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Io e te

Creato il 28 ottobre 2012 da Kelvin

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(id.)
di Bernardo Bertolucci (Italia, 2012)
con Jacopo Olmo Antinori, Tea Falco, Sonia Bergamasco
VOTO: ****
IO E TECi si può innamorare di un film anche solo per una scena? Siamo forse troppo deferenti nei confronti di un grande Maestro del cinema nazionale, che torna sul set dopo dieci anni e una brutta malattia invalidante? La risposta alla seconda domanda la lascio a voi, dopo aver letto queste righe e possibilmente dopo aver visto il film. Alla prima invece rispondo con un sì deciso: sì, ci sono scene che possono travolgerti per passione, emozioni e commozione, e che da sole valgono il prezzo del biglietto. E nella lunghissima carriera di Bernardo Bertolucci entrerà di diritto tra le più belle l'ormai famosissima sequenza del 'ballo' tra i due giovani protagonisti di Io e te, sulle straordinarie note e sulla magnetica voce di David Bowie, che canta in italiano (!) la sua Space Oddity, riscritta da Mogol e perfettamente ribattezzata Ragazzo solo, Ragazza sola: godetevela nel link in fondo a questa recensione.
E' incredibile, per ammissione dello stesso Bertolucci, come già nel 1970 il più grande paroliere italiano avesse in qualche modo 'anticipato' i temi e le situazioni del film, e di conseguenza anche il romanzo di Niccolò Ammanniti dal quale è tratto: due ragazzi adolescenti soli, problematici, impetuosi, che si sciolgono in un ballo liberatorio e urlano la loro voglia di 'esserci' alle pareti della cantina in cui si sono auto-reclusi... è una scena di una bellezza 'esagerata', che toglie il fiato per delicatezza e vitalità e che ti fa versare lacrime sincere e contagiose: è impossibile non commuoversi di fronte a tanta grazia, ad un modo così bello di rispondere al dolore...

IO E TE

Jacopo Olmo Antinori e Tea Falco

A quasi due lustri da The Dreamers, Bernardo Bertolucci  torna a girare un film i cui protagonisti sono ancora dei ragazzi che vivono ai margini della società: Lorenzo è un quattordicenne sociopatico che trova rifugio solo nella solitudine, e che finge di partire per la settimana bianca organizzata della scuola per rinchiudersi in realtà nel sottoscala del suo palazzo, con il suo computer e i suoi libri horror, lontano da quel mondo che odia. Ma i suoi progetti verranno scombinati dall'improvviso arrivo della sorellastra eroinomane, Olivia, in cerca di un luogo dove passare la notte e sopportare le crisi d'astinenza. Lorenzo è taciturno, schivo, non sopporta i compagni di classe e le persone in generale. Olivia è più grande, disinibita, travolgente ma drammaticamente incasinata: eppure sarà lei ad aprire gli occhi al fratello, spronandolo a mettere il naso fuori di casa e a convincerlo che anche lui, come tutti, merita di avere un posto nel mondo. Come in The Dreamers era un sasso gettato da fuori che spaccava i vetri dell'appartamento e riconduceva i suoi inquilini alla vita reale, in Io e te lo stesso compito è riservato a Olivia, la quale obbligherà il fratello a crescere in fretta.

IO E TE

Tea Falco

Tocca a voi scegliere il modo di giudicare Io e te: se lo farete col cervello, probabilmente non vi piacerà. E' un film incompiuto, non certo originale, perfino banalotto dal punto di vista narrativo. Ma capace di sprigionare emozioni incontrollabili, fatte di dolcezza e genuinità: se siete persone sensibili, inevitabilmente vi commuoverete con questo piccolo lungometraggio di soli 97 minuti, girato in economia da un signore settantenne su una sedia a rotelle, eppure capace di colpirvi al cuore: è un film che parla della solitudine più nera, e di come una persona sola provi a combatterla trovando il coraggio e la volontà di stare insieme ad un'altra che è totalmente diversa, opposta e lontana da essa, per carattere e modo di vivere.
Bravissimi i due attori principali: Jacopo Olmo Antinori ha la faccia che ricorda il Malcom McDowell di Arancia Meccanica e il da tipico ghigno adolescente 'incazzato'. Tea Falco è bellissima, sanguigna, diretta, perfetta per il suo ruolo. Assolutamente da collezionare la splendida colonna sonora, scelta (a parte la canzone di Bowie) addirittura dal giovane protagonista in persona: dai Muse, ai Cure, agli Arcade Fire, passando per i Red Hot Chili Peppers: complimenti per i gusti!

 



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