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La suscettibilità di chi scrive

Da Camphora @StarbooksIt

Un chinotto, grazie.
Sapete? In questi giorni ho fatto un esperimento. Ho preso delle frasi tratte dai manoscritti che ci arrivano in redazione e le ho messe on-line, così com’erano, senza modifiche né commenti. Volevo dimostrare che gli aspiranti autori non sono tutti geni incompresi e che a volte basta la prima frase di un romanzo per capire che non funzionerà. Mi sembrava un buon servizio per la comunità, molto più dei manuali di scrittura che ti dicono che cosa fare: qui si mostrava che cosa non andrebbe fatto. Risultato? Da più parti sono stato criticato per aver esposto al pubblico ludibrio gli autori delle frasi (peraltro coperti dall’anonimato). Eppure erano testi che questi aspiranti scrittori avrebbero voluto pubblicare…
Secondo voi questa indignazione è figlia del pudore di chi legge o della suscettibilità di chi scrive?


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