimi se invece, come a volte sembra di capire, vorrà limitarsi a riproporre lo schema presente oggi all’ARS addirittura con elementi che tanta parte hanno avuto nello sfascio di Palermo, bene allora con IdV e le forze progressiste andremo con un nostro candidato.

Mi permetta però di dire anche che, poiché le campagne elettorali si vincono sulla forza della proposta politica che si saprà mettere in campo, non potrà essere il termometro della capacità di aver fatto opposizione a Cammarata in questi anni la cifra della proposta da offrire ai palermitani ed alle palermitane. Non sarà quindi sufficiente raccontare quante interrogazioni sono state fatte, quante volte si è votato contro, quante interviste si sono rilasciate contro l’azione della Giunta. Anche perché i primi che già prendono le distanze dal disastro amministrativo sono gli stessi che tanto hanno fatto per portare Palermo nel degrado in cui oggi versa la città.

Da Vizzini, che di Cammarata è stato Assessore, al neo senatore dell’UDC Galioto che evidentemente si è scordato di essere stato presidente dell’AMIA negli anni in cui l’azienda si è trasformata in un bancomat clientelare. Per non parlare dei tanti che sono stati nei cda delle aziende comunali.

Ecco su questo registro un ritardo preoccupante e mi permetto di lanciare un appello proprio al segretario provinciale del PD: convochi lui il tavolo del centrosinistra a Palermo che lanci un percorso che possa consentire di pensare, collettivamente, ad un progetto complessivo per il rilancio di una città che si merita molto di meglio rispetto a quanto fatto dalla destra e da Cammarata“.

- Un’ultima domanda. Sergio Lima perché è di sinistra?

“Io ho 32 anni, ho cominciato a fare politica negli anni delle stragi di mafia, quando era molto chiaro dove era il bene e dove era il male: da un lato Falcone, Borsellino, La Torre, Impastato, Fava e dall’altro il sistema di potere democristiano. Con il tempo ho potuto vedere con i miei occhi, e non con quelli dei media, la condizione del lavoro e del non lavoro, dei migranti, dei precari a vita. Le cause di un’arretratezza della nostra terra che non sono dovute al destino cinico e baro ma a precise scelte politiche. Ho visto miei carissimi amici dover lasciare la Sicilia per poter andare a lavorare sulle costruzioni navali in Brianza perché qui, in un’isola, non c’erano possibilità in tal senso. ed ho visto ragazze arrampicarsi sui campanili per difendere il proprio posto di lavoro. E non mi sono mai rassegnato all’idea che tutto questo fosse immutabile”.

 


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