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L’inglese nei fumetti originali Marvel – terza puntata: Wolverine, Spidey, Silver Surfer

Creato il 27 gennaio 2012 da Lospaziobianco.it @lospaziobianco

Abbiamo parlato negli articoli precedenti dell’inglese della Cosa e di quello di Thor, molto elastico e colloquiale, ricco di espressioni idiomatiche quello del primo, solenne ed elegante quello del secondo.
In questo terzo ed ultimo articolo (per ora), daremo uno sguardo veloce ad altre espressioni interessanti dal punto di vista linguistico.

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L’inglese che viene fuori nell’incontro di  Wolverine e Spiderman, qui di fronte uno all’altro a denti stretti, è molto simile. E’ chiaramente un americano veloce, sbrigativo, con quelle tipiche caratteristiche della pronuncia d’oltreoceano.
La corretta frase “I could have”, “avrei potuto”, viene resa, per far comprendere l’accento di chi la pronuncia, “I coulda”. Spidey (si pronuncia “spaidi”) chiama Wolvie “shorty”, “nanetto”, “tappo”; vale la pena citarlo. “Oughta” in bocca a Spiderman corrisponde alla forma corretta “ought to”, in italiano “dovrebbe”.
L’espressione di Spiderman mentre si allontana è molto bella ed idiomatica della lingua inglese: “I am outta here”, cioè “vado via”, letteralmente: “sono fuori da qui”; in inglese corretto avrebbe dovuto scriversi “I am out of here”. Ma grazie alla magia dello spelling anglo-americano, l’autore riesce a illustrare anche l’accento del personaggio che parla.

Dulcis in fundo. Lascio per ultimo il mio eroe preferito.
Nel 1968 Stan Lee fece un tentativo che, a mio avviso, era secondo nel mondo dei comics solo alla creazione dei Fantastici Quattro avvenuta 7 anni prima.
Silver Surfer compare per la prima volta su Fantastic Four. Dobbiamo quindi a Jack Kirby la sua realizzazione grafica, come per gran parte dell’universo Marvel.

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Come già si nota nell’espressione del Surfer, il dialogo diventa intenso quando il Surfer parla. Lo fa in maniera solenne.
L’inglese di Norrin Radd è moderno, ma molto elegante; è un inglese colto, senza scorciatoie.  “Cannot” non è abbreviato col comunissimo “can’t”. “Do not” non è abbreviato in “don’t”. La costruzione: “Are all earthlings thus afflicted?” tradisce una padronanza assoluta della lingua come della propria forza interiore.

L’inglese nei fumetti originali Marvel – terza puntata: Wolverine, Spidey, Silver Surfer> LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" height="271" width="289" alt="L’inglese nei fumetti originali Marvel terza puntata: Wolverine, Spidey, Silver Surfer >> LoSpazioBianco" class="alignright size-full wp-image-43378" />Nella serie regolare che ne seguì nel 1968, Lee fu affiancato da un grande John Buscema, che seppe aggiungere alla dignità del viso del Surfer che Kirby gli aveva già dato, anche la profonda sofferenza di un animo nobile e puro davanti ad una perversa e folle umanità. La parabola evidente di Lee era troppo per il mondo del fumetto di allora e la serie non conobbe particolare fortuna.
Chiuse i battenti con il n.18, dopo, comunque, un vistoso declino qualitativo.

Con questo articolo si conclude questo sguardo alle caratteristiche della lingua originale dei nostri eroi preferiti.
Spero di essere stato di aiuto a quanti si sono trovati davanti a frasi o espressioni  che neanche un vocabolario riusciva a spiegare.
Spero anche di avere stimolato qualcuno a non limitarsi alla sola lettura dei fumetti italiani, ma anche a quelli originali che offrono tante sfaccettature purtroppo invisibili nelle nostre versioni in italiano.


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