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Intervista su Mario Rigoni Stern a Marco Crestani, direttore editoriale di Priamo

Creato il 07 giugno 2013 da Sulromanzo
Autore: Morgan PalmasVen, 07/06/2013 - 09:30

Intervista a Marco Crestani, direttore editoriale di PriamoChi è stato Mario Rigoni Stern per la sua formazione?

Ho conosciuto Mario Rigoni Stern abbastanza casualmente, durante l'anno del mio servizio militare. Non è stato il "Sergente" a colpirmi, ma "Amore di confine" che, ricordo benissimo, ho letto e riletto per giorni. Racconti come "L'incredibile dono", "Sete sull'Altipiano" e "L'Abete Chioccia" mi hanno dato molto e sono riconoscente a Mario per averli scritti. Di questo libro mi colpì molto l'unicità espressiva e in particolare il ritmo, la forza tranquilla di certe sue frasi, quando i ricordi emergono vivi e forti sulla pagina. Frasi che ricordavo come le parole nei sogni o quelle nella testa dei bambini, ciascuna fiammante e inconfondibile e viva. Frasi prive di sbavature e cariche di cose che mi hanno fatto tornare in mente con forza le parole di mio nonno, che non leggeva libri ma che aveva imparato, con l'esperienza e la riflessione solitaria, a conoscere certe verità.

Non sono nativo dell'Altipiano (sono originario da parte della famiglia di mio padre), ma leggendo Mario Rigoni Stern ho sentito subito forte la memoria di questa terra sentita e vissuta come inesauribile universo espressivo.

Quali sono gli aspetti che lo rendono così attuale?

La forza dirompente della semplicità e la rettitudine a cui guardare come modello. Rigoni Stern ha descritto come pochi, in modo essenziale, i valori umani. Un romanzo contemporaneo ha bisogno di cinquecento o seicento pagine per farci conoscere un personaggio, sempre che riusciamo a conoscerlo. A Rigoni Stern basta un solo momento e in quel momento il personaggio è definito per sempre.

Perché l’idea di commemorare i cinque anni dalla morte il prossimo 16 giugno ad Asiago?

Perché l'oblio è sempre dietro l'angolo e va allontanato con forza. Mario Rigoni Stern è un patrimonio di levatura mondiale e in quanto tale va salvaguardato. Con "Letteratura vivente" intendiamo soprattutto far parlare i suoi testi perché le parole scritte rimangono e ci fanno sentire parte di un'unica umanità.

Lei è Veneto, nato a Mestre ma vive nel Vicentino. Perché Rigoni Stern ha avuto la capacità di avere un respiro internazionale e, al medesimo tempo, profondissime e radicate radici in questa regione? 

Ho avuto l'occasione di partecipare (non troppo tempo fa) a un incontro tra Mario Rigoni Stern e alcuni dei suoi traduttori all'estero. Ascoltandoli parlare ho capito quanto la scrittura di Rigoni Stern sia apprezzata perché illuminante ed estremamente efficace. Il mondo di cui scrive Mario è un mondo in cui siamo tutti compaesani, in cui nessuno è davvero diverso o lontano. Questa è la straordinaria forza del suo realismo integrale.

Non crede che alcuni messaggi di speranza dei suoi libri possano rappresentare un monito per le future generazioni e purtroppo ancora inascoltato?

Mario Rigoni Stern può essere definito l’immagine della speranza, ma anche della protesta. Il suo, come ha recentemente sottolineato Bepi De Marzi, era soprattutto un immenso desiderio di pace, di armonia. La stessa che deve esserci tra uomo e natura. Nei suoi scritti, del resto, è sempre stato chiaro: solo dal rispetto reciproco tra questi due aspetti possiamo aspettarci un futuro per le generazioni che verranno.

Mi hanno sempre commosso il suo impegno civile e gli inviti espliciti a non vivere con superficialità la propria vita.

Rigoni Stern è stato un antesignano della conservazione dell'ambiente, ma per certuni è stato anche un testimone scomodo e anche oggi il suo ricordo viene spesso strumentalizzato.

Spero di cuore che i giovani possano conoscerlo sempre meglio leggendolo parola per parola perché i messaggi che ci ha lasciato sono soprattutto per loro.

LETTERATURA VIVENTE

Mario Rigoni Stern tra storia, natura e affetti

16 giugno 2013 - Asiago (VI)

Sono trascorsi cinque anni dalla morte di Mario Rigoni Stern, Letteratura Vivente rappresenta un evento per conservare la memoria di uno dei più importanti scrittori del nostro Paese, che tanto ha dato alla cultura e al dibattito pubblico.

Il 16 giugno 2013, alle ore 17.00, presso la chiesa di San Rocco ad Asiago, Corso IV Novembre, avrà luogo Letteratura Vivente: letture di alcuni suoi brani. Nello stile che egli amava, regneranno la quiete e la semplicità.

Intermezzi musicali di arpa celtica: Paola Magosso.

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Letteratura Vivente

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