Magazine Politica

Italia governata da cialtroni - Cottarelli lascia: "spese clientelari con risorse che non ci sono

Creato il 31 luglio 2014 da Tafanus

Spending review, Cottarelli: “No calo tasse se si spendono risparmi”. Ipotesi dimissioni

È il ragionamento che il commissario, alle prese con il puzzle della spesa pubblica, ha scritto nel suo blog per lanciare l’allarme. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’emendamento, votato alla Camera nel decreto Pa, che consente 4mila pensionamenti nella scuola. Per coprire i costi si sono usati i risparmi futuri della spending. Secondo alcune indiscrezioni sarebbe il preludio di un addio previsto per ottobre (Fonte: Il Fatto)

Carlo-cottarelli

“Se si utilizzano risorse provenienti da risparmi sulla spesa per aumentare la spesa stessa il risparmio non potrà essere utilizzato per ridurre la tassazione su lavoro”. Il commissario alla spending review Carlo Cottarelli, alle prese con il puzzle dei tagli alla spesa pubblica, lancia l’allarme sulla tenuta dei conti dal suo blog, con un duro attacco alla politica. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’emendamento, votato alla Camera nel decreto Pubblica amministrazione, che consente 4mila pensionamenti nella scuola e per coprire il quale si sono usati i risparmi futuri dati dalla spending review. E’ solo l’ultima rottura tra Cottarelli, nominato dall’ex presidente del Consiglio Enrico Letta, e Matteo Renzi. Tanto che secondo le indiscrezioni di Repubblica e Corriere della Sera, il tecnico sarebbe pronto a lasciare ad ottobre e avrebbe già comunicato la volontà di dimettersi. L’alternativa, scrive il quotidiano diretto da Ezio Mauro, sarebbe la nomina a direttore esecutivo per il Fondo monetario internazionale e al suo posto potrebbe arrivare il consigliere economico Yoram Gutgeld (...oh delizia!... alla tavola imbandita arriva un altro renzino doc, di quelli da "palco della Leopolda!... NdR)

Il post di Cottarelli poi, non può non essere collegato all’editoriale di Francesco Giavazzi apparso mercoledì 30 luglio sulle pagine del Corriere della Sera in cui l’economista chiedeva in maniera critica al commissario di battere un colpo e lo accusava di essere scomparso dalla scena politica a differenza di chi come Raffaele Cantone, da poco arrivato alla anticorruzione, si mostra molto attivo e combattivo.

Puntualmente il colpo è arrivato, portando con sé l’inevitabile coro di polemiche e accuse di chi vede nel governo il bersaglio delle critiche del commissario: il capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta, è il primo. Cottarelli, dice, “svela l’imbroglio delle coperture di Renzi, vale a dire il continuo ricorso, da parte del governo, ai risparmi derivanti dalla Spending review per finanziare altre spese, magari relative a norme di chiaro stampo clientelare”, mentre per la Lega “il governo sta spendendo soldi che non ci sono e non si sa se ci saranno”.

Sul fronte opposto Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio alla Camera, replica: se Cottarelli “è in vena di dare consigli sull’utilizzo dei risparmi di spesa sulle pensioni, gli consiglio vivamente di rivolgersi prima al Governo e solo successivamente al Parlamento”.

La polemica ha poi trovato sponda anche nel ministero dell’Economia, che respinge l’interpretazione delle parole di Cottarelli come una critica diretta al governo Renzi. “I tentativi di fare apparire le parole di Cottarelli come una polemica nei confronti del governo anziché nei confronti di alcune prassi parlamentari sono evidentemente strumentali”, spiegano fonti del Tesoro, sottolineando che l’intervento mira invece a ribadire le posizioni comuni di Mef e Governo sulla spending. Va detto, in effetti, che proprio durante l’esame del decreto della Pa, il sottosegretario Giovanni Legnini aveva espresso il parere contrario del ministero all’emedamento sui cosiddetti “quota 96″.

Eppure non si può non leggere il post del commissario come l’apertura di crepa nel complesso del sistema che ha animato i provvedimenti del governo Renzi. “Si sta diffondendo la pratica – rincara Cottarelli – di autorizzare nuove spese indicando che la copertura sarà trovata attraverso future operazioni di revisione della spesa o, in assenza di queste, attraverso tagli lineari delle spese ministeriali”. Insomma, spiega con malcelata ironia il titolo del blog: “La revisione della spesa come strumento per il finanziamento d nuove spese”.

Tradotto in numeri: mentre il governo sta già faticando a trovare le risorse (almeno 10 miliardi) per stabilizzare il bonus di 80 euro nel 2015 – ai quali si aggiungono altri risparmi per fare fronte alla riduzione (per circa 4,5 miliardi) del deficit, necessario per portarlo se non al “pareggio” almeno in carreggiata – sono già stati impegnati per il 2015 ben 1,6 miliardi di risparmi ancora da trovare. E alla fine, mette in guardia Cottarelli, rischiano di scattare tagli lineari oppure, nella migliore delle ipotesi, si legifera creando una “situazione paradossale in cui la revisione della spesa (futura) viene utilizzata per facilitare l’introduzione di nuove spese. Possono – dice – sussistere mille buoni motivi per alcune nuove spese”, ma “se il parlamento legittimamente decide di introdurre nuove spese dovrebbe contestualmente coprirle con tagli di spesa lineari di pari entità”. Magari “individuandoli tra le proposte di revisione già presentate”.

(aggiornato da redazioneweb il 31 luglio 2014 alle 08.47)

Tafanus
Ogni momento che passa, si moltiplicano le prove di incapacità, e/o malafede, e/o cialtronismo, di questo governo. Otto giorni dopo l'insediamento, Renzi si vantava (riferendosi alla riforma della legge elettorale): "Abbiamo fatto in otto giorni ciò che gli altri non hanno saputo fare in otto anni". Qualcuno mi dice dopo posso leggere il testo della legge elettorale approvata?

Passano pochi giorni, e presenta un elencuccio (tipo indice) del mitico "Jobs Act". Chissà perchè in inglese...  Molti (tutti) gli fanno notare che è solo l'indice dei capitoli, senza i capitololi. Renzino si impegna. A supervelocità, i contenuti saranno "perfezionati" entro una settimana. Di settimane, da allora, ne sono passate VENTI. di "Giobatta" non parla più nessuno, e men che meno i renzini, che hanno nascosto questa palata di polvere (per non chiamarla in altro modo) sotto il tappeto.  Forse il Giobatta arriverà a metà del 2015.

Sotvto elezioni, impegna 10 miliardi all'anno (una vecchia "finanziaria da 20.000 miliardi di lire) per fare una marchetta ad una classe - neanche la più disagiata - di 10 milioni di potenziali elettori. La "marchetta funziona", il bilancio no. Da quando è arrivato Renzi, il debito è passato dal 132% al 136% del PIL, e le previsioni di crescita dal favoloso 0,8% allo 0,2%. La marchetta degli 80 euri, come predichiamo da tempo, non avrebbe innescato alcun "rilancio dei consumi". Ha innescato solo il 40,8% a Renzi alle europee. Italiani senza vergogna, pronti a svendere lòa salute della nazione per una serata in pizzeria.

Capitan Fracassa è andato in Europa giurando che ci avrebbe fatto vedere lui, come si tratta con l'Europa. E' tornato a casa con le classiche pive nel sacco. Pacche sulle spalle, NO sulle spese per investimenti fuori dal calcolo del deficit, NO al rinvio di un anno al pareggio di bilancio, NO alla Mogherini Commissario, NO a TUTTO.

Aveva iniziato col dire: l'Italicum non si tocca. O così o Pomì. Oggi scopriamo che non era approvato in otto giorni, e che sarà "corretto" in Senato, e sarà subito legge. CORRETTO IN SENATO? Nell'inutile Senato-fotocopia? E poi sarà subito legge??? No, solo un cialtrone può fare queste affermazioni. Una legge approvata alla Camera e modificata dal Senato non è "subito legge". Torma alla Camera, dove dev'essere approvata nella versione modificata dal Senato, senza cambiare neanche una virgola.

L'Italicum non si tocca! Adesso, invece, si può toccare. Si può toccare tutto, pur di sopravvivere: le soglie di sbarramento, la soglia per il premio di maggioranza, i listini bloccati, TUTTO. Renzi maestro di "penultimatum", come un qualsiasi Forlani, suo maestro.

Prima eravamoo governati da cialtroni moderati, che "stavano schisci". Adesso siamo governati da cialtroni e cialtrone tacco 12, sempre in prima fila a fare e dire sciocchezze, ma a supervelocità. Mica come i cialtroni d'antan, che si davano il tempo di pensare, prima di sparare minchiate. Ma tranquilli. Adesso rimandiamo a casa Cottarelli, e (forse) arriverà l'amico della Leopolda, Yoram Gutgeld. Allegria!

Tafanus

2807/0630/1330


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog