Si alzò per prenderlo alle prime luci dell’alba e lo lucidò con olio dopo aver pulito paglia e sterco.
Reggendolo tra le dita, scrisse sul guscio con un pezzetto di carbone:
“Allontana il male da Caterina”. Le parole era un po’ storte e i caratteri diseguali, ma leggibili. Lo allontanò da sé, osservandolo. Ci alitò sopra per riscaldarlo, tenendolo fra le mani a coppa.
Si avvicinò al letto e lo passò sul corpo della piccola addormentata, sulle guance paonazze dalla febbre, sotto il respiro affrettato, sulle labbra e sugli occhi, ripetendo la cantilena che aveva sentito dalle vecchie, che aveva imparato senza sapere
Passa dintra e passa fore,
passa subbra e passa sutta,