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Intervista ai CopaRoom.

Creato il 23 gennaio 2013 da Ilbicchierediverso

Intervista ai CopaRoom.

Foto di Andrea Tabaro

CopaRoom: band dal grande repertorio, dalla grande energia, si sta costruendo un vero e proprio spazio personale nel mondo dei club e dei teatri, con un ottimo riscontro di pubblico.
Li seguiamo con molta attenzione visto che il loro repertorio non solo rientra nei gusti della redazione ma è anche molto elegante e sinuoso, quasi un vestito che la band vuole fare indossare ad ogni spettatore per proiettarlo in una dimensione di assoluta complicità e irrealtà. Dei sarti musicali che vestono di bello novanta minuti di performance.
Abbiamo incontrato la voce maschile (e leader) Angelo D’Alessandro, con cui abbiamo scambiato quattro chiacchiere che vi riportiamo, invitandovi nuovamente a vedere il loro spettacolo al Blue Note di Milano il 26 Gennaio.

Buona scelta
IBD
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Intervista ai CopaRoom.

Foto di Nicole Genoni

La vostra forza è il “pezzo”! Andate infatti a selezionare il vostro repertorio da un passato fatto di swing, jazz e atmosfere da crooner “contaminando” con canzoni italiane e latin. Come nasce questa passione per genere musicale non sempre facile da presentare e come nascete voi, viste le diverse storie alle spalle?
Sono cresciuto ascoltando dischi in vinile dei grandi crooner americani, ero un “bambino vintage”, poi, crescendo, sono peggiorato; ho cominciato a studiare canto da baritono con il M° Eugenio Fogliati e, dopo alcune esperienze televisive e nel teatro musicale, insieme ad altri due grandi artisti, Sara Pacitto (voce) e Lucio Enrico Fasino (contrabbasso), nel 2004 abbiamo fondato i CopaRoom.

Avete dei punti di riferimento artistici?
Impossibile non avere riferimenti artistici in questo genere musicale, guardiamo e ascoltiamo con ammirazione tutti i grandi performer e jazzisti che hanno reso celebre i grandi standard in tutto il mondo. Cantanti come Ella Fitzgerald, Mel Tormè, Frank Sinatra, Billy Holiday, Tony Bennett, musicisti come John Coltrane, Charles Mingus, Miles Davis solo per citarne solo alcuni; la cosa importante però è cercare di non imitare mai nessuno. Bisogna avere una propria impronta artistica e come CopaRoom, in questi otto anni insieme, abbiamo cercato di costruire uno stile musicale e vocale tutto nostro, interpretando i capolavori dell’ epoca senza scimmiottare nessuno ma anche senza stravolgere l’anima così perfetta di quei brani. Non sopporto i fenomeni che cambiano totalmente la melodia di un grande classico, pochi mesi fa sono andato ad ascoltare un concerto al mitico Village Vanguard Jazz Club di New York, non cito il nome dell’ artista, era un tributo ai grandi del jazz: avessi riconosciuto un brano… Credo che la musica debba intrattenere e divertire lo spettatore e non solo il musicista che la sta suonando.

Cosa volete che resti di voi nello spettatore?
La serenità di una bella serata e la voglia di tornare a sentirci.

Se dovessi descrivere la band al completo e ognuno di loro in poche battute, che diresti dell’ensemble e di ogni singolo compagno di viaggio?
Per me sono sei amici e sei straordinari artisti, li cito in ordine randomico partendo da Alessandro Sicardi, talentuoso chitarrista e arrangiatore, un ragazzo di rara intelligenza e con degli ottimi tempi comici, ogni tanto io e Alessandro ci divertiamo a scherzare con il pubblico improvvisando piccole parentesi di “verietà” all’ interno dei nostri concerti. Eric Cisbani è alla batteria, anche lui con noi sin dall’ inizio, uno swing pazzesco ai tamburi; è un batterista che da sicurezza a chi lavora con lui e a mio parere uno dei migliori in Italia. Domenico Mamone ai sassofoni (contralto e baritono), molti dicono che ha un suono “all’ americana”, specialmente quando suona il baritono con un groove davvero unico. Lucio Enrico Fasino è il contrabbassista, è stato lui che mi ha fatto conoscere questi eccezionali musicisti, Lucio è un grande bassista poliedrico, un artista e collaboratore sempre affidabile e presente. Fabio Visocchi, pianoforte, si è unito a noi pochi anni fa, prima la “parte armonica” la faceva solamente la chitarra, poi abbiamo conosciuto Fabio e ce ne siamo innamorati. È un pianista incredibile, un mix esplosivo di passione, grande tecnica e presenza scenica, è bellissimo vederlo e sentirlo suonare. Infine la stella dello spettacolo, la voce dei CopaRoom; come dico spesso durante le interviste, è difficile vedere una formazione come la nostra composta da una voce maschile e una voce femminile, di solito i crooner non amano affiancarsi a signorine talentuose per non essere sminuiti, non lo facevano nemmeno i grandi se non in rari duetti; io penso invece che se in un team si ha un talento vada valorizzato ed è per questo che ho deciso di condividere il palcoscenico con la bravissima e bellissima Sara Pacitto, una perfomer di raro talento che proviene dal teatro musicale, dotata di una vocalità dagli straordinari colori e una tecnica impeccabile.

Intervista ai CopaRoom.

Foto di Andrea Tabaro

Avrete una nuova serata al Blue Note, dopo il sold out precedente, come vi sentite e cosa vi aspettate?
Torniamo al Blue Note per la quinta volta ed è sempre una grandissima emozione. Per noi calcare il palcoscenico del Blue Note è sempre un grandissimo onore, è un club storico dove abbiamo visto esibirsi star mondiali, è un locale che ci invidiano in tutta Europa. Vi ricordo che esistono solo altri due Blue Note nel mondo, uno a New York e uno a Tokyo e quello di Milano è gestito da dei grandi professionisti che mantengono davvero alto il livello di servizio e la qualità della programmazione. Sappiamo che la prevendita sta andando molto bene e non manca molto al tutto esaurito, tra l’altro qualche giorno fa il Blue Note ha aperto anche il secondo spettacolo, quello delle 23.30, per dare la possibilità a tutti di assistere al nostro concerto. Sarà un sabato sera a tutto swing ed aspettiamo gli amici di GQ!

Quali sono i momenti che ti sono rimasti più impressi finora?
Uno dei momenti più belli in questi sette anni è stato il primo sold-out al Blue Note di Milano nel dicembre 2011, il locale era gremito ed il pubblico è stato incredibile e poi era la nostra prima volta al Blue Note, così come il primo spettacolo al mitico Teatro Politeama Pratese, un teatro stupendo nel quale siamo tornati anche quest’anno. Gli altri momenti che amiamo sono le trasferte, quando viaggiamo in Italia e in Europa per andare a suonare ci divertiamo moltissimo, amiamo mangiare e bere buon vino mentre parliamo delle evoluzioni del nostro progetto. Siamo sette ubriaconi praticamente.

Quando sul palco ti guardi attorno e vedi tutti gli altri cosa pensi e provi?
Emozione e gioia, se i CopaRoom stanno piano piano facendosi spazio in un mercato così difficile, creandosi un’ identità e una nicchia di pubblico, lo devo soprattutto ai sei incredibili artisti che condividono con me il palcoscenico ogni sera.

Avete intenzione di pubblicare un cd “tribute” o uno di inediti?
Presto andremo in studio per registrare un nuovo EP che conterrà la nostra versione di alcuni grandi classici e forse anche un inedito in Italiano, anzi approfitto di GQ per lanciare un appello, stiamo cercando autori che possano darci dei brani italiani swing da inserire nel disco.

Piccola nota di stile: non siete “vestiti a caso”!
Assolutamente! Infatti siamo lunsingati, tra l’altro, di avere il supporto di una grande stilista come Patrizia Pepe, che ci veste dallo scorso anno con le sue collezioni.

Un invito a venirvi ad ascoltare.
È uno spettacolo per tutti, non solo per i sofisti del jazz, facciamo musica con lo scopo di intrattenere il nostro pubblico, cercando di divertirlo ed emozionarlo in un viaggio nel tempo della durata di 90 minuti.


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