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La natura morta

Creato il 03 ottobre 2013 da Artesplorando @artesplorando

Questo post lo devo verso tutte quelle bottiglie, vasi e frutta che ho copiato nelle lezioni di disegno dal vero, quando facevo la scuola d'arte a Ferrara. Bei tempi!

Il termine "natura morta" nasce nel XVIII secolo nel segno della polemica e dell'opposizione: è la pittura cosidetta con sufficienza "minore", la pittura che si concentra su un limone o su una brocca, o un mazzo di fiori, contrapposta all'arte "vera" che ha per oggetto la vita e la storia, l'umano e il divino. E', in realtà, una polemica nata molti decenni prima, e il genere è ormai saldamente radicato nel mercato dell'arte europeo.

La natura morta

Affresco epoca romana, I secolo d.C., vaso di cristallo con frutta

Dal punto di vista dei soggetti abbiamo esempi di nature morte già dall'antichità: sono presenti nei rilievi e dipinti funerari egiziani e orientali e, in ambito ellenistico e romano, costituiscono generi specifici chiamati rhopographia (pittura di cose umili), rhyparographia (pittura di spazzature) e xenia (secondo Vitruvio, pitture in cui sono rappresentati i doni degli ospiti). Nell’arte bizantina e medievale occidentale episodi biblici e storie di santi offrono occasioni per raffigurare stoviglie e vivande sulle tavole (Ospitalità di Abramo, Nozze di Cana, Ultima cena) o gli strumenti per la scrittura e libri (ritratti degli Evangelisti, dei Padri della chiesa ecc.). Quindi inizialmente le nature morte appaiono ai margini di opere di altro soggetto.Ma è solo con il Cinquecento che questa tipologia di soggetti acquista una vera autonomia, fino a definirsi vero e proprio genere pittorico e ad affermarsi sopratutto in Italia , in Germania, in Spagna e nei Paesi Bassi. E il tutto non a caso. La natura morta conosce la sua piena formazione in quei paesi in cui da un lato è nata una committenza nuova, fatta di ricchi mercanti, banchieri, una spece di alta borghesia che si va ad affiancare all'aristocrazia. Nasce quindi una domanda forte, per un genere pittorio che ben si presta, attraverso quadretti di piccolo formato, ad arredare le case e le collezioni di questi nuovi comminttenti. Dall'altro nascono botteghe che offrono un'ampia scelta di pittori che si cimentano in questo nuovo genere ormai autonomo.

La natura morta

Caravaggio, canestra di frutta

Ma è senza dubbio il Seicento il secolo d'oro della natura morta ed il suo paese d'elezione l'Olanda: è nelle sempre più ricche e borghesi provonce del Nord che i quadri con fiori, tavole imbandite, vasellame, cacciagione raggiongono nel XVII secolo i vertici dell'artificio illusionistico, trovando un pubblico e una diffusione precedentemente impensati!Ma facciamo qualche nome: in Olanda si distinguono in questo genere A. Bosschaert, P. Claesz, W. Kalf (non va dimenticato il contributo eccezionale di Rembrandt); nelle Fiandre, J. Bruegel dei Velluti, D. Seghers e F. Snyders. In Italia, i nomi di Caravaggio, E. Baschenis, P. Porpora, G. Ruoppolo riportano ad ambienti dove particolarmente viva fu la tradizione di questo genere. In Spagna, oltre a quelle di J. Sánchez Cotán e J. van der Hamen, sono da ricordare le splendide nature morte di F. Zurbarán; quelle di L. Baugin, J. Linard, L. Moillon in Francia dove, nel XVIII sec., raggiungono un livello altissimo con J.-B.-S. Chardin.

La natura morta

Chardin, natura morta

In quanto diretta osservazione e comunicazione con il vero, espressione poetica intima e raccolta, occasione di dirette ed esclusive ricerche formali, la natura morta ha una parte importante nella pittura del XIX sec. con H. de Fantin-Latour, Courbet, P. Cézanne, V. van Gogh; e, nel XX sec., nell’ambito cubista, nel purismo. Alcuni pittori, come G. Morandi, ne fanno il tema quasi esclusivo della loro ricerca. Oggetti d’uso quotidiano sono protagonisti ancora sia delle poetiche dada e surrealista sia delle ricerche artistiche della seconda metà del secolo (pop art, nouveau réalisme ecc.) ma, rappresentati o riprodotti tridimensionalmente, spesso in scala gigantesca, o realmente introdotti nelle composizioni, travalicano i confini della natura morta come genere artistico.

La natura morta

Vincent van Gogh, mazzo di corone imperiali in vaso


P.S.: la natura morta come il ritratto che ho largamente trattato, conosce dei sottogeneri che tratteremo con calma...


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