FLAVIA PENNETTA A TORINO TRA I RAGAZZI DEL KINDER
E’ stata, quella di oggi alla Stampa Sporting, per il Valmora Day, un’autentica festa di sport e di tennis. Da una parte Flavia Pennetta, prima tennista azzurra ad essere entrata nella top ten (agosto 2009) dall’altra i protagonisti del Trofeo Tennis Kinder+Sport. Prima alcune finali poi tutti in campo a scambiare colpi e sorrisi con la brindisina, reduce dal veloce di Miami. Una Pennetta disponibile che ha firmato autografi senza lesinare consigli ai più piccoli e poi ha ricordato quando aveva la stessa età, 9-12 anni: <<Mi ricordo che nel torneo di casa, a Brindisi, un 25.000 $ femminile, chiedevo a tutte le campionesse di allora di farmi tirare due palle. Ero una vera rompiscatole. Oggi è bello sentirsi un modello per questi ragazzi che affrontano con tanto entusiasmo le esperienze che questo sport propone. Uniche. Sono giornate che fanno bene a loro ma anche a noi professionisti>>.
Obiettivo stagionale?: <<Sono molti e tutti importanti. Il più immediato è far bene in Fed Cup, nella semifinale che tra poco ci vedrà protagoniste. Poi i grandi tornei, da Roma a Wimbledon. E ancora le Olimpiadi dove si rincorrerà la medaglia. Come non pensare poi alla lunga estate americana. Se da un lato il calendario così fitto è molto impegnativo, dall’altro permette a ognuna di noi di riscattarsi subito da eventuali sconfitte>>.
Ritieni che l’attuale classifica mondiale femminile sia veritiera?: <<Assolutamente. Chi fa meglio prende punti e sale. E’ terribile perché non ti puoi permettere distrazioni. Appena ti rilassi scendi>>. Come vedi oggi la top ten?: <<Lontana – ha risposto con un sorriso – ma meglio di chi sta dietro di me>>. A Miami hai perso contro la giovane iberica Muguruza Blanco, te lo aspettavi?: <<Lei ha giocato bene e quasi ad occhi chiusi. E’ potente e fresca. La conosco e ha un ottimo potenziale…una giocatrice da tenere d’occhio>>. I tuoi impegni più vicini?: <<La prossima settimana sarò a Barcellona, poi la Fed Cup>>. Stai ancora lavorando sul tuo gioco?: <<Tutte noi lavoriamo cercando di migliorarlo ma i tempi sono lunghi. Ciò che provi in allenamento deve essere metabolizzato e tradotto in fatti durante i match. Non sempre è facile ma non bisogna mai fermarsi>>.
di Roberto Bertellino
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