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La metamerdosi

Creato il 06 ottobre 2011 da Sogniebisogni
La metamerdosi

Un mattino, risvegliandosi da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò trasformato in un italiano.

Sdraiato nel letto, senza la forza di muoversi, bastava che alzasse un po’ la testa per vedersi pendere addosso un enorme deficit che minacciava di schiacciarlo. Le sue istituzioni erano in decadenza, i soldi erano finiti e su tutto aleggiava un’aria di ridicolo. Pensò addolorato: «Cosa mi è capitato?». Non stava sognando, la sua camera appariva come sempre in una luce quieta, fra le quattro note pareti. «Devo smetterla di fare bunga bunga tutte le sante notti» pensò Gregor, che di mestiere faceva il commesso viaggiatore e, a tempo perso, il presidente del consiglio. Gli sarebbe piaciuto girarsi di fianco e continuare a dormire placidamente, ma la sua schiena curva e lucida non glielo consentiva. Era condannato all’immobilità. «Gregor, Gregor. Che succede? È ora di svegliarsi…». Attraverso la porta arrivava la voce gracchiante di Fräu Merkel: «È tardi, lo spread è alle stelle, devi fare le riforme! Cerca di muoverti!». Gregor provò a fare qualcosa, ma rimase paralizzato nel suo letto. Certamente era colpa dei giudici comunisti e dell’opposizione. Provò a parlare per rassicurare Fräu Merkel, ma di bocca gli uscì solo un patetico e pigolante: «Forza gnocca! Forza gnocca!» Sentì dietro l’altra porta il pianto sommesso della Grecia. Stavano diventando dunque tutti isterici? Ora si sarebbe risollevato e avrebbe provveduto a fare qualcosa. Butto metà del corpo fuori dal letto, battendo violentemente sul pavimento e si accinse a scivolare per terra. Mentre lo faceva nella casa rimbombò il trillo del campanello. «E chi può essere a quest’ora di mattina?» pensò ansioso Gregor. Sentì distintamente la voce di Herr Fitch. «Ecco, ci mancava il rating stamattina… e proprio quando mi sento male». L’agente di rating camminò deciso fino alla porta chiusa a chiave e bussò: «Signor Samsa, venga ad aprire, altrimenti mi costringerà ad abbassarle il rating…». «Forza gnocca, forza gnocca, forza gnocca…» ripetè Gregor, rendendosi angosciosamente conto che non riusciva ad articolare niente altro. «Signor Samsa, io trasecolo! Si consideri declassato!» Gregor si tirò le lenzuola fin sopra la testa. Ormai la frittata era fatta. Non c’era rimedio. «Dopotutto poteva andare peggio» rifletté Gregor «potevo essere il protagonista di ‘Il Processo’». Ma fortunatamente per lui i termini di prescrizione erano ormai scaduti.



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