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La foresta

Creato il 17 maggio 2014 da Misterjamesford
La forestaAutore: Joe R. LansdaleOrigine: USAAnno: 2013Editore: Einaudi



La trama (con parole mie): Jack Parker e sua sorella Lula sono due adolescenti texani rimasti orfani dei genitori a seguito di un'epidemia di vaiolo. Quando, durante il viaggio in compagnia del nonno, i due ragazzi vengono aggrediti da una banda di rapinatori guidata da Cut Throat Bill, il vecchio Parker viene ucciso e Lula rapita. Jack, rimasto solo, decide di mettersi sulle tracce dei malviventi chiedendo aiuto all'imponente Eustace, becchino e cacciatore di taglie a tempo perso che si offre, dietro compenso, di dargli una mano. Al loro fianco si radunerà un gruppo di avventurieri alquanto singolare, composto dal nano dalla grande cultura, la mira infallibile e la lingua lunga Shorty, l'ex prostituta Jimmy Sue, lo sceriffo Winton, dal corpo e dal volto ricoperto di cicatrici da ustioni, l'inserviente Spot ed il maiale selvatico Hog.Nel corso della caccia ai rapinatori, tra i membri dell'improvvisata banda si instaurerà un rapporto destinato a durare nel tempo. Proiettili permettendo.
La foresta
Leggere Joe Lansdale è sempre un pò come tornare a casa.L'autore texano, da anni uno dei preferiti del vecchio Ford, nonostante, di fatto, non sfoggi la maestria di scrittura di Nesbo o Winslow e racconti storie tendenzialmente molto simili l'una all'altra, ha il grande dono di riuscire a convogliare una grande quantità di cuore nelle vicende che si preoccupa di portare sulla pagina, unendo a queste ultime un'ambientazione che, praticamente ad ogni romanzo, finisce per sposare l'idea della rappresentazione della mitologia fordiana della Frontiera.La foresta, ultima fatica del buon Joe tradotta in Italia, è giunta dalle mie parti come una boccata d'aria dopo l'impegno che è stato Skagboys, finendo al contrario per risultare più lenta del previsto almeno nella sua prima parte, interessante per quanto riguarda personaggi e setting eppure priva dell'ironia cui da queste parti siamo abituati grazie all'esaltante ciclo di avventure di Hap e Leonard, che spero davvero possa avere presto un nuovo capitolo: con lo scorrere delle pagine e l'avvicinarsi del momento clou della vicenda - il confronto tra Jack ed i suoi alleati e la banda di Cut Throat Bill - e l'epilogo - da sempre uno dei punti forti del vecchio Joe, e che il Cannibale definirebbe senza dubbio sentimentalfordiano -, però, il romanzo assume dimensioni decisamente più importanti, avvincendo e ricordando al lettore esempi di genere di spessore clamoroso come Elmore Leonard, senza risparmiare violenza, vita dura ed esperienze che segnano sulla pelle e nell'anima sulla scia più dei Dead man e de Gli spietati che non delle epopee classiche in pieno stile John Ford.
In questo senso, il concetto di road movie applicato al romanzo funziona alla grande nell'ottica di mostrare al lettore il passaggio tra due epoche, ed i cambiamenti che portarono il vecchio West dei cavalli e la Natura incontaminata ad entrare in contatto con le prime automobili, le foreste disboscate, i pozzi di petrolio: un passaggio che non tutti riusciranno a vivere come un passo avanti, e che finisce per divenire una sorta di scommessa anche per i protagonisti, pronti - chi più, chi meno - a viverla sulla pelle.
Interessante anche la scelta di raccontare sparatorie e confronti fisici nel modo più realistico possibile - e anche in questo caso, torna alla mente Gli spietati -, con morti assolutamente casuali e scontri a fuoco con più colpi a vuoto che a segno: del resto, il sangue freddo e la precisione non dovevano essere caratteristiche comuni in una società che prevedeva il possesso di armi praticamente a tutti i livelli e senza alcun controllo.
Tra i charachters spicca senz'altro la figura di Shorty, nano dalla mira infallibile e dalla cultura smisurata - specie se confrontata a quella dei suoi compagni di viaggio -, scontroso ed irascibile eppure pronto a difendere fino alla fine le persone al suo fianco: i momenti dedicati a lui - dal racconto del suo passato al circo alla grottesca sequenza del dialogo con il proprietario della segheria - sono i migliori ed i più insoliti del romanzo, che si inserisce alla perfezione nel mosaico tutto sangue e polvere tipico dell'autore.
Un titolo assolutamente fordiano e di pancia, che i fan di Joe adoreranno e che lascerà spiazzati tutti i non avvezzi alla materia: poco male, comunque.
Nel West, come nella vita, l'esperienza è fondamentale. E se questo dovesse costare qualche cicatrice, poco importa.
MrFord
"On your own with a bad boy smile 
mama, kickin' up dust around you 
on your own with a bad boy smile 
I'm living my life without you."
Backyard Babies - "Kickin' up dust" -

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