L’oncosoppressore

Creato il 20 maggio 2014 da Simone D'Angelo @SimonDangel

La melatonina riduce significativamente la crescita del tumore prostatico

La melatonina, ormone prodotto dalla ghiandola pineale, se assunta in dosi tollerabili dall’organismo è in grado di ridurre significativamente la crescita del tumore prostatico. Lo dimostra uno studio condotto da Rita Paroni, Michele Samaja e Franco Fraschini, della Statale di Milano, in collaborazione con le università di Brescia e di San Antonio, Texas.

Attraverso esperimenti di laboratorio i ricercatori hanno evidenziato che la dose di melatonina necessaria per esercitare l’effetto oncosoppressore è molto più bassa di quella utilizzata nelle colture cellulari e, anche se superiore a quella normalmente utilizzata per i disturbi da jet lag, perfettamente tollerabile dall’organismo e senza effetti collaterali.

La melatonina viene captata selettivamente dal tessuto tumorale e accumulata al suo interno. Il meccanismo di azione della molecola si è rivelato molto più complesso e ampio di quello ipotizzato nelle colture cellulari. Identificati almeno due bersagli specifici della melatonina: la protezione dallo stress ossidativo e il controllo dell’angiogenesi, ovvero della formazione della rete nutritiva di capillari all’interno del tessuto tumorale.

Questi studi puntano allo sviluppo di nuove tecnologie non invasive per la somministrazione di questa molecola e all’identificazione di biomarcatori specifici che permetteranno di applicare clinicamente il trattamento con melatonina.

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