Cosi', tra queste lagne generali, mi e' venuto voglia di lamentarmi un po' (in primis del fatto che sembra novembre, dei fuochi del 4 luglio che non vedro' e un po' pure della gente del paesello che quando cammino mi squadra e so che poi discutera' con i vicini su quello che avevo addosso).

(Foto presa da 'Boris', telefilm che consiglio a tutti. Non c'entra con il post, ma ricordiamo il video che ci spiega che "L'Italia e' un Paese di canzonette mentre fuori c'e' la morte!")
Per cui, oggi che e' il compleanno dell'America, e il mio blog ha piu' o meno un anno, mi sembra giusto fare un po' di paragoni tra la mia esperienza universitaria USA e quella Italiana. In modo lamentoso e criticando entrambe le realta', ben chiaro, perche' non posso certo rinnegare il mio sangue italico e la mia inclinazione al piagnisteo.
(Appunto per il Popolo di Internet: queste sono le mie impressioni sulle mie esperienze. Non e' che tutte le universita' e tutte le persone siano uguali, sia in Italia che in USA. Se avete altre esperienze, liberissimi di esprimerle- questo blog non e' una democrazia, ma ancora c'e' liberta' di parola )
1) I SOLDI. In America l'universita' costa TANTO. Ovviamente ci sono le borse di studio, gli sconti per i residenti nello stato, i prestiti per gli studenti,
2) LA MERITOCRAZIA (questa sconosciuta). Non so se sia solo una mia impressione, ma mi sembra che in Italia quando il tuo cognome coincide con quello del professore/rettore/industriale benefattore tu sia automaticamente molto piu' bravo e molto piu' svelto a fare carriera. I concorsi esistono, pero' chissa' perche' di solito li vince sempre chi ci aspettavamo vincesse. In questo l'America e' piu' sogno americano, con l'idea che ce la possono fare tutti, e un po' mi sembra sia vero. In Italia ci schiacciamo tutti nella mediocrita', se sei troppo bravo a scuola ti chiamano secchione, se lavori piu' del dovuto ti chiamano stupido. In USA eccellere e' una bella cosa. Certo, poi pero' scopri che i giocatori di football prendono borse di studio piu' alte della tua e si laureano senza studiare, ti fanno il lavaggio del cervello ripetendoti che 'voi dovete essere i migliori', e inizi a pensare che nella prossima vita dovresti essere un bufalo.
3) I PROFESSORI. In Italia mi sono sempre sentita un numero. O meglio, nella mia supponenza ho sempre pensato che qualcuno mi avrebbe notata perche' ero tanto brava e tutti i professori mi avrebbero voluto bene. Poi mi sono laureata in ritardo perche' il mio professore non veniva ai ricevimenti e ho rischiato di non far domanda di PhD in USA perche' i miei ex-professori non avevano tempo/voglia di farmi le lettere di presentazione, oppure non me le scrivevano perche' avevo osato - sciocca io! - laurearmi con uno che a loro non piaceva. Se gli studenti erano considerati, di solito lo erano per essere schiavizzati e/o essere parte di una qualche feudale lotta di potere tra fazioni opposte. Negli Stati Uniti, ho scoperto che i professori sanno anche rispondere alle mail. Che alle volte ti ASCOLTANO, e perfino TI AIUTANO, e questo senza che nulla gli torni in tasca (almeno direttamente). In Italia sei soltanto un numero, fastidioso perche' gli studenti sono perfino troppi. In America mi da' l'impressione che lo studente sia un cliente, o una fonte di denaro, perche' paga profumatamente e ai professori serve che gli studenti siano felici, accuditi, trattati sul palmo di mano anche quando dormono in classe. Io mi sento un po' come un investimento, perche' tra i tanti sorrisi aleggia sempre l'implicito "con tutti i soldi che il dipartimento ha investito su di te, mo' ti aiuto, ma vedi di non diventare una povera fallita".

4) LA GIOVENTU'. L'Italia e' un Paese per vecchi. E direi che la prova schiacciante e' l'anno di nascita del nostro Presidente della Repubblica recentemente eletto. Pero' anche l'Universita' non scherza, in quanto tra le aulee dei maggiori atenei si possono ritrovare
Penny ci mostra qual e' il modo migliore per avere la tenure. Antifemminista e triste ma temo vero XD
5) METODO. Immaginiamo che io voglia fare una tesi, che so, sull'importanza del bidet in Italia (non e' la mia vera tesi. Studio cose stupide ma non COSI' stupide).
In Italia inizierei il mio dottorato con gia' piu' o meno in mente come fare la mia ricerca. Passerei tre anni a fare scartoffie amministrative, lavorare per un docente, tenere i corsi per/assieme a lui, fare gli esami ai suoi studenti, fargli compagnia, ascoltarlo, lavargli il cane, guardargli i nipoti, tagliargli i peli del naso etc etc. Nel tempo libero, leggerei tomi immensi chiamati "La Filosofia del Bidet" e "Modelli Euristici Per Una Bidetologia Comparata" e poi, nell'ultimo mese, scriverei la mia tesi sul bidet.
In America, sceglierei il tema dopo un paio d'anni di dottorato. Prima mi sciropperei tutte le lezioni in ambiti diversi, e supponendo che io gia' sia interessata al bidet, seguirei "Antropologia del Bidet 7090" e "Bidetologia Applicata 6064", ma anche "Storia dei Sanitari da Bagno 7055". Alla fine di ciascun corso farei una tesina sul bidet che tenterei disperatamente di pubblicare o di portare ad una conferenza. Nel frattempo, sarei schiavizzata a rotazione dai professori del dipartimento che mi metterebbero ad insegnare cose il piu' possibile attinenti ai bidet (o forse no). Nel frattempo, farei fare un questionario sul bidet a 7456 italiani, ne intervisterei 107, compilerei con tutti i dati complicate tabelle in SPSS, osserverei l'uso del bidet in 52 case e farei una tabella con i dati GSS. Poi, nell'ultimo mese, scriverei la mia tesi sul bidet.

Come si concludere tutto cio'? Direi che Italia e America sono un po' 1-1. Non c'e' un sistema di istruzione perfetto, e tutto sommato entrambi hanno cose buone e cose negative.
Certo, propendo un po' per far vincere l'America, un po' perche' e' il 4 Luglio e perche' be', Italiana lamentosa si, pero' non sputo nel piatto dove mangio. E soprattutto perche' l'America ha creduto in me, quando l'Italia mi offriva al massimo un posto da promoter nei centri commerciali, per il quale sarei dovuta pure essere grata. Perche' in Italia se hai studiato storia, filosofia, comunicazione, lingue, sociologia, arte, letteratura, antropologia sembra quasi che tu ti debba SCUSARE. Ho avuto la pessima idea di fare qualcosa di UMANISTICO, quindi ora perdonatemi, mandatemi a pulire i gabinetti, perche' questo e' il giusto destino di noi saccenti secchioni che hanno voluto stare tra i libri invece di imparare un mestiere in quest'Italia dove i nostri genitori vivevano meglio di noi.
Perche' noi in Italia abbiamo tutta l'arte e la cultura e la tiriamo sempre fuori nei nostri piagnistei contro l'estero, ma poi consideriamo feccia quelli che non studiano economia ed ingegneria, che non vanno a fare gli idraulici lasciando questi lavori agli immigrati. Perche' l'Italia artisti filosofi e poeti (ma pure ricercatori fisici e biologi) preferisce educarli gratis e poi mandarli via perche' non tornino mai piu', in modo da tenersi ben stretti i piccoli imprenditori usciti dal CEPU che mandano avanti barcollando l'industria famigliare di papa' con la filiale in Cina.
E ora lo prometto che per un po' non mi lamento piu'.
PS: I fumetti sono presi dal molto veritiero sito http://www.phdcomics.com
