Lo scorso 20 aprile, le autorità thailandesi hanno disposto l’arresto a fini estradizionali di Palazzolo, accogliendo la richiesta italiana. Il Ministero della Giustizia ha trasmesso, quindi, all’Ambasciata a Bangkok la domanda di estradizione per l’inoltro a quelle autorità. Il 9 luglio si è svolta a Bangkok la prima udienza del processo di estradizione. Lo stesso 9 luglio, l’Ambasciata italiana ha trasmesso alle autorità thailandesi la richiesta di rogatoria della Procura della Repubblica di Palermo, volta ad ottenere l’interrogatorio a Bangkok di Palazzolo da parte dei pm Ingroia e Paci. Il 10 ottobre il ministero thailandese ha comunicato all’Ambasciata il riscontro positivo a tale istanza. Il 23 luglio è giunta alla Farnesina la lettera con la quale il ministro degli Esteri thailandese ha risposto alla missiva indirizzatagli dal ministro Giulio Terzi il 5 aprile 2012 e nella quale confermava che la richiesta italiana di estradizione sarebbe stata esaminata con la massima attenzione, alla luce delle eccellenti relazioni bilaterali ed in spirito di grande collaborazione con le autorità italiane. Continua è stata l’azione di sensibilizzazione condotta dalla Farnesina e dall’Ambasciata. “Palazzolo non ha intenzione di fare ricorso, si configura probabilmente un rientro volontario in Italia. Non è ancora sicuro al 100%, ma stiamo parlando con il governo e con i magistrati italiani. Il mio cliente vuole parlare con i pm per chiarire buona parte della sua tortura giudiziaria”. Lo ha detto Baldassare Lauria, avvocato finanziere Vito Roberto Palazzolo, per il quale la corte thailandese ha ordinato l’estradizione in Italia.
“Palazzolo vuole chiarire con i pm di Palermo le sue vicende processuali – ha spiegato – legate al periodo in cui era banchiere in Svizzera. E’ chiaro che lui potrebbe fare luce su molti misteri e sui suoi rapporti con istituzioni ed esponenti di vari enti italiani”. “Ci aspettavamo la decisione della corte – ha concluso – I giudizi su vicende internazionali sono molto impregnati di politica. Le regole sono poche e poco chiare”. Palazzolo ha 30 giorni per fare appello. Entro il 20 gennaio si dovrebbe quindi chiarire la sua posizione.