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A meno di un mese dall'uscita di JUSTINE 2.0 (il cuore è soltanto un muscolo) che Francesco Bogliari, cui bacio pubblicamente le mani , ha coraggiosamente deciso di pubblicare per INK Edizioni http://www.inkedizioni.com/justine-2-0/, posso dirmi felice. I miei lettori, quelli di Twitter, FB e di Bibolotty Moments (la massa critica ovviamente è ancora lungi dall'essere affabulata), hanno atteso con pazienza che la grande distribuzione accontentasse le loro richieste (dove: http://www.bibolotty.blogspot.it/2013/06/justine-20-ink-edizioni-punti-vendita.html). Alla fine e con pazienza, le mie Justine 2.0, tante quante sono le copie del Romanzo, stanno raggiungendo le proprie destinazioni.
Ciò che mi commuove ogni giorno è che ognuno dei mie lettori, e soprattutto lettrici, ne cito alcune ma le bacio tutte/i: Milena, LaBlondaz, Nadia, Amelia, Amy, Wolkerina, Paoladelusa, Principessa, & so on, stanno facendo vivere la mia Justine di vita propria (huuummm...). Le foto che m'inviano della splendida copertina di Antonella Porfido infilata nelle situazioni più strane, ne sono la prova. Per lei inventano storie e piccoli aneddoti quasi fosse un personaggio reale, una donnina che ha sofferto e di cui adesso ognuno si prende cura.
Ma vi prego, trattate bene la mia Justine, mangia crema alla nocciola (rigorosamente bio).
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"Elena Bibolotti ha lavorato a questo libro per
anni. Senza narcisismi. Senza fretta. Con dolore, ripensamenti, attese, tempi
che rimangono sospesi. Ha cercato di raccontare l'erotismo guardandolo da
lontano e con distacco. Ha cercato di negare il distacco amando i suoi
personaggi. Ha abbandonato la scrittura compiaciuta per ferirsi il più
possibile con righe autentiche e vere. Il risultato è frutto di strati di
coscienza, di letteratura che ama se stessa e cerca di amare il mondo
attraverso le parole. È raro tanto rispetto per la scrittura e tanto rispetto
per un proprio testo. Ed è per questo motivo che Justine 2.0 non sarà mai un
libro come gli altri. E merita attenzione". Roberto Cotroneo
"Elena Bibolotti
ha la rara capacità di trattare il tema erotico rispettando l'immaginario
femminile e andando a fondo di tematiche scabrose con la visione originale -
trattata seriamente da pochissime autrici (penso a Helena Jelinek e Catherine
Millet) - che appartiene al sentire delle donne. Il risultato è una scrittura
ferma e dolorosa che graffia e, a tratti, sconvolge il lettore/lettrice per la
verità fisica e insieme sentimentale raggiunta". Sandra Petrignani
Nota dell’autrice
Potrei scrivere che questa è una storia di pura invenzione così come fatti e personaggi narrati, che
qualunque allusione ad avvenimenti o persone è puramente casuale. Ma non lo farò, assumendomene ogni responsa- bilità. Perché fino a quando ci saranno donne costrette a inginocchiarsi davanti a un uomo per ottenere un contratto di lavoro, vorrà dire che la questione morale non sarà risolta e che l’uomo, abusa del proprio potere ogni volta che può. L’abuso non è mai amore estremo, ma fare del corpo di una donna merce di scambio.
"Non ci sono
miliardari belli, alti e biondi che si trastullano
in camere dei giochi, ma un rapporto di master/slave di totale sottomissione e
devozione, stretto come con un cinghia i cui fori si trovano prima di tutto
nella mente di Justine. Tra ricerca di denaro e di indipendenza, si corre verso
un finale dalle molteplici sorprese. Per arrivare alla conclusione che il
cuore, in fondo, è soltanto un muscolo. E che, anche l'eros, lo si può
raccontare senza lasciare da parte la letteratura". Massimo Longoni TGGcom
(3-07-2013)
http://www.tgcom24.mediaset.it/cultura/libri/articoli/1103916/justine-tra-sesso-e-indipendenza.shtml
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"Infatti la Bibolotti, come la sua Teresa, colpisce più per un certo candore che perché abbia atteggiamenti da viziosa. È piccola e graziosa, con un visetto Anni ‘30 coronato di riccioli neri e due occhi come carboni ardenti. È colta e affettuosa. Ha fatto l’attrice, con buoni studi accademici alle spalle e buoni risultati. Ma poi si è sentita più a suo agio in mezzo alla letteratura. Ed eccola qui. Con questo romanzo di cui ho scritto (sempre in quarta di copertina e tanto vale che mi citi testuale): «Bibolotti ha la rara capacità di trattare il tema erotico rispettando l’immaginario femminile e andando a fondo di tematiche scabrose con la visione originale – trattata seriamente da pochissime autrici (penso a Elfriede Jelinek e Catherine Millet) – che appartiene al sentire delle donne. Il risultato è una scrittura ferma e dolorosa che graffia e, a tratti, sconvolge il lettore….». Sandra Petrignani "Succede Oggi" (4-07-2013) http://www.succedeoggi.it/2013/07/la-web-justine/
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“Il sesso ai tempi di Internet. Nella versione 2.0, un termine utilizzato per rappresentare l’evoluzione della rete che permette un elevato livello di interazione tra il sito web e l’utente con i blog, i forum, i social network.
Modalità e spazi che la protagonista di ”Justine 2.0 Il cuore è soltanto un muscolo” di Elena Bibolotti edito da Ink, impara a conoscere e utilizzare molto bene per soddisfare il suo bisogno di amore e di denaro. Un romanzo erotico contemporaneo che si ispira al romanzo libertino del ‘700, con tutti gli ingredienti di narrativa e sadismo. Ma se il cuore è solamente un muscolo, allora a cosa serve l’amore?” Elisabetta Rossi "Italia Magazine" (21-06-2013) http://www.italiamagazineonline.it/archives/35148/justine-2-0-romanzo-erotico-femminile