Magazine Cultura

La città degli altri

Creato il 23 novembre 2010 da Fededragogna

La città degli altri.
Abbiamo mangiato per terra – la panna acida e il cibo dei russi come se fuori facesse spaventosamente freddo.
Nessuno – nel dubbio che non fosse poi così freddo – è uscito.
Mi sveglio e trovo la cucina affranta e il sole che taglia i vetri e acceca gli schermi. Quando a Milano il sole torna dopo tanto tempo, lo tratti come un padre che non c’è mai: gli fai le feste quando lo vedi aprire la porta e cercare un posto dove appoggiare i sacchetti coi regali, ma dentro covi un risentimento speciale – e giuri che, al momento giusto, non dimenticherai i giorni passati ad aspettarlo.
Per ora, mettiamoci da parte e lasciamo che qualcosa splenda.
Può darsi che, ubriacato dalla luce, ti ritrovi a pensare che la città sia effettivamente tua.
Che i marciapiedi, i parchi, l’ufficio dell’anagrafe, gli spartitraffico, i cortili delle case, le piscine e le piste di terra rossa, le chiese e i ponti, ti riguardino – che le facce che ammiccano e promettono sui cartelloni dicano il vero.
Dimentichi che ti è permesso solamente transitare per feritoie tra i palazzi, schivando carrozzerie e merde e trappole per ciclisti, dimentichi che nessuno di quei palazzi è tuo, e che non conosci nessuno che abbia un palazzo, dimentichi che i parchi - che ora la rugiada fa sembrare commossi - chiudono come un qualsiasi centro commerciale, e si lasciano giusto attraversare e sdraiare.
Esco da casa mia e me la lascio alle spalle pensando che quella non è casa mia, è un palazzo grigio in mano a una famiglia grigia che ne controlla decine d’altri e che mi chiede soldi ogni mese per lasciarmi stare là dentro quando arriva la notte.
E guardandomi intorno vedo solo palazzi grigi in mano a banche, società d’assicurazione e poche altre famiglie che si conoscono solo tra loro.
Quelle che conosco io lottano una vita per avere qualche metro quadrato di piastrelle dentro a quei palazzi, e cercano di restare unite mentre per generazioni e generazioni versano sangue a strozzini senza volto.
La città, in definitiva, non è di tutti.
E di certo non è nostra (chiunque noi siamo).
C’è il sole, d’accordo, e oggi ti farò un sorriso grande così quando ti incontrerò.
Ma ricordati che se un giorno farò qualcosa che non capirai, sarà perché non riuscivo più a visitare in silenzio il mondo degli altri.


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

  • La neve

    neve

    Nevica, aspettando che si abbatta la tempesta WikiLeaks. Osservò assonnato i fiocchi, argentei e scuri, cadere obliquamente contro il lampione. Era tempo per lu... Leggere il seguito

    Da  Bourbaki
    CULTURA, SOCIETÀ
  • La tovaglia

    tovaglia

    Le dicevano: - Bambina! che tu non lasci mai stesa, dalla sera alla mattina, ma porta dove l'hai presa, la tovaglia bianca, appena ch'è terminata la cena!... Leggere il seguito

    Da  Antonio
    CULTURA, SOCIETÀ
  • La pastura

    pastura

    Da un po’ di giorni non faccio altro che leggere articoli sul cosiddetto “ritorno alla realtà” della narrativa italiana contemporanea. Leggere il seguito

    Da  Andreapomella
    CULTURA, SOCIETÀ
  • La realtà

    realtà

    La copertina del time è forte.Ma è il racconto di una realtà.Il racconto di una donna trattata come schiava e dove il marito e il cognato le hanno affettato nas... Leggere il seguito

    Da  Cielosopramilano
    CULTURA, SOCIETÀ
  • La caciotta

    caciotta

    di Gianpiero Caldarella (l’articolo è già apparso qui) Sono belli i pastori. Hanno volti che sembrano resistere al tempo da secoli. Ricordano un passato che... Leggere il seguito

    Da  Pupidizuccaro
    CULTURA, SOCIETÀ
  • La ragazza con la pistola

    ragazza pistola

    1968, Mario Monicelli.Vincenzo Macaluso non voleva a quella sicca sicca, voleva quella chiù chiatta, ma chilli fitusi di picciotti sbagliarono il ratto, 'sta... Leggere il seguito

    Da  Robydick
    CINEMA, CULTURA
  • La palla

    palla

    La palla rotolada oriente ad occidenterincorsa da piedidi bimbi giocosiche ridono dietro di lei. Chi l'ha inventatasi sarà ispiratoal mondo. Leggi tutto... Leggere il seguito

    Da  Fiaba
    CULTURA, LETTERATURA PER RAGAZZI, LIBRI

Dossier Paperblog

Magazines