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La storia di Esti Carranza, narcisa psicolabile...quante ce ne sono in Italia?

Creato il 07 dicembre 2012 da Rafaelcoche @El_coche
La storia di Esti Carranza, narcisa psicolabile...quante ce ne sono in Italia?

Condanna all’ergastolo per la mantide viennese


Estibaliz Carranza, la gelataia viennese trentaquattrenne di origini ispano-messicane, rea confessa dell’uccisione del marito e dell’amante, fu arrestata dalla polizia italiana a Udine nel giugno dello scorso anno, in esecuzione di un ordine di cattura internazionale emesso dalle autorità austriache. Il processo a suo carico è iniziato meno di un anno dopo e si è concluso dopo solo quattro udienze, con la sentenza di condanna all’ergastolo e al ricovero in un manicomio criminale.
Nella prima giornata del processo è stata data la parola all’imputata, che, come abbiamo riferito tre giorni fa, ha reso piena confessione, raccontando con dovizia di particolari come avesse ucciso con un colpo di pistola alle spalle, a distanza ravvicinata, i suoi due sventurati compagni, come poi ne avesse sezionato i corpi in tanti pezzi con una sega elettrica, come li avesse riposti in sacchi di nailon, nascosti in cantina e poi occultati facendovi colare sopra del cemento. Non si è accontentata di ricostruire i crimini commessi, ha voluto parlare anche di quelli che aveva progettato e poi tralasciato di eseguire, perché le vicende della vita l’avevano allontanata casualmente dalle vittime designate. Come il suo primo compagno in Spagna, cui intendeva guastare i freni dell’auto per farlo schiantare o l’impianto termico in cantina, perché bruciasse vivo. Oppure come il suo primo datore di lavoro a Berlino, che voleva eliminare dando fuoco al suo ufficio con lui dentro.
Estibaliz Carranza era fatta così. Aveva un fascino speciale, che ammaliava gli uomini (lo ha ammesso anche il tassista che nel giugno scorso l’aveva portata con la sua auto da Vienna in Friuli, nel suo improbabile tentativo di fuga). Li conquistava, li teneva accanto a sé e quando dopo breve tempo se ne stancava non li abbandonava, come avrebbe fatto qualsiasi donna normale: doveva eliminarli fisicamente.
Perché aveva ucciso il marito Holger Holz e pochi mesi dopo il nuovo amante Manfred Hinterberger? La Carranza ha dato delle motivazioni che nella sua mente malata sarebbero dovute essere convincenti. Il primo non aveva voglia di lavorare e non la aiutava nella gestione della gelateria; per giunta, dopo il divorzio non voleva andarsene di casa e lo aveva sempre tra i piedi;
ECCO QUESTE SONO LE MOTIVAZIONI, QUANTE MENTI MALATE COME QUESTA DONNA CI SONO ANCHE IN ITALIA? SI STA FORMANDO UN GRUPPO DI NARCISE PSICOLABILI

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