Magazine Cultura

“La ragazza del libro dei fuochi” di Jane Borodale

Creato il 19 maggio 2011 da Sulromanzo

La ragazza del libro dei fuochiAgnes Trussel, nata e cresciuta in un paesino isolato dell'Inghilterra settecentesca, si trova incinta dopo un rapporto fugace con un compaesano che disprezza e nella necessità di voler scappare anche per nascondere ai genitori, puritani e bigotti, il fattaccio: troverà l'occasione con il lascito involontario di una vicina di casa morta, andando a Londra e trovandosi a lavorare per l'enigmatico John Blacklock, artigiano pirotecnico, dietro agli spettacoli con i quali monarchia e nobiltà stupivano il mondo in era barocca, epoca in cui convivevano splendori e miserie, spettacoli da sogno e esecuzioni in pubblico.

Occorre dimenticare le storie romantiche a lieto fine dove lei incontra lui e vivranno felici e contenti: qui il percorso è diverso, molto più articolato se si vuole, verrebbe da definirlo protofemminista, è una ricerca di sé e di una propria dimensione in un mondo non certo a misura di donna, soprattutto se molto giovane e incinta, un mondo di cui aveva già parlato Daniel Defoe nella sua Moll Flanders  e che qui rivive senza intenti morali ma raccontando una realtà esistita e che ha lasciato alcune sue contraddizioni nell'oggi. Occorre anche dimenticare, leggendo La ragazza del libro dei fuochi, le storie di principesse e dame, qui si è in mezzo ai poveri e ai lavoratori, la base della società dell'epoca, capace poi di suscitare rivoluzioni e cambiamenti, anche soltanto partendo da se stessi, come succede ad Agnes, fanciulla in difficoltà ma non certo melensa e sprovveduta.

La ragazza del libro dei fuochi (traduzione italiana di Ginevra Massari) è un affresco settecentesco realistico e documentato, un ritratto di un’epoca spietata e affascinante, descritta nelle sue atmosfere, nei suoi odori, nella minuzia di una, tante vite a tratti rassegnate a tratti desiderose di cambiamenti, una composizione di quotidianità ed eventi per rivivere uno spaccato di come si viveva.

Ci sono echi delle sorelle Bronte, ma ancora di più di Victor Hugo, e di nomi recenti come Michel Faber e Tracy Chevalier, in questa ricostruzione della grande Storia attraverso storie all'apparenza piccole, ma in realtà fondamentali in una società a tratti simile a tratti opposta alla nostra. Un libro di un certo spessore, presentato da Leggereditore, che vuole diventare un editore di riferimento per la proposta di letteratura al femminile, e che dopo aver proposto thriller paranormali, horror, romanzi rosa contemporanei e romanzi a sfondo storico con La ragazza del libro dei fuochi introduce un filone a dir poco intrigante, un realismo storico al femminile.

Jane Borodale affianca l'attività di scrittura a quella come scultrice, e il temperamento artistico emerge nelle descrizioni e ricostruzioni di un mondo che affascina senza creare illusioni e sogni strani, ma proprio con la realtà di cosa era, un mondo dove ci si poteva perdere ma dove Agnes trova la sua strada.

C'è da sperare che Jane Borodale scriva altre opere di questo tenore, magari con altre Agnes in cerca della loro strada senza eroismi se non quello della quotidianità, e c'è da auspicare che Leggereditore proponga altri romanzi tipo La ragazza del libro dei fuochi, capace di coniugare la gioia di raccontare ad un'erudizione che non annoia, anzi avvolge e porta là dove deve andare, in quei vicoli di una Londra inquietante, che nei secoli hanno ingoiato tante protagoniste, dove Agnes troverà un nuovo modo per ricominciare.


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :