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L'utopia

Da Marisnew

oggi ho riletto di Eli (la mia adorata nipotina virtuale) sul libro di Don Andrea Gallo, "Il Vangelo di un utopista".

Mi aveva già colpito moltissimo giorni fa, ad una prima lettura, ma adesso ho riflettuto ancora più a fondo e ho ammirato ancora di più una citazione che Eli fa da questo libro e che secondo me è talmente bella, saggia, positivamente sconcertante e profondamente VERA...da commentarsi da sola.

Te la riporto fedelmente perchè desidero condividerla con te e con chi passa di qui:

<< Mio fratello mi diceva che ero un utopista. Eppure era una persona saggia! L'utopia, nella concezione generale, indica qualcosa che non si potrà mai raggiungere, non si potrà mai realizzare. Ma lo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano ce ne spiega il senso: Lei è all'orizzonte. [...] Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare. L'utopia è questo: quando sei convinto che a trecento metri ci sia quello che vuoi raggiungere, li percorri e ti rendi conto che l'utopia è trecento metri più in là, e così via. Per questo ti dici:"Allora è veramente irrealizzabile". Invece no, perché c'è un aspetto positivo: che si sta camminando, e quindi l'utopia si realizza strada facendo.>> (estratto dal Terzo Vangelo: l'utopia)

Fa restare senza parole, vero?

Dovremmo tenere tutti ben a mente questa considerazione, che può esserci di stimolo e di sostegno durante il cammino della vita.


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