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Ipocondria, personaggi celebri della paura di essere malati

Da Madyur

Tutto nacque l’8 dicembre del 1959, quando un tecnico della fabbrica di pianoforti Steinway espresse la sua gioia di incontrare il grande pianista Glenn Gould dandogli una pacca sulla spalla. Il maestro lo apostrofò duramente. Qualche settimana dopo cancellò tutti i concerti. nel giro di due mesi incontrò 5 medici, i quali sostenevano che la pacca aveva compresso un nervo della vertebra cervicale. Per curarsi portò un gesso integrale per 6 settimane e si sottopose a 117 manipolazioni ortopediche. A quel punto denunciò la Steinway.

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Glenn Gould era un ipocondriaco : terrorizzato da germi , tanto da indossare abiti pesanti anche d’estate , e dalle stretta di mano. “Se non si fosse imbottito di antidolorifici non sarebbe morto per collasso a cinquant’anni”.

Brian Dillon , professore all’Università di Kent , ha scritto un best seller “The Hypochondriacs Nine Tormented Lives”. Dillon ha scritto di quel disturbo che porta ad aver paura anche dei più normali messaggi del corpo facendo immaginare dolori che non ci sono : per parlare di ipocondria ha deciso di raccontare paure e malanni di 9 personaggi famosi.

Capitolo dopo capitolo avviene l’evoluzione storica della malattia : oggi la consideriamo un disordine psicologico compulsivo curabile con terapia psicologica , o farmaci, ma nell’Antica Grecia indicava un malessere della parte della parte superiore dell’addome ( con sede nell’hypochondrium) , mentre nel XVII° secolo era un disturbo gastrico manifestato da malinconia a nervosismo.

Tra le storie citate nel libro c’è il diarista Boswell, la scrittrice bronte che erano ipocondriaci depressi ; Charles Darwin e la infermiera Florence Nightingale soffrivano perché temevano l’ignoranza dei medici; Alice james e Marcel Proust avevano malanni reali , che tendevano a ingigantire; il giudice Schreber era un visionario; il pianista Gould e Andy Warhol erano ossessionati da malanni inesistenti e paura scatenata da eccesso d’informazioni.

Un ipocondriaco dei nostri tempi potrebbe essere Michael Jackson “Era fissato con il suo aspetto al punto di affrontare decine di operazioni estetiche che ne hanno acuito la dipendenza” scrisse Dillon su Wall Street Journal.

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Questi personaggi lontani nel tempo avevano qualcosa in comune : disturbi gastrici ricorrenti , il ricorso a terapie empiriche e fantasiose , ma la straordinaria capacità di trasformare l’ossessione per il corpo in energia creativa. “L’idea della malattia divenne il cardine delle loro vite , spingendoli a ritirarsi dal mondo e a rifugiarsi nel lavoro” scrive Dillon. Proust si isolò nella sua camera e scrisse Recherche, mentre Nightingale dopo aver contratto un virus misterioso si chiuse in Hotel e scrisse i libelli che spinsero il governo a riformare il sistema sanitario.

Darwin curava le sue flatulenze, a causa forse di un parassita tropicale, con lavaggi intestinali di acqua gelata. Warhol usava l’amata cristalloterapia. Il suo corpo gracile gli faceva temere l’acne e il cancro , calvizie e Aids: trascurando l’infiammazione alla cistifellea che lo portò alla morte.

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