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Intervista a Simone Marzini

Creato il 08 ottobre 2013 da Rivista Fralerighe @RivFralerighe

Da Fralerighe Crime n. 6

Ciao Simone, benvenuto su Fralerighe.

1) Presentati ai nostri lettori. Chi sei, cosa fai nella vita, come va col conto in banca?

Ciao a tutti! Chi sono? Un trentasettenne padovano che fra le varie cose ama leggere e scrivere. Nella vita sono socio di Brucle, un’azienda che produce accessori moda fatti a mano, e il conto in banca non lo controllo mai per evitare sbalzi di umore.

portello_pulp
2) Com’è nata l’idea di Portello Pulp?

Portello Pulp è nato per immagini: un cavallo pitturato da zebra, una scritta su un muro di Padova (Miranda Orfei Go Home), il benzinaio strambo da cui porto a lavare la macchina, alcuni ex compagni di classe che non vedevo da anni. Ho frullato il tutto ponendomi un obbiettivo: divertirmi, e quindi di riflesso divertire. Senza farmi troppe paranoie su cosa avrebbe pensato il lettore, visto che non avevo pubblicato nessun romanzo, e non sapevo se avrei mai pubblicato questo! Sono andato a ruota libera ed è stata un po’ la svolta che mi ha premiato con la pubblicazione.

3) Com’è stato scrivere questo romanzo (P.P.)? Hai incontrato qualche difficoltà?

Dopo aver interrotto 4-5 romanzi a metà, ho preso una decisione: non cominciare mai a scrivere se non avevo in testa un’idea della trama, e soprattutto un finale. Poi non ho mai utilizzato quelli che avevo in mente, ma avere una sorta di paracadute per i momenti di stallo, mi è servito molto. Quando trovo il ritmo nello scrivere di solito non mi fermo finché il romanzo non è completo. Quindi la parte più difficile è sempre iniziare, trovare il ritmo. Poi è tutta una discesa.

4) Il personaggio a cui sei più affezionato? Quello che detesti? Quello più simile a te?

Il personaggio a cui sono più affezionato? Forse Iviça, insieme a Pippo Pacciani, che nella versione reale era mio compagno di merende nelle serate in discoteca. Nella versione reale era meno esagerato che nella versione romanzata, va detto. Adesso è emigrato in Inghilterra, un cervello in fuga. Pensa te la vita com’è strana.

5) Il percorso che ti ha portato a pubblicare, com’è stato?

Penso quello di tutti: ho spedito il romanzo a un po’ di case editrici, che avevano una linea editoriale adatta al romanzo. Nel frattempo, sul forum pescepirata.it, ho conosciuto una ragazza appassionata di pulp e le ho mandato il romanzo da leggere, per avere un parere. Come avevo fatto anche col rifugio degli esordienti. A lei è piaciuto molto, e nel frattempo è diventata curatrice di una nuova collana di Edizioni La Gru, una delle case editrici a cui avevo mandato il romanzo. Portello Pulp è stato scelto proprio per inaugurare la collana!

6) Ci racconti un episodio particolare legato all’editing? E uno legato alle presentazioni?

In una scena iniziale, quando Carlo Benzina viene accerchiato dagli spaccia, nella prima versione del romanzo la bicicletta scompariva. Cosa peraltro molto facile al Portello, dove i furti delle bici sono frequenti, ma in questo caso si era trattato di una mia svista, poi sistemata.
Per le presentazioni invece che dire? Ogni volta qualcuno si avvicina e mi chiede: hai speso tanto per pubblicare? Quando rispondo che non ho speso niente, anzi mi pagano pure, mi guardano strano e vanno via scettici.

Intervista a Simone Marzini
7) Ho visto che hai pubblicato da poco un secondo romanzo, Nordest Farwest. Che ci dici al riguardo?

Nordest Farwest nasce come complemento di Portello Pulp. Mi interessava raccontare il territorio da diverse angolazioni, sempre usando un filtro narrativo pulp. Mentre in PP i tre personaggi sono dei disperati che vivono ai margini della società e cercano di uscire nei casini, in Nordest Farwest i tre personaggi sono costretti dalla vita, dalla crisi economica, dalla malattia, a fare quello che fanno. Nelle mie intenzioni vorrei scrivere una trilogia pulp.

8) Con questi due romanzi hai avuto modo di vivere il mondo legato ai libri. Che ne pensi?

Io sono “entrato” quest’anno nell’editoria, e devo dire che come tutti i settori risente molto della crisi generale che sta colpendo l’euro zona, per cui immagino la mia sia una visione legata anche a questo. Quello che penso è che all’interno dell’editoria c’è molta passione, e ho avuto modo di conoscere persone veramente speciali che mi hanno aiutato molto in modo disinteressato. In altri settori non mi è mai capitato.

9) Fralerighe è gemellata con il forum PescePiratA, e tu, come me, ne sei membro. Vuoi spendere qualche parola al riguardo (una risposta negativa non è contemplata

:D
) ?

Intervista a Simone Marzini
Penso che PescePirata sia veramente un forum innovativo. Innovativo perché il tempo non viene impiegato a lamentarsi, ma si cerca costruttivamente di aiutare chi ama la scrittura e vuole migliorare, con editing, suggerimenti e altro. Black Bart, il co- fondatore di PescePirata, è uno dei miei beta-tester a cui faccio leggere le cose che scrivo in anteprima, per avere un suo giudizio.

10) Progetti per il futuro?

Progetti per il futuro: chiudere la trilogia pulp, come prima cosa. Poi un fumetto (o graphic novel come la chiamano adesso i più fighi) autoconclusivo insieme a un amico disegnatore, e un romanzo scritto a 4 mani con uno svitato.

In bocca al lupo per tutto. Ciao!

Crepi il lupo!

Simone Marzini e Aniello Troiano 



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