Io, oggi, vorrei dirvi che l’infelicità è poi solo la felicità a cui si è aggiunto il prefisso -in.
Scritto così pare banale, non lo nego e so che riderete, voi e la vostra infelicità, così come rido io di me quando sono infelice e il mondo crolla, che quello che dovrebbe essere sinonimo di stabilità crolla sempre, non so dire come.
Dicevo che pare banale ma non lo è, ve lo dico io: è solo semplice.
La felicità è uno stato mentale breve, già si è detto, ed avviene sempre e solo per fatti specifici, per il poco tempo risparmiato al dolore e alla fatica. La felicità è un momento semplice: l’azzurro del cielo, faccio un esempio, un esempio facile; alzi gli occhi, lo vedi e sei felice. Tutto qui, nessuna elaborazione complessa, nessuna interferenza, un semplice-meraviglioso-appagante-cielo-azzurro!

L’infelicità è complicata. E noi siamo capaci sempre a complicarci: dicevo, il cielo azzurro rende felici, ed è poi solo aria, mica altro. Se volgi lo sguardo e vedi ciò che resta intorno aggiungi le nuvole e cominci a pensare che le nuvole sono un azzurro mancato e poi c’è la natura e pensi che certo è bella ma stai lavorando e mica puoi mettere i piedi a bagno e c’è l’inquinamento forse, e i pesci , ah bei tempi quelli e poi aggiungi quelle costruzioni in fondo, una vecchia cartiera e ora non c’è più, solo la ciminiera e hanno fatto delle brutte casette popolari e poi chissà chi è stato chi le ha disegnate e quel palo e l’antenna e chissà quante radiazioni nocive, certo il cellulare funziona bene, poi caspita ho perso tempo e guardarmi in giro, ho da lavorare e forse un caffè, devo andare, le nuvole, le vacanze, mi mancano le vacanze….

La serenità è saperlo e accettarlo e tentare, talvolta, non dico sempre che sempre non si può, di essere semplici.
Chiara





