La chiusura di ogni telefonata di mia madre è: “Mi raccomando, sii prudente” e a rifletterci bene tutta la mia vita è costellata di frasi dove il sostantivo “prudenza” evoca una negatività/limite (non spingerti oltre, non osare, non provarci, ecc.).
E’ proprio per questo “senso comune” riservato alla prudenza che mi ha sorpreso leggerla più volte in relazione al lavoro dei manager e degli imprenditori. Ma come, proprio ad un imprenditore che continuamente è chiamato a prendere decisioni, a non “frenare” ma ad accelerare, parliamo di prudenza???
Ebbene si, proprio per loro questa virtù calza a pennello!
Per darvi qualche spunto in più utilizzo Tiziano. Quella che vedete è l’allegoria della prudenza (1470).
Nel quadro i tre volti rappresentano lo stesso uomo che si volge alla vita con una triplice modalità: L’uomo, guardando al passato (vecchio), con fortezza decide (uomo maturo), non guastando il futuro (giovane).
Se l’immagine della prudenza è tutta incentrata sulla presa di decisioni, è di fatto per eccellenza la prima “figurina” che dovrebbe comparire nell’album di un manager.
In questo quadro non appaiono persone timorose o codarde ma solo lo stesso uomo che partendo dalla propria esperienza analizza il presente e con fermezza vaglia delle alternative e fa una scelta ponderando le conseguenze del suo agire sul futuro.
Del resto, conoscenza, giudizio, azione sono le componenti della prudenza secondo S. Tommaso.
Nel prossimo post qualche riflessione su come calare la virtù della prudenza nel nostro day by day
Buona lettura
Ugo
PS per i curiosi nel quadro si vedono tre animali
Lupo: è affamato di ricordi
Leone: la forza che richiede una decisione
Cane: amico dell’uomo è l’ottimismo con cui vedere il futuro
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