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kLit: impressioni post evento - parte 2

Creato il 17 luglio 2012 da Sulromanzo

kLit: impressioni post evento - parte 2Dopo le prime impressioni, mi viene da pensare che in ogni lingua esistono aree friabili, anche un contatto leggero porta a sbriciolare il materiale, a equivocare una parola o un concetto. Chi ha studiato la lingua inglese conosce i fraintendimenti che possono crearsi fra sensitive e sensible, un esempio fra i tanti. La nostra lingua italiana non ne è immune. A ciò si aggiunge un comportamento tipico italiano di sommare fraintendimenti ai già possibili fraintendimenti propri della lingua: un fraintendimento al quadrato culturale e sociale. Chi decide di dedicarsi alla cultura sa a priori che dovrà, in Italia, farsi carico di tale esponente, che è quasi sempre due, mai uno, mai soltanto un fraintendimento linguistico. Pensate al campo politico, nel nostro paese quante volte è adottata la linea dell’incomprensione, del compreso male, del fraintendimento?

Primo punto. Tenetelo a mente.

Il secondo. C’è un’idea, si decide di coinvolgere alcune persone, nasce il progetto kLit. I primi contatti – necessari – si dirigono verso le istituzioni: comune, provincia e regione. Thiene ha circa 20.000 abitanti, in altre parti d’Italia sarebbe definito un paese, qui, nel vicentino, si definisce cittadina, tutto è relativo (fraintendimento?). Thiene, che sia un paese o una cittadina, è lontano da tutto, anche se chi ci vive pensa spesso di essere al centro, in ordine sparso, dell’economia, della civiltà, dell’Italia che conta, della moda, dell’etica pubblica. Non è facile tornare nella propria terra dopo una decina di anni e notare che tale assunto interiore si è sviluppato ulteriormente, guai a metterlo in discussione, qui, secondo molti, c’è la gente che si comporta bene, qui, secondo molti, c’è la vera economia e non quella corrotta, come per la politica, qui, secondo molti, esistono alcuni degli aspetti migliori della penisola. Liquidare la questione come provincialismo, comune in tutte le province italiane? Uhm.

Per ragioni storiche, in particolare politiche, la terra vicentina si è sentita sempre inferiore e non considerata con serietà: la cultura è a Padova o Verona, la politica è a Venezia, Vicenza invece, come Treviso, non potendo uguagliare le altre città, è diventata operosa nel lavoro, tanti conoscono i numeri della piccola e media impresa del vicentino, numeri da fare impallidire fino a pochi anni fa la Grecia o il Portogallo. Poi, con la crisi economica che incalza, qualcosa di nuovo è accaduto: il baricentro dell’operosità nel lavoro ha iniziato a mostrare i primi solchi di incertezza, le vacche grasse galoppanti dell’economia, guardandosi allo specchio, si sono viste magre. Di una cosa sono sempre stato certo della mia terra: togli alle persone la sicurezza del lavoro, la quotidianità tranquilla del lavoro, e salta tutto, più che in altre aree del paese, perché per alcuni decenni il lavoro è stato il miele interiore della popolazione vicentina, tutto funzionale al lavoro e, in qualche modo, l’unico motivo di rivalsa verso le altre città venete: il giardino perfetto davanti a casa (leggete Tristissimi giardini di Vitaliano Trevisan) o l’auto sempre pulita sono conseguenze di uno stile di vita, non cause.

Quindi, immaginate nell’ordine:

a)   Organizzare un evento culturale in Veneto.

b)   Farlo a Thiene.

c)   Farlo durante la crisi economica.

d)   Farlo con tanta buona volontà e pochi mezzi.

Per un vicentino medio, e con medio intendo la maggior parte dei vicentini, è una scelta scellerata, da prendere in considerazione come se un astrologo spiegasse l’universo a Margherita Hack.

Riprendete il punto uno e il punto due. Provate a capire che cosa significasse per noi organizzatori parlare di Klit con le istituzioni, ma non solo con le istituzioni, altresì con le associazioni di categoria (per esempio qui a Thiene l’Associazione Commercianti gestisce una parte del potere non indifferente e non azzardo teorie da complotto se affermo che o ci si tiene in buona confidenza tale associazione od ogni cosa diventa più complicata). Il caso vuole che il vicesindaco attuale (giunta comunale insediata da poco, dopo una quindicina d’anni di Lega Nord) sia molto vicino all’Associazione Commercianti locale, per motivi alla luce del sole, nulla di segreto per i cittadini. Ora, andate nel sito di riferimento, provate a cercare kLit. Che strano. C’è un evento culturale nuovo, arrivano di sicuro più persone rispetto all’assenza del festival, ci sono i saldi del 7 luglio, negozi che lavorano di più, bar che lavorano di più, eppure l’associazione di riferimento di Thiene non menziona minimamente l’evento nel proprio sito. Viene da dire strano, concordate con me? O un fraintendimento?

Lo chiarisco subito, non è per polemizzare, ma possiamo riconoscere con genuina tranquillità che è strano. kLit voleva essere non solo cultura, anche economia e turismo, non penso sia difficile da comprendere. Eppure tante stranezze. Non è l’unica.

Cito casi concreti per contestualizzare la progettazione di kLit, per capire, per andare oltre le chiacchiere, per denudare un evento che forse non è stato compreso appieno da Thiene, non tanto nei contenuti (perché i blog letterari rappresentano una nicchia della rete), quanto negli intenti.

A presto, con altre questioni interessanti.

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