- La disattenzione delle Università di Sassari e di Cagliari nei confronti della lingua sarda sta in alcune cifre che già ho pubblicato (Lingua sarda e Università. Numeri da spavento) l'8 luglio 2008: hanno dovuto restituire allo Stato e alla Regione un fracco di euro non spesi per la promozione del sardo, veicolare e no, per cui li avevano ricevuti.
- Prima di lasciare il suo posto di assessore, Lucia Baire tentò di tagliare gli stanziamenti per il sardo, conservando 800 mila euro alle università, premiando un lavoro non fatto. Su Comitadu pro sa limba sarda protestò e in un incontro con la Commissione bilancio, fu assicurato dal presidente Paolo Maninchedda che i tagli non ci sarebbero stati e che i finanziamenti alle università sarebbero stati tolti. I tagli al sardo furono ridimensionati, ma le università continuarono a ricevere gli immeritati finanziamenti.
- Si segnalano master universitari di lingua sarda fatti in italiano. In uno di essi, un docente (pagato) si lasciò scappare: "Fattemi parlare in francese, in inglese, in tedesco, ma non in sardo. Non lo conosco".
- Il Piano triennale di cui parla Roberto è stato approvato dall'Osservatorio della lingua sarda, dall'Assessore ma non ancora dal Consiglio regionale. A quel che si sa, le pressioni di una parte dei linguisti e non solo loro perché sia cancellato l'obbligo dell'uso veicolare del sardo sono fortissime e non è detto che siano anche resistibili, visto che la politica è nello stesso tempo proponente e legiferante.
Detto questo, caro Bolognesi, non mi pare generoso da parte tua criticare tanto aspramente Su Comitadu pro sa limba sarda: non mi pare che abbia mai, nel passato, dato prova della parzialità di cui lo rimproveri. [zfp]
