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L’eterna violenza (ed attualità) di Dogville

Creato il 18 luglio 2015 da Retrò Online Magazine @retr_online

"Questa città è marcia, fino all'osso". E' l'impietoso giudizio di Chuck, uno degli abitanti di Dogville, fittizia cittadina dell'omonima opera di Lars Von Trier, mai come oggi straordinariamente attuale e, a tratti, scomoda e fastidiosa. Uno scenario inusuale, a cavallo tra cinema, letteratura e teatro, nel quale gli attori sono i veri protagonisti di un ambientazione scarna e fittizia. La grande crisi del '29 ed il racconto dell' America degli anni trenta: questo lo sfondo, dove il ruolo centrale è ricoperto dal concetto di accoglienza dinanzi alla novità. Quella che molto spesso viene definita diversa, o come dire, straniera. A Dogville non succede praticamente nulla prima del rumore di alcuni spari accompagnati dalla richiesta di aiuto della protagonista, Grace ( Nicole Kidman). Se ne discute nella "casa della missione", dove i cittadini prende tutte le decisioni più importanti. Quali siano poi, in un paese con diciannove abitanti ed un cane, Mosè, è legittimo domandarselo.

L'arrivo di Grace è un'assoluta novità. La ragazza sta scappando, presumibilmente da una banda di gangster e si rivolge a Tom, portavoce della comunità e scrittore in crisi di identità. Grace è terribilmente spaventata. Racconta di non avere un padre e di essere in pericolo. Dogville aiuterà Grace? La comunità seguirà il proprio leader? Si decide per un compromesso: ospitalità e protezione in cambio di aiuti e servigi. Tutto sembra funzionare , ma la tranquillità viene presto turbata dai "tutori dell'ordine". La polizia sta cercando Grace: pare che la ragazza sia responsabile di svariati crimini. Il dubbio e la diffidenza cominciano così a minare il rapporto tra Grace e la comunità. Proprio qui iniziano a subentrare sentimenti diffidenti verso il diverso, lo straniero. Chi è lì da più tempo chiede riconoscenza, rispetto e un trattamento diverso dagli ultimi arrivati.

Grace non appartiene a Dogville e non può prendere scorciatoie. Deve allungare il proprio percorso, chiedere permesso, dire sempre grazie e saper sempre lodare la bontà, perché nulla può essere regalato e necessita di una buona carta di scambio tra le mani. La critica di Von Trier è straordinariamente viva. Sulla pelle e sull'atteggiamento di Dogville. Sui pregiudizi e i sospetti circa la provenienza della ragazza. Qui l'opera comincia ad esplodere, raggiungendo il proprio apice comunicativo. La sopraffazione e il concetto di dominio sul debole (la donna) e sul diverso (lo straniero) prendono il sopravvento sotto ogni aspetto, da quello morale a quello sessuale. Grace porta in città lo spirito del "non c'è nulla di cui vergognarsi" e viene accusata di ogni tipo di perversione.

Colpa più grande è poi quella di Tom, inerte dinanzi agli avvenimenti e diviso dalla scelta di sposare la comunità o discostarsi da essa per proteggere la donna che ritiene di amare. E' forse la paura di essere umano?, chiede Grace a Tom in uno dei passi più significativi. Comincia così una questione morale che lo spingerà a riflettere sul rapporto con la donna, sulla inaudita crudeltà di Dogville e sul bigliettino del gangster, ricevuto prima dell'arrivo di Grace a Dogville come rifugiata.

La scelta finale di Tom, a vantaggio di una comunità dall'animo repellente e ripugnante, è il preludio al colpo di scena: Grace ha un padre. E' lui il capo dei gangster dai quali la giovane stava scappando. Dalla criminalità, dai propri "doveri di famiglia". Grace torna a casa e vuole vendicarsi. Vuole vendicarsi delle vessazioni (di ogni genere) subite, di una comunità che l'ha schiavizzata, per mettere a tacere le proprie gravi inadeguatezze personali e morali. La banda di suo padre rade al suolo Dogville. Non ne resta più nulla (tranne il cane Mosè) e a Grace il compito di occuparsi "personalmente" di Tom.

La vendetta è servita: Grace può tornare ai suoi doveri di figlia. Non c'è tempo per analizzarne le ragioni, perché non resta altro che "guardare avanti ". La giovane ha provato a scappare dalla violenza, a cambiare vita; ma si è scontrata contro la paura del diverso, l'intolleranza, il dogmatismo che, inevitabilmente, generano rabbia e altra violenza.

L’eterna violenza attualità) Dogville

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