Ricordo quando mia nonna Ines la preparava in montagna a Usseglio (To): era un vero e proprio rito atteso da tutti con grande entusiasmo, ma io ero troppo piccola e all’epoca non apprezzavo ancora le gioie del palato. Ho iniziato ad assaggiare la Bagna Cauda in giro per i ristoranti piemontesi, ma ben presto ho trovato il mio mito nella sua preparazione ben più vicino di quello che potessi pensare. Mia zia Luciana, la sorella di mio papà, ne prepara infatti una buonissima, la migliore che io abbia mai mangiato. A lei quindi mi sono ispirata per imparare a preparare e per “codificare” la “mia” Bagna Cauda.
In ogni caso la Bagna Cauda può essere preparata con innumerevoli varianti fermo restando gli ingredienti principali che sono appunto le immancabili acciughe, l’aglio e l’olio. Pur essendo un piatto della tradizione piemontese, sono in molti a contendersi la paternità di questa portata. Come i cugini francesi, che ritengono la Bagna Cauda derivi dalla loro Anchoiade, nata in Provenza e importata – dicono – dai mercanti astigiani durante le trasferte in terra francese per rifornirsi di sale e acciughe. O ancora che mercanti francesi, provenienti dalla Provenza e dalle foci del Rodano, attraversassero le antiche vie del sale portando nel basso Piemonte acciughe sotto sale per avere in cambio vini, carni e ortaggi.
Da sempre considerata un piatto contadino, la Bagna Cauda era riservata, per l’alto contenuto di aglio e quindi di “spiacevoli odori”, alla tavola dei poveri. Ma non era un piatto della quotidianità, bensì si preparava nei momenti di convivialità e di festa, come quello della vendemmia. Oggi il Bagna Cauda mood sta invadendo tutto il mondo contagiando paesi come l’Argentina (storicamente vicina al Piemonte per le grandi migrazioni di inizio Novecento), ma anche il Giappone e il mondo arabo.
Che dire quindi… La stagione è quella giusta, sbizzarritevi, leggete, sperimentate e godetevi il piacere di una Bagna Cauda in compagnia. Ecco qui la “mia” ricetta: buon appetito!
Ingredienti: 8 teste d’aglio, 8 etti di acciughe, 250 ml olio extravergine di oliva, 80 grammi di burro
Procedimento: Pelare l’aglio e togliere l’anima. Metterlo a bagno nel latte per 12 ore, quindi scolarlo e farlo cuocere a fuoco lento con un po’ di latte fino a che si possa schiacciare con una forchetta come una purea. In un tegame di coccio (quello per la Bagna Cauda va benissimo, ma ricordate di non metterlo sul fuoco diretto: occorre uno spargifiamma; prima di utilizzarlo lasciatelo anche qualche minuto a mollo nell’acqua fredda per far reidratare la terracotta e prevenire eventuali rotture) far cuocere i filetti di acciuga precedentemente tagliati a pezzetti con un po’ di burro: cuocerli rigirandoli con un cucchiaio di legno a fuoco lentissimo, fino a quando si spappolano come una crema. Aggiungere l’aglio schiacciato, mescolare e passare tutto nel minipimer. Una volta mescolato bene, mettere tutto nella pentola di coccio, aggiungere l’olio extravergine di oliva e far cuocere a fuoco lentissimo, mescolando di tanto in tanto, fino a che non si porta in tavola.
Clicca per vedere la presentazione.La Bagna Cauda va servita con le migliori verdure di stagione. Io ho preparato: topinanbours, radicchio, peperoni (crudi e al forno), patate bollite, cardi, verza, cipolla cotta al forno, melanzane, ravanelli, finocchi, barbabietole, cipollotti. L’ultimo assaggio è stato con un uovo cotto nel fujot, come da vera tradizione contadina. E per accompagnare il pasto non dimenticate un buon vino: Barbera, Grignolino, un vino nuovo come il Beaujolais o, perché no, anche un buon Barolo.
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