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L'Italia parte subito bene ed al3' va sul tabellone grazie a una punizione da posizione centrale di Orquera dopo che Minto ha rubato palla in ruck. Purtroppo come spesso accade alla ripresa del gioco gli azzurro pagano pegno e mandano dalla piazzola i wallabies, Barnes da 45 metri non sbaglia e riporta il risultato in pareggio.
Entrambe le mischie provano ad anticiparsi e a prendere il sopravvento, il quasi esordiente van der Merwe fatica a controllare le chiamate ed è spesso costretto a farle ripetere, ma pian piano la prima linea azzurra imbottita di talento inizia a prendere il sopravvento. Un'ostruzione al 14' ferma un possibile attacco italiano e manda ancora Barnes alla piazzola, 3-6 per gli ospiti.
È il momento di maggior pressione dei wallabies che mettono in difficoltà la difesa italiana soprattutto grazie ad Hooper: al 18' meta dei verdeoro con Cummins che va a chiudere un'azione iniziata dal panico della difesa italiana, Barnes non sbaglia la trasformazione, 3-13.
La mischia italiana continua a crescere, ma al 23' l'Italia concede ancora una punizione in posizione favorevole e Barnes allunga il vantaggio australiano a tredici punti, quattro minuti più tardi è Kurtley Beale a subentrargli dalla piazzola e ha mettere altri tre punti sul tabellone.
Al 28' quella che in altre occasioni sarebbe stata la svolta decisiva per l'Italia, Barbieri viene mandato fuori per 10' per aver messo le mani in ruck, Beale trasforma la conseguente punizione e i punti di vantaggio sono ben 19. L'Italia di qualche anno fa sarebbe andata mentalmente negli spogliatoi, ma non questo gruppo maturo ben guidato in campo da Parisse e in panchina dall'omino Bialetti Brunel. Gli azzurri non solo non concedono altri punti in inferiorità numerica, ma vanno anche sul tabellone al 33' cogliendo i frutti di una buona pressione. Il primo tempo si chiude sul 6-22 che premia il solito cinismo australiano.
Non si sa cosa abbia detto ai suoi Brunel nell'intervallo, o cosa non abbia detto Deans, fatto sta che nella ripresa si presentano due squadre completamente trasformate. L'Italia mette subito sotto pressione i wallabies e va in meta dopo solo un minuto con il redento Barbieri in un'azione scaturita da una palla buttata via dagli australiani e ben sfruttata da Orquera. Il mediano d'apertura trasforma il punto addizionale e riporta sotto gli azzurri.
L'effetto mentale della meta è devastante, da questo momento in poi gioca una sola squadra, ed è l'Italia. La pressione azzuarra frutta altri due piazzati per l'apertura italoargentina delle zebre, che non solo è preciso al piede, ma gioca una delle sue migliori gare in maglia azzurra. Il risultato è così di 19-22. Al 14' si infortunia al ginocchio Mirco Bergamasco, così come il mediano di mischia australiano Sheenan si era infortunato nel primo tempo, entrambi lasciano il campo.
Al 25' l'azione che avrebbe potuto cambiare la gara, da posizione ravvicinata Orquera libera con un calcetto perfetto capitan Parisse che non controllo per un soffio, van der Merwe non vede un in avanti involontari australiano ed i wallabies si salvano.
Al 38' i wallabies restano in quattordici per un'espulsione temporanea di Digby Ioane che placca in aria il ricevitore azzurro, l'uomo in più da ancor più coraggio all'Italia nei minuti finali, ma, come detto Orquera manca l'appuntamento con la storia, il suo piazzato da 40 metri esce sulla destra di poco. Similmente a quanto avvenne a Padova nel 2009, ma nonostante le similitudini, questa volta non si può certo additare nulla alla prestazione del toreador.
L'Australia ringrazia lo scampato pericolo e non appena il tempo regolamentare scade, Barnes, infischiandosene della posizione di campo favorevole, spedisce l'ovale in tribuna, in una chiara resa, se pur nella vittoria.
L'Italia esce a testa alta da questa sconfitta, la,reazione nel secondo tempo e il gioco espresso fanno ben sperare per il futuro, l'Australia dopo la sconfitta contro la Francia e la vittoria contro l'Inghilterra tira un sospiro di sollievo, ma da questa vittoria porta a casa più dubbi che conferme.
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