Magazine Diario personale

La lezione anarchica di Carofiglio

Da Icalamari @frperinelli

“Unless the bastards have the courage to give you unqualified praise, I say ignore them.”

John Steinbeck

carofiglio_primo_piano

Gianrico Carofiglio
fotografato da Elena Fortunati

Queste star. Arrivano in ritardo, disturbano gli altri senza farsi problemi, si danno arie, assumono pose. In effetti, dovrei iniziare a darmi una regolata.

La mia amica Ilaria,  esimia giovane scrittrice, da quella volta di piazza Alessandria sembrava avermi perdonato. Sì, aveva manifestato una certa agitazione per la pubblicazione della nostra chiacchiera privata, ma poi si era ripresa subito. Anche perché le avevo giurato che non l’avrei più tirata in ballo. Mai più.

Era tornata rapidamente il solito zuccherino. Solare, spumeggiante. Eppure, subodoravo che covasse ancora, sotto sotto, un qualche risentimento.

E poi un giorno mi ha fatto: “Vieni a sentire Carofiglio”. Non era una domanda.

Ho di queste paranoie, io. Che al mondo esistano persone con il chiodo fisso di servirmi vendette fredde, o tutt’al più a temperatura ambiente. Ci ho pensato giusto il tempo di leggere tutto d’un fiato Il passato è una terra straniera.

***Instant Review***

Il passato è una terra straniera: un romanzo moolto bello.

Ilaria, nativa pistoiese, si era presentata la sera prima ai gestori della libreria L’Argonauta tenendo tra le braccia svariate confezioni di castagnaccio, cecina, cioccolatini Catinari, più un pentolone fumante di orecchiette che sua mamma, compaesana della star, le aveva affidato con una strizzata d’occhio. Un po’ scomodi per la notte, mi ha confessato in seguito, ma i posti migliori in questo modo sono diventati nostri.

Il giorno seguente, per mia ulteriore fortuna, Carofiglio si è calato nei panni del divo in modo molto più scafato di me che ho portato solo mezz’ora di ritardo, mentre lui ha lasciato parlare -benissimo, benissimo- Paolo Di Paolo per almeno il doppio del tempo (Era ampiamente previsto dal programma!, però si mormorava) prima di comparirci davanti. Intanto, avevo già risolto le questioni spicciole.

Ho pure di queste fissazioni, io. Quando entro in un posto nuovo, lo devo misurare. Attivo il compasso che danno in dotazione all’occhio di ogni architetto (uno solo: costa un occhio della testa) e comincio mentalmente a calcolare, spanna a spanna, le dimensioni di un locale: lunghezza – larghezza – altezza. Però all’Argonauta ci avevo già passato qualche pausa pranzo, già le avevo prese le dimensioni che mi interessavano. Quello che mi incuriosiva era capire come (e perché) avessero potuto restringerla a quel punto, la sala che ricordavo tanto ampia, in occasione dell’incontro con Carofiglio.

Mi giravo verso destra, e valutavo che, a partire dalla fila dietro la mia, avessero preso posto una trentina di persone, comprese quelle disposte lungo il corridoietto rialzato che accompagna la libreria a parete. A sinistra, saranno state una quindicina, alcune in piedi. Impressionante, eravamo quasi tutte donne.

Silenzio, si comincia. A vostro beneficio, ecco le due o tre cosette che mi sono appuntata.

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Gossip autopromosso:

- Le sue prime stesure sono brutte e piene di errori (come i Prigioni di Michelangelo, però, eh).

- Sa giocare a carte. Sa barare.

- Non ha mai fatto surf. Ma body surf, sì.

- Non farà più il parlamentare. Ma lo rifarebbe (se tornasse indietro).

- Non ha alcuna preclusione verso la scrittura “di intrattenimento” e i generi commerciali.

- “I critici letterari? Con tutto il rispetto…”

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Letture (alcune, e in ordine sparso):

- Raymond Carver, Niente trucchi da quattro soldi

- Roberto Bolaño, 2666

- Stephen King, IT

- Mordecai Richler, La versione di Barney

- Emilio Lussu, Marcia su Roma e dintorni e Un anno sull’altopiano

- Lawrence Block, la saga dell’investigatore Matthew Scudder, ma solo i primi volumi

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Demone guida della scrittura:

Perseguire la Verità nella finzione letteraria, sulla falsariga di Kafka che nel racconto La Metamorfosi ha messo a nudo il rapporto con il proprio padre molto più di quanto non abbia fatto nella Lettera al padre.

Non è etico scrivere come se si giocolasse (per chi non lo sapesse:

giocolare
[gio-co-là-re] (giòcolo)
v.intr. (aus. avere)
1 raro Fare giochi di agilità e di destrezza: saltimbanchi che giocolano sulle piazze
2 raro Giocherellare, trastullarsi, gingillarsi: mentre studia giocola con la matita)

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Una domanda senza risposta:

La letteratura può avere un ruolo etico? Nel cercare di rispondere ci si inoltra in pensieri circolari. Attenzione: Parlare di etica della scrittura non equivale a parlare di letteratura etica. Spesso l’ideazione letteraria è funzionale a trasmettere le proprie idee. Ma pensare a una letteratura con un ruolo etico, in cui la creazione sia assoggettata a una particolare idea del mondo, è pericoloso. Una premessa etica di contenuti e di obiettivi, dà un risultato meccanico e contrario alla ricerca della verità.

Carofiglio_51

Una risposta, una:

La scrittura ha un’etica anarchica che ha però ben chiara l’idea che bisogna dire la verità, senza furbizie, usare le parole giuste, e non più di quelle che servono. Ognuno di noi ha le sue idee e la sua visione ideologica più o meno consapevole con la quale guarda al mondo. E che con ogni probabilità interferirà con il racconto, romanzo o poesia che scrive. Ciò è anche apprezzabile, se è il risultato della ricerca narrativa ma non se ne è la premessa.

§§§

Finito l’incontro siamo andate ad aspettare le altre ragazze in strada. Ci siamo passate foto e video con Whatsapp, e la mia amica ha cominciato a caricarle su facebook dal telefono. Nel mentre, la gente se ne andava alla spicciolata, e davanti alla libreria si formava un piccolo capannello che attendeva Carofiglio. Lui è uscito a testa bassa, sgrullando vistosamente le mani. “Saranno finite le salviette al bagno”, ho pensato. “Idea”.

- Hai mica dei fazzoletti?

- Sì perché?

- Non vedi che deve asciugarsi le mani?

- Un momento che sto postando le foto.

- Non puoi farlo dopo? E dagli ‘sto fazzoletto.

- Arrivo, arrivo.

- Ila.

- Un momento.

- Sì, ma…

- Fatto. Dicevi?

- Niente (ormai si è asciugato). Ecco le altre, andiamo.

Ho accompagnato Ilaria a sentire Carofiglio, e mi è anche piaciuto moltissimo. Ora ne sono certa, abbiamo pareggiato i conti.


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