Magazine Diario personale

La Sorrento argentina,dove si balla il tango e si parla lunfardo

Da Luigiderosa @Luigi2006
La Sorrento argentina,dove si balla il tango e si parla lunfardo
La Sorrento di Francisco
di Cecilia Coppola
Edizioni Surrentum
Tempo fa ho letto uno splendido saggio di Luis Sepùlveda
intitolato "Ultime notizie dal Sud" una raccolta di appunti e foto del viaggio da Buenos Aires alla Terra del Fuoco per Guanda editore,dove lo scrittore cileno raccontava l'Argentina.Durante questo avvicinamento al Sud del Mondo, Luis e l'amico fotoreporter Daniel Mordzinski incontrarono uno strano "Tano"(Tano è il soprannome che gli Argentini danno ai nostri emigrati).A quest'italiano i due Cileni ,fermata la loro renault in piena steppa,offrirono aiuto credendolo in difficoltà,ma il "Tano" li sorprese rivelando loro che era semplicemente alla ricerca di un violino! Dopo questa risposta,Luis credette di trovarsi al cospetto di un pazzo e titubante, ma sollecitato dall'uomo, decise di dargli ugualmente un passaggio.Il Tano li condusse nei pressi di una ferrovia abbandonata, dove giacevano migliaia di traversine in legno lasciate decenni prima dagli Inglesi che avrebbero dovuto costruire la nuova ferrovia.Davanti a tutto questo "bendidìo" "Tano" si mise all'opera:osservò a destra e sinistra,annusò,tamburellò come un ossesso su pezzi di legno di varie dimensione e alla fine trovò il suo violino! Naturalmente Luis si rese conto che quello che aveva creduto un pazzo era invece un geniale liutaio calabrese che aveva trovato il modo di trasformare in oro quello che per gli altri era spazzatura. È indubbio che interrogando Argentini,Cileni e Uruguagi sui Tani avrete sempre risposte lusinghiere sull'apporto di professionalità e genialità che la loro presenza ha garantito al Sud America, non mi sorprende quindi quest'altro interessante racconto di migranti italiani della scrittrice Cacilia Coppola : "La Sorrento di Francisco". La storia,in questo caso, è quella di un marinaio sorrentino,Francisco,che riuscì a raggiungere,dopo mesi di mare su di un piccolo brigantino, la sua terra promessa:l'Argentina.Il ragazzo fece fortuna e fondò un villaggio sulle rive del fiume Paranà non lontano dalla città di Rosario,lo chiamò Sorrento in onore della sua città natale.Ancora oggi le discendenti dei pescatori sorrentini raggiungono i mercati rionali trasportando il pescato con le "spaselle"(contenitore tradizionale campano adibito al trasporto del pesce) e indossando vestiti colorati che ricordano quelli della tarantella.
di Luigi De Rosa
L'Assessorato alle attività culturali
della Città di Piano di Sorrento con il contributo
del Gruppo culturale di Ciro Ferrigno presenta il libro:
"La Sorrento di Francisco" di Cecilia Coppola
Domenica 29 gennaio 2012 ore 18.15
Centro Culturale Comunale
via delle Rose Piano di Sorrento

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COMMENTI (2)

Da Cecilia Coppola
Inviato il 28 gennaio a 22:36
Segnala un abuso

Ho trovato interessante la storia del Tano e la sua " genialità" di trasformare in un prezioso liuto vecchie ed abbandonate rotaie con le loro traversine in legno. Ho impiegato diversi anni a trovare notizie su Francisco anzi su i due Francisco che hanno portato il nome di Sorrento nel cuore sempre e per sempre in una terra come l'Argentina, meta di antica e sofferta migrazione. Grazie per l'attenzione e spero di incontrarLa per parlare di altre ricerche che conduco perché le nostre radici non si dissolvano nel vento ma costruiscano un solido ponte di conoscenza fra passato e presente, soprattutto per le giovani generazioni. Rinvio il tutto perché il precedente commento è partito prima che avessi corretto degli errori dovuti alla tastiera che si inceppa.

Da Cecilia Coppola
Inviato il 28 gennaio a 22:32
Segnala un abuso

Ho trovato interessante la storia del Tano e la sua " genialità" di trasformare in un prezioso liuto vecchie ed abbandonate rotaie con le loro traversine in legno. Ho impiegato diversi anni a trovare notizie su Francisco anzi su i due Francisco che hanno portato il nome di Sorrento nel cuore sempre e per sempre in una terra come l'Argentina, meta di antica e sofferta migrazione. Grazie per l'attenzione e soero di incontrarLa per paralre di altre ricerche che conduco perché le nostre radici non si dissolvano nel vento ma costruiscono un solido ponte di coniscenza fra passato e presente, soprattutto per le giovani generazioni.