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Italia sì, Italia no (2)

Creato il 17 ottobre 2011 da Beatotrader
Italia sì, Italia no (2)Aggiornamento delle 12.43
Alla mia Rassegna contro la disinformazione nazional-populista-complottista non poteva mancare questo aggiornamento
Crisi, Italia senza crescita è tra Paesi più deboli in Ue -Monti
lunedì, 17 ottobre 2011 - 12:05
L'Italia non cresce e ciò scatena le agenzie di rating e rende il Paese tra i più fragili in Europa.
"La crescita e' essenziale. Senza la crescita le prospettive per le finanze pubbliche restano fragili. E' significativo che per quei Paesi a cui sono state riservate valutazioni negative dalle agenzie di rating la motivazione sia dovuta alla scarsa crescita", ha detto Monti......
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Con il post "Italia sì, Italia no" (92 commenti)
ho cercato di gettare un po' di chiarezza sulla disinformazione (sempre più dilagante nei mass-media, nei giornali ed anche nella blogosfera) in merito alla reale situazione italiana, che necessita di radicali ed immediate riforme.
Il cercare capri espiatori che colpiscano la fantasia popolare, il sottolineare continuamente falsi bersagli, lo smontare le altre Nazioni più virtuose cercando di dimostrare come siano peggio di noi, il costruire analisi parziali su dati parziali...
sono tutte strategie a netto vantaggio della CASTA ITALIANA che è la causa primaria del nostro declino da almeno 20 anni
(ed infatti la Casta ringrazia ed è la mano occulta di questa disinformazione).
Apro dunque una Rubrica con il nome di quel post
nella quale vi aggiornerò regolarmente sulla reale situazione italiana
riportando dati ed analisi negativi
ma anche dati ed analisi positivi (quando e se li trovero...).
In questo modo........avrete la possibilità di giudicare la nostra situazione NEL MERITO
e non solo sulla base dei miti che vi stanno propinando tutti i giorni (e che hanno fuorviato anche gli Indignados...).
Perchè l'unica via per una Rinascita Italiana è guardare in faccia la REALTA' nel suo insieme e non solo quello che vorremo vedere.
La prima rassegna è un filino negativa...
Perdonatemi...
Giuro che quando troverò qualcosa di buono ve lo posterò immediatamente...:-)
Dal Blog IMPRESE+FINANZA una serie di ottime osservazioni sul mito delle Banche Italiane Caste&Santerelline rispetto alle Banche Straniere Baldracche...
Finanza pentita: non basta

......Oggi si paga un’epoca fatta di ingegneria finanziaria poco vigilata e troppo svincolata dall’economia reale, semplicemente perché mille volte più facile e più redditizia rispetto a investimenti industriali.
Vorrei che si evitasse di pensare che le colpe stanno solo in casa delle banche straniere o a Wall Street perché anche in Italia si è fatto di tutto e di più: tonnellate di obbligazioni strutturate finite nei portafogli delle famiglie con perdite nascoste sino dal giorno del loro collocamento, la distruzione del risparmio gestito dai fondi comuni, i derivati alle piccole imprese, la prolungata mancanza di trasparenza nei servizi bancari per alimentare guadagni ingiustificati.

Tutto questo sotto l’occhio della banca centrale di cui Draghi è stato governatore.

I giovani pagheranno per gli errori commessi da una finanza ancora dominata da una gerontocrazia legata a vecchi pessime abitudini.

Essere arrabbiati o indignati è una conseguenza, denunciare gli errori commessi è più costruttivo, sottoscrivere un nuova etica della finanza non è più rimandabile.
I giovani hanno la percezione degli effetti di una finanza sbagliata, non delle cause.
Spetta ai ‘vecchi’ indicare le cause che ben conoscono e rimuoverle come ultimo tributo e vero gesto di pentimento nei confronti delle nuove generazioni.

Da questa indagine della Cgia risulta evidente come i problemi italiani siano strutturali, cronici e di lungo corso, alla faccia della cattiva speculazione che sarebbe la principale causa dei nostri patemi attuali...
La cosiddetta speculazione ci sta solo presentando un conto che abbiamo rimandato troppo a lungo senza fare nulla di nulla per risolvere i nostri problemi...anzi li abbiamo addirittura peggiorati nel tempo.
Crisi: Cgia, Boom Della Spesa Pubblica. +141,7 Mld In 10 Anni
Tra il 2000 ed il 2010, la spesa pubblica italiana, al netto degli interessi sul debito, e' aumentata di 141,7 mld di euro, pari al +24,4%.
L'anno scorso la spesa ha raggiunto quota 723,3 mld di euro: in rapporto al Pil, sempre nel 2010, le uscite pubbliche dello Stato hanno raggiunto il 46,7%, 6,8 punti in piu' rispetto a 10 anni prima.

Sempre nel 2010, lo Stato ha speso 11.931 euro per ciascun cittadino italiano: 1.875 euro in piu' rispetto a quanto spendeva nel 2000.
Le spese correnti (per quasi 2/3 riconducibili ai stipendi dei dipendenti del pubblico impiego e alle prestazioni sociali) costituiscono il 93,2% del totale della spesa pubblica........

''Il trend di crescita registrato dalle uscite pubbliche nell'ultimo decennio - commenta Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre - dimostra che e' necessario invertire le politiche di bilancio sin qui realizzate.
Non e' piu' possibile agire prevalentemente sul fronte delle nuove entrate per riportare in ordine i nostri conti pubblici.
Bisogna, invece, intervenire sulla spesa pubblica improduttiva.
.....
Con l'avvicinarsi dell'autunno....cadono le foglie e riparte la cassa integrazione...
Alla faccia del tasso di disoccupazione fanta-Istat in discesa al 7.9% mentre quella reale sta almeno al 12%...
Crisi: Cgil, a Settembre Riparte Corsa Cig. 470 Mila In Cassa...ore di cig e' cresciuta di circa il 50% rispetto al mese precedente, ''azzerando la riduzione registrata ...
E così, en passant...
Caritas, allarme povertà Il rapporto Poveri di diritti elaborato dalla Caritas-Fondazione Zancan ha scattato una fotografia impietosa dell'Italia.
Secondo la ricerca, infatti, tra il 2007 e il 2010, le richieste di aiuto economico ai Centri d'ascolto Caritas sono cresciute dell'80,8%. E il fenomeno dei «nuovi poveri» ha assunto dimensioni sempre più drammatiche.

La fascia di popolazione più colpita è quella dei giovani, il cui numero è incrementato del 59,6%.....

Uno studio pubblicato recentemente dalla Commissione Europea-Direzione Imprese (“Are EU SMEs recovering from the crisis?“) ha analizzato la situazione delle piccole e medie imprese dei 27 stati membri alla luce degli effetti prodotti dall’attuale crisi.
Interessantissima la sintesi riportata dal Blog Imprese+Finanza che evidenzia i punti di svantaggio delle nostre Imprese rispetto a quelle di altri Stati Europei "più forti".
Riporto qui un paio di stralci significativi dal post: PMI italiane perdenti in EU
......PMI italiane svantaggiate nel confronto
Nella parte qualitativa lo studio offre una serie di valutazioni comparative sulla situazione delle piccole e medie e imprese su ben 10 fattori che vanno dall’intensità del livello di imprenditorialità, alla capacità di intraprendere una seconda attività dopo un fallimento, all’accesso al credito, al grado di internazionalizzazione entro il perimetro EU, alla capacità innovativa e al supporto dello Stato.

Diciamo subito che la fotografia complessiva non è entusiasmante: l’Italia e le sue PMI sono meno efficaci rispetto alla media europea su parecchi dei 10 criteri, come è ben rappresentato nel grafico 2.
Italia sì, Italia no (2)

grafico 2- Fonte: EU Commission "Fact Sheet Italy"

Il confronto con la Germania ci vede in netto svantaggio su quasi tutte le dimensioni

Italia sì, Italia no (2)

grafico 3. fonte: EU Commissione, fact sheet Germany

Tracciare la rotta per la crescita Mi sembra che nessuno degli argomenti trattati nella ricerca debba sorprenderci, è una fotografia corretta, ma come tale è ancora più efficace dei mille discorsi teorici che ci scambiamo e deve fare riflettere chi ha in mano i bottoni per scegliere su quali fattori puntare e investire nella ricerca di una crescita economica persa.
I fattori su cui intervenire per recuperare competitività sono perfettamente mappati nella figura 6 da cui si deduce la posizione relativa dell’Italia in termine di distanza dagli altri paesi membri e di progressi fatti negli ultimi anni rispetto ai criteri elencati nello Small Business Act..
Se al centro del tavolo istituzionale della crescita serve un documento, questo rapporto ha il diritto di stare al centro e di rimettere in cima alla lista la questione del credito.
Italia sì, Italia no (2)

Dall'Inkiesta un quadro chiaro del FATTORE ITALIA e della sua enorme criticità all'interno della stessa Eurozona.
La Speculazione Ribassista lo sa benissimo e svolge il suo normale e cinico mestiere di mettere a nudo le crepe e di guadagnarci sopra il più possibile.
Esattamente come la Speculazione Rialzista crea le BOLLE, nasconde le crepe ed i problemi strutturali e cerca di guadagnarci più soldi possibile prima del PLOP...
La manovra del governo è una bomba per l'Europa
di Mario Seminerio

.........Come si pone il nostro paese in questo scenario?
Non bene.
Malgrado alcuni maldestri tentativi propagandistici sui nostri fondamentali presunti migliori (che sono tali solo limitatamente all’export, ma è dura esportare in una recessione continentale), l’Italia appare sempre più come il vero “malato d’Europa”.
L’immobilismo ormai decennale sulle riforme pro-crescita (tema divenuto ormai stucchevole) si inserisce entro una manovra che è una autentica bomba ad orologeria nel cuore dell’Europa.

Circa il 40 per cento del totale della nostra correzione pluriennale, infatti, rischia di essere prodotto da tagli lineari sulle agevolazioni fiscali ed assistenziali, se la nostra ormai inesistente maggioranza non dovesse trovare la famigerata quadra su una riforma “vera” del sistema fiscale.

Se ciò accadesse, il paese (già previsto entrare in recessione in questo trimestre) rischierebbe una mini-depressione che manderebbe a gambe all’aria gli sforzi comunitari per risolvere la crisi di debito sovrano, vista la nostra dimensione.
Il tutto mentre la politica, terrorizzata dall’idea di dover mettere la firma su misure impopolari, potrebbe tentare la fuga verso elezioni anticipate nella prossima primavera, anche per disinnescare la minaccia del referendum elettorale.
Una congiunzione astrale eccezionalmente sfavorevole, unita al tradizionale immobilismo riformatore della nostra classe politica, potrebbero abbattersi come una mannaia sul tentativo di salvataggio dell’eurozona.
In uno scenario del genere una lettera della Banca centrale europea non basterebbe più, ed il paese dovrebbe essere posto (anche formalmente) sotto tutela sovranazionale.
Il tutto senza dimenticare che, anche se l’euro-crisi di debito dovesse magicamente risolversi, ciò non avverrebbe disgiuntamente da misure di ulteriore austerità, che si abbatteranno su un paese che ha stoltamente deciso che il feticcio del pareggio di bilancio verrà solo da maggiore imposizione fiscale, ordinaria e (come pare ormai ineluttabile) straordinaria, di tipo patrimoniale.
Nel frattempo, mentre i soliti noti stappavano una bottiglia di quello buono per celebrare un dato di produzione industriale italiana di agosto che è palesemente figlio di un’aberrazione statistica, già a settembre il ricorso alla cassa integrazione sembra essere tornato a mordere.
Non una sorpresa, visto che il paese, dopo anni passati a crescita zero, sta per imboccare la strada che porta alla recessione.
Siamo ormai diventati la maggiore minaccia alla sopravvivenza dell’Eurozona.......
Dopo aver dato un'occhiata al quadro FONDAMENTALE che rappresenta in modo realistico la criticità della situazione italiana
concludiamo in bellezza leggendo le favolette narrate da "Mamma Ylenia" che tanto vanno di moda nei mass-media e tra la gente...
La Colpa dei Problemi italiani sarebbe TUTTA di due capricciosi babau: le Agenzie di Rating ed i CDS.....che fanno prosperare l'erba gramigna della SFIDUCIA...
Non ho mai negato che questi elementi abbiano un peso nell'acutizzarsi della CRISI ITALIANA e spesso sono stato il primo a denunciarli.
Ma assegnare a questi due babau TUTTA la responsabilità è l'esempio LAMPANTE della DISINFORMAZIONE PRO-CASTA ormai sempre più diffusa.
Perché l'Italia non è a rischio default

di Ylenia Citino
....Dunque, se politiche sono le raffiche di sfiducia nei confronti della nostra economia, politiche potrebbero essere le soluzioni adottabili, posto che con le due manovre e con il prossimo decreto sviluppo ci siamo già messi sul binario giusto per il risanamento del debito.
Ma attenzione, perché per contrastare la tempesta di sfiducia non ci si può ripiegare su se stessi e guardare solo nel nostro giardino. ....

......Da questa analisi, allora, è facile intuire come le vite dell'Europa siano appese ai fili di due capricciosi burattini: le agenzie di rating e il magmatico andamento dei cds.
A poco possono servire le rassicurazioni e i buoni intenti del nostro presidente del Consiglio o del ministro dell'Economia.
Finché non si darà una seria regolamentata ai mercati finanziari globali, le economie dei Paesi dipenderanno sempre e soltanto dal capriccio delle oscillazioni di borsa. ....

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