“La notte apparente”: pillole di scrittura

Creato il 24 novembre 2014 da Studio83

Lo avevamo annunciato: sabato 22 e domenica 23 novembre, tappa milanese per il noir “La notte apparente” di Alberto Cola

Data l’amicizia che ci lega ad Alberto e la curiosità per il libro non ancora letto, sono andata a tutti e due gli eventi. Con l’attenta orchestrazione di Chiara Bertazzoni e animati dalla compagnia teatrale “I Senza Rete“, sono stati piacevoli e originali.

C’è stata la partecipazione di un pubblico che ha fatto domande e animato il confronto. Lo scambio ha toccato il libro, e anche argomenti come: il noir e il “nero” del quotidiano, i generi letterari e l’”artigianato” che sottende alla stesura di un romanzo.

Sabato 22 novembre si è svolto l’Aperitivo Letterario. L’ape, il sacro rito milanese, questa volta arricchito da un menu più ricco: letture à la carte. Tratte dal romanzo di Alberto Cola, adattate per la lettura interpretata, ordinabili dall’apposito menu ed eseguite da attori della compagnia.

Qualcuno di voi ha mai sperimentato un “teatro personale”? Ho ordinato due letture e Valentina e Francesca, le attrici, si sono sedute al tavolo di fronte a me e hanno letto a stretta vicinanza.

Cosa fareste a pochi centimetri da una sconosciuta che recita parole nuove?

Ho vissuto i primi secondi di assestamento: non è come assistere a una pièce teatrale, il rapporto qui è singolo, non sapevo bene se guardare il tavolo, il foglio che le attrici avevano in mano, o il loro viso… mi è venuto naturale guardarle in viso, e anche lì, dilemma: guardo le labbra che scandiscono le parole? Di solito, quando parlo con qualcuno è quello che faccio. Ma da stretta distanza può sembrare scortese, per cui su agli occhi… ma è troppo intimo! Scortese anche quello?

Non lo so. Questione di pochi secondi. Ho scelto di avere fiducia. Mi sono lasciata andare alle parole e ho permesso allo sguardo di andare sui volti assorti, che a tratti alzavano gli occhi e ricambiavano il gesto di vicinanza. Le parole sono scivolate con facilità, lo stile di Alberto l’ho riconosciuto, è stata un’àncora, qualcosa di familiare in una situazione “fuori dalla zona confort”. Ed è andata com’è andata: scomoda e totale. Forse col teatro dovrebbe essere sempre così!

 

Dopo le letture, chiacchierata con l’autore. Sottofondo: un silenzio interessato… a parte il rumore occasionale di bicchieri e due allegri clienti che hanno gridato “siamo in due!” dopo un’entrata da saloon!

Si sono aperti diversi filoni di discussione. I più pregnanti:

  • Come fa uno scrittore di fantascienza a “riciclarsi” come scrittore di noir?
  • Quanto ci si mette a scrivere un romanzo?
  • Da dove prendi le idee per le storie?
  • (Quello che mi ha fatto saltare sulla sedia:) “Hai detto che mischi i generi e vai oltre, ma anche ‘il fantastico’ è un genere!”

Nel video qualche pillola delle risposte di Alberto Cola.

Dopo la serata particolare, la mattina dopo eccoci a Passirana, Rho. Presentazione più “tradizionale”, ugualmente riuscita. Padroni di casa: gli “amici di Passirana”, una platea sveglia e attiva. E di domenica mattina non è poco!

Alle letture interpretate dei Senza Rete si sono alternati commenti, racconti e scambi con gli ascoltatori. Alcuni dei temi:

  • Lo stile, i suoi cambi e la loro funzione
  • L’eroe del romanzo è un antieroe? E gli altri sono lì a “servire” il suo profilo o hanno una loro dimensione autonoma?
  • Perché questo titolo?

Interessante come Alberto abbia rimarcato che il lavoro dello scrittore per lui è un lavoro di artigianato. Con un ritmo “da diesel” e slegato a pianificazioni e scalette di lavoro, ma con la coscienza che:

“dietro a un libro riuscito  o non riuscito c’è un’attenta valutazione degli elementi che lo compongono”.

Lo scrittore è bravo se li dosa, li incastra, li padroneggia in modo da dare al lettore un testo “architettato” in cui nulla è lasciato al caso… a parte la reazione di chi legge!

La lettura infatti è l’ultimo step indispensabile, quello nel quale si affida l’opera a uno sconosciuto che saprà trarne suggestioni e significati nuovi, magari non previsti. Anche questo può essere un insegnamento e uno scambio importante che arricchisce l’autore di ritorno.

Le presentazioni sono state belle e mi hanno dato diversi spunti nuovi. Ho imparato che alcune persone confondono i generi di narrazione in senso lato con i generi paraletterari novecenteschi; che guardare negli occhi una sconosciuta si può; e che le presentazioni letterarie possono essere davvero coinvolgenti.

…ma questo lo sapevo già!

…e per noi gente di spettacolo il selfie è obbligo. Con Alberto Cola e Lorella Sala dei Senza Rete. Applausi!


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