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La banda dei furbetti - Corruzione, a Parma 5 persone arrestate

Creato il 28 giugno 2013 da Bernardrieux @pierrebarilli1
La banda dei furbetti -  Corruzione, a Parma 5 persone arrestate "Stolen tax" è il nome dell'ultima operazion delle Fiamme Gialle di Parma che ha portato a cinque arresti per corruzione. Nuovo colpo dopo Public MoneyGreen Money e le altre inchieste che hanno travolto la città ducale.
GLI ARRESTATI - Tutti gli arrestati sono ai domiciliari. Uno di questi è l'avvocato Alberto Pangrazi Liberati, che negli ultimi anni ha fatto parte del consiglio d'amministrazione della più grossa società partecipata del Comune di Parma, Stt, dove era braccio destro dell'ex presidente Massimo Varazzani. Pangrazi Liberati era stato nominato anche alla guida di un'altra partecipata, la Spip, dopo l'addio di Franco Calzolari.
Le altre persone in manette sono: Patrizia Fazio, falsa commercialista, Mario Ferrante, dipendente dell'Agenzia delle entrate, Pio Pirozzi, ufficiale addetto alla riscossione per Equitalia, e il faccendiere reggiano Luigi Tronci. Obbligo di firma per altri due imprenditori.
La Procura per Ferrante e Pirozzi aveva chiesto la custodia cautelare 

in carcere, ma il giudice per le indagini preliminari Maria Cristina Sarli ha concesso solo i domiciliari.
L'INCHIESTA - Le accuse sono concussione, tentata concussione, corruzione, falso ideologico, falso in atto pubblico per soppressione, peculato, truffa, esercizio abusivo di professione. 
"Siamo qui ancora una volta per parlare di arresti per i reati contro l'amministrazione pubblica  -  ha dichiarato il procuratore capo Gerardo Laguardia in apertura della conferenza stampa - non si potrà dire che in questi anni la Procura di Parma non si è data da fare per combattere la corruzione e la consussione, che tra l'altro io considero tra i reati più gravi, anche per gli effetti economici che hanno. Tanto più quando, come in questo caso, è commessa da un funzionario dell'Agenzia delle entrate e da un ufficiale incaricato della riscossione dei tributi. Questa indagine è stata possibile grazie alla collaborazione di un cittadino, che è sempre molto importante, altrimenti sarebbe molto difficile far emergere casi come questi".
Le indagini - hanno spiegato Laguardia, il comandante della Finanza Guido Maria Geremia e il comandante della Polizia tributaria Luca Albanese - sono state coordinate dal sostituto procuratore Paola Dal Monte, ed effettuate tramite intercettazioni, pedinamenti e controlli tributari. 
Sono partite un anno fa, a seguito della denuncia di un cittadino, vittima di un tentativo di concussione da parte di Ferrante, funzionario dell'Agenzia delle entrate.
IL PRIMO SODALIZIO - Per gli inquirenti Ferrante aveva un accordo con Fazio, esperta in materia tributaria ma non iscritta all'ordine dei commercialisti, e l'avvocato Pangrazi Liberati. Secondo la ricostruzione della Procura, chiunque di loro intercettasse un cittadino che doveva soldi al fisco proponeva il pagamento di una somma di denaro - e a volte addirittura la richiesta di capi d'abbigliamento - per ridurre o annullare gli importi delle tasse non pagate. La somma della mazzetta dipendeva dalla cifra che veniva sgravata grazie all'accesso informatico di Ferrante all'Agenzia delle entrate, che, in accordo con i due professionisti, redigeva ricorsi e atti difensivi nell'ambito dei contenziosi.
Lo stesso funzionario inoltrava a Equitalia falsi provvedimenti di sgravio attestando l'insussistenza di crediti erariali o l'esistenza di debiti erariali al fine di permettere a contribuenti vari, per lo più clienti dei professionisti compiacenti, di non corrispondere all'erario le somme dovute. 
Non sono state forniti dati precisi, ma si parla di bustarelle che andavano dai 20mila ai 60mila euro. Risultano decine di persone concusse, ma due imprenditori sono stati ritenuti corrotti e per loro è scattata la misura cautelare dell'obbligo di firma.
IL SECONDO SODALIZIO - Le indagini si sono spinte fino alla fase successiva, quella in cui entra in gioco Equitalia, quando sono già scattati provvedimenti di pignoramento per riscuotere le tasse non pagate.
Secondo l'accusa, Pirozzi e Tronci si adoperavano a cercare imprenditori destinatari di cartelle esattoriali a cui, sempre in cambio di mazzette, offrivano - sostiene la Procura - "un pacchetto chiavi in mano", fornendo loro dei prestanome per trasferire le aziende all'estero (ad esempio in Lettonia). In questo modo il titolare della ditta non era più responsabile dei debiti. Il danno erariale non è stato ancora quantificato ma la cifra ammonta a centinaia di migliaia di euro.
Questo secondo sodalizio a Equitalia non ha legami con il primo, l'unico filo conduttore è la Fazio, conosciuta da Pirozzi e Tronci.
DENUNCIATO UN MARESCIALLO - Nel corso delle indagini è stato denunciato un maresciallo dei carabinieri di Parma, di cui non è stato diffuso il nome. Il militare era incaricato di indagare sulle intercettazione della Fazio, di cui era amico, e nel redigere l'informativa alla Procura è stato ritenuto colpevole di falso ideologico per aver accusato di reato una persona diversa.

IL COMMENTO DEL PD
 - Massimo Iotti, consigliere comunale del Pd di Parma, commenta l'operazione della guardia di finanza che coinvolge ancora Stt, con l'arresto dell'avvocato Pangrazi Liberati: "Non si esce dal tunnel, la situazione di allarme non finisce e l'attenzione sulla partecipata rimane molto alta. Abbiamo sempre espresso molti dubbi sulla gestione Varazzani della società partecipata, e oggi ci ritroviamo con nuovi arresti, che producono ancora danno sulla città. Chiediamo che sia fatta chiarezza. Purtroppo constatiamo che la situazione del passato è ancora opaca". 
Iotti che presiede anche la commissione d'indagine amministrativa, voluta dal consiglio comunale dopo l'inchiesta Public Money, assicura che i lavori procedono: "Stiamo esaminando proprio la gestione, gli affidamenti, gli incarichi. Ma per quanto riguarda la holding bisogna notare che molto materiale è in mano alla finanza e alla Procura. Di sicuro l'ottimismo su Stt è fuoriluogo"
IL COMMENTO DI EQUITALIA - "In relazione agli arresti eseguiti questa mattina dalla Guardia di Finanza di Parma - si legge in un comunicato - Equitalia Centro ha già avviato le misure disciplinari  previste dal contratto nei confronti del proprio dipendente coinvolto nella vicenda. 
    Equitalia è certa che sarà fatta piena luce sulla vicenda e, a tal fine, rimarrà a disposizione degli inquirenti. Adotterà nei confronti del dipendente sottoposto a misura cautelare le iniziative più opportune a propria tutela".
IL COMMENTO DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE - "Era stato già licenziato lo scorso gennaio l'ex dipendente dell'Agenzia delle Entrate dell'Emilia Romagna arrestato oggi. Il licenziamento senza preavviso era stato disposto a inizio anno, dopo le segnalazioni da parte della Direzione provinciale di Parma", scrive l'Agenzia delle entrate.
  "In questo momento - commenta il Direttore regionale dell'Emilia Romagna - la priorità è tutelare la serenità dei nostri funzionari che operano ogni giorno con onestà e impegno".
L'Agenzia delle Entrate "condanna con risolutezza qualsiasi comportamento disonesto e da anni orienta i propri sistemi di controllo interno nell'individuazione e prevenzione di ogni possibile abuso con particolare riferimento ai potenziali comportamenti fraudolenti".
(da Parma la Repubblica.it)
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