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La mamma “casalinga”: i vestiti dei neonati

Da Mammachevita @mammachevita_g

La mamma “casalinga”: i vestiti dei neonati

Solo dal titolo si può presupporre che dell'argomento si potrebbero scrivere poemi più lunghi della Divina Commedia di Dante. I vestiti del neonato infatti hanno mille perché in un profilo che li coinvolge a 360°.
Possiamo parlare di come prepararli per l'ospedale, di come si possono lavare, di come mantenerli al meglio, di come conservarli dopo averli usati zero due volte, di come dividerli nei vari spazi dedicati ai nostri figli, ma sicuramente il tema più importante da gestire è come diamine smacchiarli.

In un vecchio appuntamento de "La mamma casalinga" ho voluto condividere la mia esperienza sul bucato stinto raccontando il mio primissimo episodio di "lavatrice rosa". Non contenta ce ne furono addirittura di successive ma testata una volta la giusta soluzione, la strada poi è stata tutta in discesa.
Quando scrissi quel post pensavo che peggio di un capo d'abbigliamento bianco come il latte, macchiato dall'inesorabile paio di pantaloni rosso ferrari fosse la peggior cosa che ti potesse capitare da lavare ma parliamoci chiaro, chi afferma una cosa del genere o non ha figli oppure ha avuto una fortuna sfacciata!

Ammettiamo quindi di avere ad esempio un bimbo ciccio come il mio. Un bambolotto paffuto e mangione che apre la bocca non appena sente l'odore del seno della mamma, del biberon o di qualsiasi altra cosa si possa inghiottire.
Generalmente per i bimbi così piccoli se sono anche molto "morbidi", è un semplice fattore di costituzione e la ciccia, con lo sviluppo tenderà a diminuire distribuendo i rotolini budinosi per tutta la lunghezza del corpo. Questo però non so se valga anche per Vincy perché sicuramente la sua sarà anche costituzione, ma in fatto di "tetta-dipendenza" non scherza per nulla nemmeno adesso che ha dieci mesi!

Questo suo mangiar tanto ha sempre implicato il fatto che oltre al classico rigurgito (di cui lui non ha particolarmente sofferto) ci fosse anche una notevole quantità di "presenze oscure" all'interno del pannolino (e sia chiaro.... qui non parlo solo della plin plin). Il problema in realtà non era espressamente questo perché il dubbio sarebbe sorto se non si fosse scaricato con regolarità, cosa che invece lui ha sempre bene o male fatto, ma la quantità che trovavo mi ha sempre lasciato a bocca aperta.
Adesso non è che defeca come un cavallo ma sicuramente il problema più grosso che ho affrontato ogni giorno per i primi sei mesi di vita di Vincy erano sicuramente le fuoriuscite dal pannolino della pupù liquida. E non c'erano pannolini che tenevano; dai più costosi ai più economici facevano tutti la stessa fine: il pannolino nel cestino e il body da pretrattate costantemente a mano. E non parliamo di un body ogni tanto, parliamo di ogni body ad ogni cambio.
Parlo di una quantità di body comprati a Vincy pari a dieci per ogni componente di una squadra di calcetto. Parlo di un bambino che ha sempre avuto più body di quanti vestiti potrà possedere per tutto il resto della sua vita. Parlo di una situazione tragica dalla quale (forse) finalmente siamo riusciti a dire basta (tranne qualche occasione).

Quando questo "problema" ha iniziato ad essere plurigiornaliero non nego che non sapevo più come organizzarmi, non potevo certo fare una lavatrice al giorno per 6/7 body e, anche il lavarli subito a mano serviva veramente a poco. Rimanevano macchiati e comunque stiamo sempre parlando di feci che di certo, con un semplice prodotto pretrattante e il buon olio di gomito non facevano si che si disinfettare e pulissero per bene nell'immediato.

La mamma “casalinga”: i vestiti dei neonati

Ho quindi deciso di collezionare in una bacinella comprata apposta per "l'occasione", tutti i panni che ogni giorno si sporcavano con le fuoriuscite varie e questo con il tempo non comprendeva solo i body, ma cambiando i bambini potevano essere i vestiti che indossavano in quel momento o l'asciugamano del fasciatoio sulla quale li cambiavo e, unito ai panni sporchi "normali", nel giro di due o tre giorni al massimo riuscivo quindi riempire un carico di lavatrice.

Con il tempo però questa soluzione ha iniziato a rivelarsi sempre meno utile. Nonostante sbiancanti e igienizzanti vari, in controluce i panni incriminati rimanevano comunque alonati o macchiati in qualche modo e, anche se all'inizio non ero molto propensa nell'utilizzare un prodotto forte sui capi di un neonato, ho iniziato ad utilizzare il Vanish per le macchie più ostinate. Le stesse macchie che che lavaggio dopo lavaggio rimanevano li, mi guardavano e mi prendevano in giro come dicendomi " è inutile che continui a lavare, tanto noi non ci muoviamo".
È un prodotto che ho sempre usato per noi, soprattutto per le camice di PapàCheVita ma conoscendone l'enorme efficacia ammetto che avevo il terrore che potesse essere in qualche modo poco adatto alla pelle dei bambini.

Nonostante tutto mi trovavo in una situazione nella quale non potevo comprare pacchi nuovi di body ogni settimana e ammetto di aver fatto il tentativo usando Vincy come cavia (sono una pessima madre lo so...). Consapevole che mio figlio Cesare soffre di dermatite atopica e Vincy di allergie da contatto riconosco di essere stata molto avventata ma le avevo tentate tutte, e questa era la mia ultima spiaggia.
Pretrattato i prodotti sporchi e quelli ancora macchiati nonostante i precedenti tentativi, lavai il tutto in lavatrice utilizzando sempre gli stessi detersivi ipoallergenici (ho la fissazione visto le pelli delicate in casa), usando lo stesso ciclo di lavaggio e seguendo pari pari ogni cosa esattamente per come era stata sempre fatta.

La mamma “casalinga”: i vestiti dei neonati

Smacchiati perfettamente il primo risultato era stato soddisfacente ma quello che mi preoccupava arrivava dopo la stiratura dei panni. La prova del nove arrivava infatti con il fare indossare un capo a contatto con la pelle del piccolo Vincy e decisi di fargli indossare un body. Passò un minuto e controllai, ne passarono dieci e controllai, passò mezz'ora e controllai... nessuno sfogo, nessun segno. Non andammo mai con nessun body oltre le cinque ore ma quel lasso di tempo mi fece capire che l'esperimento era andato a buon fine.

Avere dei figli piccoli ti fa andare incontro ad ogni tipo di macchia dalle più ovvie alle più impensabili. I bambini riescono a sporcarsi i vestiti con qualsiasi cosa abbiano sotto mano (persino con una brioche senza farcitura!), si scoprono macchie che non sapevi e nemmeno immaginavi potessero esistere, e allo stesso tempo la tenacia da mamma e l'amore per loro ti aiuta a trovare le soluzioni giuste per riuscire a non rifare il guardaroba nuovo ogni giorno.
Proprio per questo io, da quella primissima prova, ho sposato la mia tecnica dello smacchiamento forzato per tutta la famiglia e oltre ad avere marito e figli sempre puliti e in ordine, la felicità più grande l'ho trovata per le mie braccia e i miei gomiti, che erano stufi di sfregare per ore senza ottenere mai nessun valido risultato.

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