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ITA A pranzo da Fiorio

Creato il 13 dicembre 2012 da Valeskywalker @valeskywalker
ITA A pranzo da Fiorio Il cameriere con cui aveva giocato a nascondino l'inverno scorso, mentre noi sorseggiavamo l'aperitivo con un milione di tartine alla amici di Camillo Benso, l'ha riconosciuta subito e mentre io cercavo di tenerla per mano, lei correva  veloce ridendo dietro di lui che ci conduceva alla sala in fondo, quella con il lampadario di cristallo grande grande, riflesso nello specchio dalla luce ottonata, che illumina la tappezzeria di stoffa rossa e oro. Dietro di noi il Senator trasportava il Passeggione con dentro Meraviglia, su per lo scalone di legno.
Nel tempo di levarci i cappotti congelati dal sole gelido di questo otto dicembre torinese, lei si era già sistemata: via le scarpe, seduta con le gambe rannicchiate sul divanetto di velluto rosso,un grissino in bocca e tutti gli altri stretti forte nella manina sinistra.
Agli altri tavoli erano sedute coppie di età potenzialmente nonnabile, che hanno sabaudamente atteso il momento adatto, ovvero quando il Senator si è eclissato in bagno, per dirmi quanto erano belle e chiedermi nomi, mesi e peso.
Dopodichè si è ripresentato il nostro cameriere in livrea bianca e abbiamo iniziato il nostro piccolo rito di quando siamo a Torino e andiamo da Fiorio: io e il Senator viaggiavamo sulle ali del tempo che fu, proustianamente trasportati dal suo bicchiere di barbera e dal mio bicchiere di favorita ( che si, sarà buono il bordeaux ma vuoi mettere il vino che hai bevuto quando non erano trenta ma venti?), dai tomini al verde e da tutte quelle altre cose buone che se non avete la fortuna di poter andare a mangiare in Piemonte è inutile torturarvi raccontandovele, a maggior ragione tentare di descrivervi il gelato al gianduja di Fiorio.
Meraviglia ciucciava la di mia persona sotto la maglietta e la Viatrix dispensava regolarmente sorrisini e paroline a beneficio dei nonnabili ,mentre giocava a spogliare l'allegra famigliola Volpina, che lei non se ne fa una ragione che queste siano volpi e abbiano i vestiti come gli esseri umani.
I nonnabili dietro di me riprendono la loro conversazione.
Eh, certo che aver due figli e tutti e due lontani, sarà dura per voi adesso..(accento pugliese)
Eh si guarda, nessuno dei due ha voluto restare qui a Torino. (accento siciliano)
Ma quanto ci mettete per andare a trovarli?
Guarda, per andare da Paola ci mettiamo quaranta minuti, perchè comunque corso Francia è tutto dritto, fino a Rivoli da lei. E' per andare da Luca che ci mettiamo anche un'ora fino lassù a Pino Torinese.
Certo che è un peccato, così lontani in caso di bisogno non sarà semplice.
E' la vita, che ci vuoi fare, loro dicono che in corso Trapani gli alloggi costano molto più cari.
Loro sicuramente sono venuti a Torino negli anni 60-70 dal Sud, allontanandosi ben di più dai loro genitori, ma magari anche io un giorno penserò che le mie figlie sono andate a stare  tanto lontano da me seppure dentro le stesse prime due cifre del codice postale.
Tanti auguri e complimenti alle bambine, i nonnabili se ne vanno e al loro posto si siede una coppia vagamente trentaquarantina. La Viatrix nel frattempo si è addormentata, io e il Senator continuiamo le nostre chiacchere in inglese.
Che carine ste bambine (lei)
Io se proprio dovessi aver figli vorrei due maschi, le femmine sono smorfiose (lui)
Eh, mica li puoi  ordinare come ti pare (risentita)
Va beh, almeno un maschio se proprio ci deve essere una femmina, due femmine proprio no (lui)
Pochi minuti dopo, mentre noi ci prepariamo ad uscire
Guarda che bella quella tutona tutta pecorella in cui infla la piccola (lei)
Ah vorrei averlo io un coso così caldo per l'inverno (lui)
Si, è carino ma l'ha disegnato uno stilista che non ha mai avuto bambini perchè la cerniera è troppo corta per infilarcela dentro in modo comodo, dico io
Oh mamma che vergogna, noi non parliamo una parola di inglese e lei parla l'italiano così bene (lei, sinceramente arrossita)
Arrivederci (io senza arrossire affatto ma lanciando un occhiatacciata a lui, occhi bassi)
Salutiamo il nostro cameriere, il quale parla inglese benissimo, e ci auguriamo presto di ritornare in questo luogo di grazia storica e alimentare.
NB, ore 20, Ristorante Porto di Savona 
Oh mi Sinniur portar fuori un bimbo così  piccolo con questo freddo
Signora, dovrei star chiusa in casa fino ad Aprile?
Oh, scusi pensavo foste stranieri


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