La guerriera romantica di Missoni

Creato il 27 febbraio 2012 da Patriziafinuccigallo

"Quale poeta mai oserebbe disgiungere la donna dal suo abito?", scriveva Baudelaire nel 1863 su "Le Figaro". Non Missoni, la cui codificazione poetica è visibile nei tessuti e nello stile.  Ieri, alla Statale di Milano, Angela Missoni ha proposto la sua donna. Finalmente vicina alla realtà, o almeno a contatto con essa. Insomma, metropolitana. Con desideri panici e accorpamenti alla natura. I riferimenti sono ai muschi, alle foglie e alle cortecce degli alberi, alle pietre. Al grigio delle città, cementificate. 
Un gioco di palette cromatica, che mescola i dominanti grigi urbani di cemento e asfalto alle sfumature dall'avorio all'ocra, dall'arancio vulcanico al ruggine, dal verde muschio al marrone minerale del bosco autunnale.  Pellicce appoggiate, sovrapposte, intarsiate nei tessuti e lunghi guanti in pelle, corsetti in latex e borse squadrate con manico a catena, che riproducono le venature del legno, come  trompe-l'oeil d'arte alla Dalì o alla Max Ernst. 
Una guerriera  romantica, dunque, le cui battaglie si giocano in città. Con i tratti mitologici della donna albero. 




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