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La Francia dice no al prestito della Gioconda

Creato il 30 dicembre 2013 da Retrò Online Magazine @retr_online

La Monna Lisa non lascerà mai il Louvre, neanche per un mese.
E` stata così respinta la richiesta di prestito per l’esposizione di soli trenta giorni della Gioconda a Firenze.
Il secco no è arrivato dal ministro della cultura francese Aurelie Filippetti, tramite il direttore generale del patrimonio Vincent Berjot in una lettera indirizzata a Silvano Vinceti, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali italiani.

L’azzardata richiesta fu effettuata l’estate scorsa dallo studioso emiliano famoso per le indagini sui “misteri della cultura” quali la caccia alle spoglie di Monna Lisa Gherardini, modella che ispirò da Vinci o le vere cause di morte di Pico della Mirandola. La proposta fu rafforzata da una raccolta 150 mila firme.
L’evento avrebbe celebrato in pompa magna il centenario del ritrovamento del dipinto nel capoluogo toscano dopo il clamoroso furto dal Louvre di Parigi.
A fronte del no agli Uffizi del 2011, era facile pronosticare un esito negativo della domanda di prestito.
Svaniscono nel nulla così le speranze di vedere la Monna Lisa nella patria del suo ideatore; un sogno ricorrente tra gli amanti della cultura di tutto il Bel Paese.

Il contenuto della lettera di risposta è stato letto dallo stesso Vinceti tramite conferenza stampa:
«Sensibile al vostro desiderio di favorire l’accesso dei capolavori dell’umanita’ al piu’ grande numero possibile di persone – scrive il direttore generale Vincent Berjot a Vinceti – mi dispiace tuttavia di non poter dare un seguito favorevole alla vostra richiesta. Come voi stesso sottolineate, il prestito di quest’opera insigne avverrebbe ponendo moltissime difficoltà tecniche. Piu’ fondamentalmente, questo quadro e’ indissolubilmente legato all’immagine e alla reputazione internazionale del museo del Louvre, che accoglie ogni anno più di 8 milioni di visitatori, venuti dalla Francia e dal mondo intero, che non capirebbero se quest’opera venisse loro sottratta.»
Risposta sensata e sensibile nel nome della sicurezza del quadro e nel rispetto dei turisti che in massa si recano nella capitale francese a godere dei 380 mila oggetti e dipinti della collezione del Museo parigino.

La Gioconda fu prestata nel 1962 agli Stati Uniti accolta dai coniugi Kennedy e da Lyndon Johnson. Esposta prima alla National Gallery di Washingotn e succesivamente al Metropolitan Musuem di Ney York, l’opera attrasse un 1 milione e 700 mila di fortunatissimi visitatori.
La seconda e ultima “gita” della Gioconda al di fuori della Francia fu nel 1974, con una tournèe in giro per il mondo, passando per Tokio e Mosca.

Per evitare il deterioramento, oltre che essere stata inserita nel 2006 in una teca di vetro infrangibile con atmosfera e temperature controllabili, alla Gioconda sono stati proibiti spostamenti dalla sua “dimora ufficiale”.
Che sia il momento di mettersi il cuore in pace?


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