Magazine Cinema

Into the woods, una fiaba rivolta alla generazione del XXI secolo

Creato il 03 aprile 2015 da Oggialcinemanet @oggialcinema

Il commento di Elisabetta Bartucca

Summary:

Cosa succede ai protagonisti delle favole dopo il tradizionale e sospirato “E vissero felici e contenti”? Ce lo racconta la nuova creatura di casa Disney, “Into the Woods” di Rob Marshall, nelle sale dal 2 aprile. Uscita tardiva rispetto agli Stati Uniti, dove il film diretto dal regista di “Chicago” e “Memorie di una Geisha” è in sala dallo scorso 25 dicembre; probabile che ai botteghini italiani “Into the woods” sfrutti la fortunata ondata della “Cenerentola” di Kenneth Branagh.

Ancora una volta infatti, come nella reinterpretazione in live action di Branagh, a farla da padrone sono le atmosfere magiche delle fiabe; in questo caso sul grande schermo si incrociano le favole più amate dei fratelli Grimm (da Cappuccetto Rosso a Raperonzolo e Cenerentola), in una rivisitazione che si ispira all’omonimo musical di Stephen Sondheim e che è valsa una nomination come Miglior Attrice a Meryl Streep nei panni della Strega. “La storia è una rivisitazione di diverse fiabe amatissime – ammette Marshalled è divertente nonostante esamini temi complessi come le conseguenze dei propri desideri, il rapporto tra genitori e figli, l’avidità, l’ambizione e, più di tutto il resto, l’amore incondizionato e il potere dell’animo umano”. La novità? Raccontare la vita dei protagonisti dopo il classico lieto fine.

Si parla così di un Fornaio (James Corden) e sua moglie (Emily Blunt) costretti ad aiutare una Strega, vittima di maleficio, per poter spezzare l’incantesimo che lei stessa gli ha lanciato contro. Una volta nel Bosco alla ricerca degli ingredienti necessari per mettere fine al sortilegio i due incontreranno Cenerentola (Anna Kendrick) in fuga dal Palazzo, Cappuccetto Rosso (Lilla Crawford) inseguita dal Lupo (Johnny Depp), Rapunzel (Mackenzie Mauzy) intrappolata dalla Strega in una torre senza porte, e il giovane Jack (Daniel Huttlestone), in viaggio verso il mercato per vendere la sua amata mucca Biancolatte. Ognuno di loro possiede uno degli oggetti necessari alla strega e ha un desiderio da realizzare. Ogni fiaba raggiungerà il suo lieto fine ma, proprio quando saranno tutti felici e contenti, i vari personaggi inizieranno una nuova avventura che li porterà ad affrontare le conseguenze dei loro i desideri.

Un cast all star per un progetto a cui già negli anni ’90 avrebbe cominciato a pensare la Columbia Pictures – con una sceneggiatura scritta da Lowell Ganz e Babaloo Mandel e alcuni dei ruoli affidati a Billy Crystal, Meg Ryan e Susan Sarandon – salvo abbandonarlo poi nel 1997. In quello stesso anno Marshall avrebbe incontrato l’autore del musical, Stephen Sondheim, dichiarandogli l’intenzione di farne una trasposizione cinematografica. L’idea si sarebbe concretizzata solo nel 2011 quando, durante il decimo anniversario degli attentati dell’11 settembre, Marshall rimase colpito dalla frase che il presidente Obama prounciò durante il discorso alle famiglie delle vittime: “Non siete soli…nessuno è solo”, le stesse parole che davano anche il titolo (“No one is alone”) ad una delle canzoni di “Into the Woods”. “In molti modi, credo che Into the Woods sia una fiaba rivolta alla generazione del XXI secolo, post-11 settembre – rivela il regista – Quando la scrissero, Sondheim e Lapine erano molto in anticipo sui tempi. Sapere che non siamo soli in questo mondo instabile è confortante, ci offre una luce di speranza”.

di Elisabetta Bartucca per Oggialcinema.net


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog