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La (mia) Grande Invasione

Creato il 22 giugno 2013 da Lalettricerampante
Ed eccomi qui, a parlarvi delle mie giornate passate a Ivrea tra un appuntamento e l'altro de "La grande invasione", il festival della lettura organizzato dall'organizzazione Liberi di Scegliere, dalla casa editrice minimum fax e dalla libreria La Galleria del Libro, che da giovedì ha iniziato appunto a invadere la città e continuerà fino a domenica.  Ho partecipato a diversi incontri, tra giovedì e oggi, e, dato che non so se riuscirò a seguirne altri domani, credo sia il caso di iniziare a  mettere per iscritto tutte le mie sensazioni prima che mi dimentichi qualcosa.
La (mia) Grande Invasione E quindi iniziamo da giovedì sera e dall'incredibile reading di Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace letto da Giuseppe Battiston. L'evento avrebbe dovuto essere al Castello, ma il maltempo ha obbligato a uno spostamento dell'ultimo minuto al teatro Giacosa. Non entravo lì dentro da anni e mi ero dimenticata di quanto fosse bello. La prima cosa da dire è che non ho mai letto nulla di David Foster Wallace. E' una di quelle lacune che so di dover colmare ma che, per un motivo o per l'altro, rimando ogni volta. Per paura, forse, perché mi è stato più volte detto che lo stile di questo autore è complesso. Però boh, prima del reading dentro di me ho pensato: "e tanto mica lo devo leggere io, no? Io devo solo ascoltare". Ed è stato davvero incredibile. Giuseppe Battiston è salito sul palco e ha iniziato a leggere. E Foster Wallace, grazie a lui, è stata una vera rivelazione. Una cosa divertente che non farò mai più è un libro piccino, un reportage di un viaggio in crociera fatto dall'autore. Giuseppe Battiston ha condotto il pubblico tra le pagine del libro, interpretando ogni frase e ogni silenzio, e rendendo l'ascolto un'esperienza unica. Sono uscita da teatro semplicemente entusiasta (e come me anche il mio prima restio accompagnatore). Tant'è che ho comprato il libro.
Nella mattinata di venerdì ho poi partecipato all'incontro "Leggere la traduzione: Fitzgerald", durante il quale
La (mia) Grande Invasione Tommaso Pincio, traduttore del Grande Gatsby per minimum fax, ha parlato dell'opera e del suo lavoro di traduzione. Ma voi lo sapevate che il libro, dopo un parziale flop iniziale, ha avuto il suo massimo successo durante la Seconda Guerra Mondiale, quando è stato ristampato e dato ai soldati e alle infermiere per passare il tempo? E che anche Snoopy era un fan di Gatsby?  L'analisi di Pincio è stata molto interessante. Ha parlato del sogno americano e di come si reagisce quando questo non viene raggiunto, di come questo libro non sia bello tanto per la trama quanto per il modo in cui questa viene raccontata e dell'influenza che ha avuto su tutte le generazioni successive. E poi ha raccontato del suo approccio verso la traduzione e di quanto per lui fosse importante tradurre quest'opera, per il legame affettivo che prova nei suoi confronti. Un amore che è riuscito, con le sue parole, a far percepire e a trasmettere anche a chi era lì ad ascoltarlo. Sono uscita di lì con la voglia di rileggere, per l'ennesima volta, Gatsby.  
Finito l'incontro sono tornata a casa, ho fatto pranzo e poi sono ripartita per assistere al seminario "Leggere la rete", su come i book blog raccontano i libri sul web. Un'argomento che un po' mi tocca da vicino, sebbene io sia ancora decisamente lontana dalla bravura e dalla diffusione dei blogger presenti all'incontro. Sul palco sono saliti Camilla Panichi di 404:File not Found, Jacopo Cirillo di Finzioni, Noemi Cuffia di Tazzina di Caffè, Federico Novaro del sito omonimo e Valentina Aversano di minima&moralia. Un incontro interessante, durante il quale ognuno ha spiegato come è nato il proprio blog e descritto il suo funzionamento. A parte quello di Noemi Cuffia, sono tutti blog collettivi, in cui pubblicano diverse persone in base a una precisa linea editoriale. L'argomento che è stato maggiormente trattato è stato quello dei rapporto con le case editrici. Un tema caldo, che sempre emerge quando si parla di book blog  e che dà spesso adito a polemiche.  La (mia) Grande Invasione Accettare i libri dalle case editrici o non accettarli? Richiederli o non richiederli?
Domande frequenti, già trattate in passato, e che nascono dal dubbio, assolutamente legittimo, che il riceve in dono i libri dalle case editrici possa in qualche modo influenzarne la recensione.
Non ho ben chiara la mia opinione, ad essere sinceri. Ho ricevuto anche io qualche libro da qualche casa editrice (soprattutto le piccole... le grandi non mi filano molto) senza mai però percepire alcuna pressione in merito alla recensione da parte di chi me li ha inviati. Anzi! Per cui se ne ho parlato bene è perché secondo me sono libri che meritano. E onestamente, nella mia visione molto ingenua di book blog, mi riesce difficile credere che ci sia qualcuno che recensisce bene per continuare a ricevere regali. Anche perché così si imbroglia il lettore, vero destinatario del blog. Ma torniamo a noi... l'incontro è proseguito con l'intervento di Emiliano Sbaraglia, che non c'entrava molto in realtà con i book blog, ma che ha parlato della sua esperienza di creazione della web radio UnderRadio, un progetto di Save the Children attuato in alcune scuole romane per insegnare agli studenti l'utilizzo degli strumenti della comunicazione digitale.
Poco prima della fine è stata poi posta una domanda, un tantino polemica, ma sicuramente con un senso, riguardo al fatto di come questo ma anche altri festival non siano altro che un'operazione commerciale e che chi partecipa altro non è che un consumatore a cui si tenta, sull'onda dell'entusiasmo, di vendere il prodotto libro. Una domanda legittima, che mi ha fatto un po' riflettere ma che credo meriti un post a parte, che prima o poi tenterò di scrivere.
Finito l'incontro, sono andata con la mia accompagnatrice (una ragazza fantastica che ho conosciuto proprio grazie al blog e che mi ha fatto un regalo bellissimo e inaspettato) a mangiare la torta '900 da Balla. Lei non l'aveva mai assaggiata e mi è sembrato doveroso porre rimedio a questa lacuna. Il pomeriggio si è poi concluso con l'aperitivo con Diego De Silva, che ha però patito un po' di disorganizzazione. Il locale era piccolo, decisamente caldo e l'assenza di microfono rendeva molto difficile seguire il discorso dell'autore se non si era seduti di fronte a lui (che ha parlato di Malafemmena di Totò e di Raffaella Carrà). Ma sono sicura che per gli appuntamenti successivi rimedieranno! Mi sarebbe poi piaciuto partecipare al reading serale di venerdì sera di Licia Maglietta, che portava sul palco brani tratti da "Il tempo è un bastardo" di Jennifer Egan, ma non sono riuscita a trovare un accompagnatore. E quindi, pazienza!
Stamattina sono invece andata all'incontro "Leggere i personaggi" in cui erano presenti Fabio Stassi, Alessio Torino e Paolo Cognetti per parlare del loro rapporto con i personaggi (degli altri, ma anche e soprattutto i loro). L'intervento è stato moderato da Jacopo Cirillo.

La (mia) Grande Invasione

Fabio Stassi, Jacopo Cirillo, Alessio Torino, Paolo Cognetti

E' stata un'ora molto intensa e interessante, in cui ognuno di questi autori (ma anche il moderatore) hanno fatto una panoramica dei personaggi dei libri, del loro ruolo e di come questi siano necessari e vitali per lo svolgimento di una storia. Si è parlato di grandi personaggi e di cosa li rende tali (per Cirillo un personaggio è grande quando sappiamo cosa farebbe lui al nostro posto, per Stassi è quello che riesce a dare una risposta diversa ad ogni lettore). Cognetti ha poi parlato di Sofia ed esaltato Carver e il suo rapporto con i suoi personaggi, un' umanità che di onorevole non ha niente, un' umanità vile, che sbaglia, a cui però vuole un bene dell'anima.
Sono uscita da questo incontro con un'autografo di Paolo Cognetti, la voglia di comprare Tetano di Alessio Torino (visto che un romanzo di Stassi mi arriva per il compleanno) e la sensazione di aver assistito a qualcosa di davvero bello e intenso. Certo, ogni volta che ascolto autori parlare e interagire tra loro non posso fare a meno di sentirmi un po' ignorante, vista la loro incredibile capacità di citare autori e romanzi in ogni momento e sempre a proposito... ma credo che sia proprio questo a fare di loro dei grandi personaggi di cultura e dei bravi scrittori.
Per ora la mia Grande Invasione finisce qui. Spero di riuscire ad andare ancora a qualche incontro domani, ma dato che non sono sicura, ho preferito, come dicevo all'inizio, iniziare a mettere giù qualcosa (anche per evitare un post lunghissimo).
Sono davvero contenta per come è stato organizzato questo evento, per quello che è riuscito a portare in città e non posso che fare i complimenti a tutti gli organizzatori. Sperando vivamente che il prossimo anno ci sia una seconda edizione.
La (mia) Grande Invasione


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