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L’allieva di Alessia Gazzola

Creato il 09 maggio 2011 da Nasreen @SognandoLeggend

L’allieva di Alessia GazzolaAlessia Gazzola;

Alessia Gazzola è nata a Messina nel 1982. Medico chirurgo, dal 2007 si sta specializzando in Medicina legale. Ha scritto il suo primo racconto all’età di cinque anni e da quel momento non ha più smesso di scrivere, ma L’allieva è il primo suo romanzo a essere letto da qualcuno che non sia la madre. Vive e lavora a Messina con il marito e un numero imprecisato di cani.

Sito del libro: http://www.allieva.it/index.html

 

L’allieva di Alessia Gazzola
Titolo:L’allieva (isbn: 9788830429970)
Autore: Alessia Gazzola
Serie: #
Edito da: Longanesi
Prezzo: 18,60€
Genere: Giallo, Medical Thriller
Pagine: 378 p.
Voto:
L’allieva di Alessia Gazzola

L’allieva di Alessia Gazzola
L’allieva di Alessia Gazzola
L’allieva di Alessia Gazzola

Trama: Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po’ distratta, spesso sbadata. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l’istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario delle umiliazioni. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere. Alice resiste a tutto, incoraggiata dall’affetto delle amiche, dalla carica vitale della sua coinquilina giapponese, Yukino, e dal rapporto di stima, spesso non ricambiata, che la lega a Claudio, suo collega e superiore (e forse qualcosa in più). Fino all’omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena del crimine è routine, un omicidio è parte del lavoro quotidiano. Ma non questa volta.
Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, la testa circondata da un’aureola di sangue, capisce che quello non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima.

 

E quant’è vero che mi chiamo Alice Allevi, che sono sempre distratta e che mi piace Johnny Depp, io non ripeterò l’anno. Dovessi vendere l’anima al Diavolo, non diventerò la leggenda dell’istituto.
Forse finora ho sbagliato tutto ma ho la possibilità di recuperare.
Alice, puoi farcela. Alice, puoi farecela. Alice, puoi farcela. Alice, puoi farcela.
E’ come una sorta di training autogeno che mi propino stamattina e che mi deconcentra più del solito, tant’è che mentre scendo dalla metro rischio di inciampare e fare la fine di Anna Karenina.

Recensione:

Gazzola è al suo esordio ma a me pare di conoscerla già da tantissimo tempo, fin dalle prime pagine mi è sembrato di essere una sua fedele lettrice, alle prese col suo ennesimo libro. Questa sensazione mi ha fatto domandare immediatamente: è preoccupante o rilassante, che riconosca una scrittrice senza averla mai letta? Risposta giusta non c’è: a volte le sensazioni che ci comunicano i libri non hanno tante spiegazioni, l’unico risultato ottenuto è stato quello di non riuscire a inquadrare quella lettura e ad apprezzarla a pieno.

L’allieva di Alessia Gazzola

L’impatto, però, col romanzo L’allieva è positivo: un formato gradevole, anche se voluminoso, ha fin da subito conquistato il mio consenso, così come la copertina, che inizialmente ritenevo impersonale, l’ho trovata poi efficace e piacevole per il suo equilibrio tra il serio e il frivolo, per finire la frase che già preannuncia un contenuto tutto da ridere “E’ giovane. E’ brava. Non regge bene le autopsie. Ma ha tutta la morte davanti“. Ecco, la conquista iniziale è riuscita! E continua a conquistarmi anche per un bel pezzo: la protagonista, Alice Allevi (un nome che mi è subito risultato simpatico) è uno spasso. L’hanno definita un incrocio tra Bridget Jones e Kay Scarpetta, io la considero una di quelle amiche mattacchione che quasi tutti abbiamo, che quando parla (e ahimé anche quando pensa!) sa dondolarsi perfettamente tra l’ironia e il sarcasmo… Stare in sua compagnia è uno spasso, non si può far a meno di divertirsi con lei, ma quando c’è da essere seri… bè, la sua dote non è per niente d’aiuto. Alice è distratta, maldestra, incapace, sembra non avere abbastanza talento, insomma risulta una mediocre. E quella mediocrità è ribadita per quasi tutte le 369 pagine del romanzo: colleziona un fallimento dopo l’altro e difficilmente le viene detta una parola di sostegno. (Se poi si innamora, potrebbe andare anche peggio…).

L’allieva di Alessia Gazzola

Ok, tutto questo è Alice, ma dov’è il (medical) thriller? Dov’è la Kay Scarpetta degli italiani? Appunto, bella domanda. L’intento del thriller c’è: c’è la morta, ci sono gli esami e le indagini, ci sono i sospettati… ma questo aspetto del romanzo non regge. Sembra che il thriller sia la spalla di Alice in un duetto comico, le fornisce l’occasione per dare il meglio e il peggio di sé. Purtroppo però non crea nessuna suspence, non incolla il lettore alle pagine, perché il lettore è lì solo per assistere alle ultime trovate della protagonista, non certo per scoprire chi ha ucciso chi, e come dove quando e perché.

Tre stelline a questa storia, perché ci ha fatto ridere, o almeno sorridere, perché Alice ci ha fatto pensare alla nostra vecchia amica mattacchiona, e perché come romanzo d’esordio è discreto. L’aspetto medical thriller non si becca manco una stellina, per quello c’è bisogno di maggiore lavoro.

 


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