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La politica del rigore Mortis

Creato il 06 maggio 2012 da Idispacci @IDispacci

La politica del rigore Mortis

E tre…ci risiamo. Errare umanum est, perseverare autem diabolicum et tertia non datur.

E a chi venisse in mente di obiettare “ma cosa ci incastrano le guerre con la crisi” dico subito che vanno sempre a braccetto, specie se parliamo dell’America. E anche in questo caso dobbiamo tirare in ballo gli USA, da sempre garanti della giustizia e della libertà. Dobbiamo andare a circa un anno fa per capire meglio, cioè a quando il rapporto USD/EUR era schizzato a 1.5. L’economia americana non dava grandi segnali e si doveva ricorrere al solito trucchetto di stampare dollari, se non che il glorioso paese aveva raggiunto un limite invalicabile. D’altro canto non potevano lasciare terreno a un Europa in ripresa. Quindi decisero di entrare a gamba tesa sui punti deboli dell’ Europa: la Grecia per debolezza patrimoniale e l’ Italia per ovvi motivi d credibilità. E quindi siamo ad oggi.

La Germania sperava di utilizzare questa crisi per prendere due piccioni con una fava: dare una bella strigliata ai membri indisciplinati dell’UE e rimettere i conti in ordine. Di fatto però abbiamo assistito a una devastazione della Grecia poichè le misure che gli sono state imposte, simili per altro alle nostre, provocheranno un rientro dall’indebitamento eccessivo, che però si pagherà con una caduta della domanda, dei prezzi, dei profitti, degli investimenti e quindi con un vistoso aumento della disoccupazione. Questa politica vuol fare sopravvivere l’euro affamando uno dei suoi membri più deboli, costringendolo ad adottare politiche economiche di stampo liberista estremo: il taglio della spesa pubblica e la riduzione al minimo dell’intervento statale come l’unico rimedio utile per guarire dalla malattia dell’eccessivo indebitamento. Chi ha studiato storia dell’economia dovrebbe avere un dejavu, al rovescio però, poichè le grandi crisi fiscali del passato (leggi 1929) sono state superate adottando politiche keynesiane di incremento della spesa pubblica a sostegno della domanda e della crescita. Una nuova Europa dovrebbe combattere i nazionalismi e ispirarsi agli esempi della ricca Germania dell’ovest che ha iutato la povera Germania dell’Est, dell’Italia che aiuta il Mezzogiorno, del Regno Unito che dà sussidi al Galles.

La Merkel acquista consensi in casa e li perde in Europa: l‘Olanda, la Francia, Draghi e da ultimo Junker che con le sue dichiarazioni da un aiutino a Hollande.

di  Alessandro Bacci


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